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Al via il progetto europeo Nonviolent European Resistance. Capofila il Movimento Nonviolento

Mao Valpiana: “Siamo davvero felici di iniziare questa avventura europea per diffondere la cultura della memoria attiva e della resistenza nonviolenta ai mali di ieri e oggi”

Sono in arrivo alla Casa per la Nonviolenza di Verona, sede nazionale del Movimento Nonviolento, giovani e attivisti europei di organizzazioni partner di sette paesi (Italia, Spagna, Austria, Romania, Ungheria, Macedonia del Nord e Belgio) per avviare il progetto nEUres, Nonviolent European Resistance, co-finanziato dal programma dell’Unione Europea Europe for Citizens – Remembrance.

nEUres ha lo scopo di diffondere tra i giovani la conoscenza degli eventi storici relativi alla resistenza nonviolenta al nazifascismo in Europa, quale punto di partenza per avviare una riflessione condivisa sul ruolo della società civile e della partecipazione civica.

Nei giorni 29 e 30 novembre 15 giovani e attivisti si scambieranno e condivideranno le conoscenze sulla memoria e sulla resistenza europea nonviolenta e saranno coinvolti nella realizzazione del progetto di cui è capofila il Movimento Nonviolento.

Il Bando “Memoria europea” del programma Europa per i cittadini, mira a promuovere una cultura comune della memoria e della comprensione reciproca fra i cittadini dei diversi Stati Membri dell’UE, attraverso il sostegno a progetti che riflettano sui principali momenti storici del XX secolo in Europa.

“Siamo felici di poter dare avvio a questo progetto – dichiara il presidente nazionale del Movimento Nonviolento, Mao Valpiana – proprio oggi che in tutto il mondo e in Europa sembra riaffacciarsi tentazioni totalitarie”.

L’iniziativa vedrà coinvolte, oltre al Movimento Nonviolento, le seguenti organizzazioni: Innetica, SCI Österreich, Fundatia Activity, Union of European Federalists, Tudás Alapítvány, Yoap.

“Questo primo incontro transnazionale – continua Daniele Taurino, coordinatore di nEUres per il Movimento Nonviolento – ha l’obiettivo di mettere in comune le buone pratiche tra i partner e articolare in dettaglio i prossimi passi che ci vedranno impegnati nella diffusione di una cultura della memoria attiva e della resistenza nonviolenta”.

Dalla storia all’azione quindi, attraverso un’azione educativa e formativa basata sulla costruzione delle capacità degli educatori e dei giovani e l’intensificazione delle pratiche partecipative e di cittadinanza attiva. – Movimento Nonviolento

(Il Faro online)