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Caos rifiuti a Roma, blitz della Raggi in Regione – VIDEO

La prima cittadina: "La Regione faccia chiarezza e ascolti la voce dei tre milioni di cittadini romani"

Roma – Nella giornata in cui alla Pisana prosegue la discussione sull’emergenza rifiuti nella Regione Lazio, la sindaca di Roma Virginia Raggi, insieme ai presidenti dei Municipi della Capitale, si presenta all’ingresso del Consiglio per chiedere alla Regione “di ascoltare i territori“. Perché questi, sottolinea la sindaca, “non vogliono l’ennesima discarica su Roma calata dall’alto o addirittura si pensa tra i 10/15 siti di discariche contemporanee”.

“Quello che chiediamo che la Regione approvi velocemente il piano rifiuti e che soprattutto, nel frattempo, utilizzi le discariche esistenti e attive in Regione affinché si possa costruire un piano sicuramente integrato ma costruito con i territori. Tre milioni di cittadini non possono essere sistematicamente ignorati”.

Su Facebook la prima cittadina della Capitale aveva scritto poco prima: “Oggi sono qui in Regione Lazio insieme ai presidenti dei Municipi di Roma per dire una cosa chiara: non vogliamo nuove discariche nella nostra città dopo che per 60 anni Roma ha sopportato il sito di Malagrotta, il più grande d’Europa, e visto che ne esistono già altre attive e capienti nel territorio del Lazio. La Regione faccia chiarezza e ascolti la voce dei tre milioni di cittadini romani“.

Califano: “No ai rifiuti di Roma in provincia”

“Le dichiarazioni scomposte della sindaca di Roma, Raggi, oggi sull’emergenza rifiuti sono allarmanti e scomposte e non tengono conto del suo ruolo di sindaco della Città Metropolitana, l’ex Provincia di Roma.

È vero, la questione rifiuti viene da lontano, ognuno di noi ha la sua responsabilità, ma ognuno di noi e tutti i territori Roma compresa negli anni hanno fatto tantissimo. Quando abbiamo chiuso la discarica di Malagrotta, con Marino, c’era un piano rifiuti condiviso che è stato gettato alle ortiche dall’amministrazione Raggi. C’ha vinto una campagna elettorale la Raggi dicendo che aveva un progetto sui rifiuti per Roma.

E ora che la Capitale d’Italia è al collasso e il suo piano è un bluff qual è la scusa? Che la colpa è di c’era prima? O che Roma ha avuto sul proprio territorio Malagrotta? Ma perché Malagrotta non confina con Fiumicino, Anguillara, Bracciano e via dicendo? E quei territori che hanno fatto?

E ora la soluzione per la Raggi qual è? Affermare che Colleferro ha appena 20mila abitanti rispetto ai 2.5 milioni di Roma e quindi è giusto prorogare la discarica e ospitare i rifiuti di Roma? Che Fiumicino ha 85mila abitanti e quindi va raddoppiato l’impianto Ama di Maccarese, come chiede il centrodestra qui in Regione? O mandare l’indifferenziato a Civitavecchia?

Dice che non vuole ordinanze calate dall’alto. Ma perché lei che ha fatto con Civitavecchia? Perché non ha parlato con i sindaci dei Comuni della Provincia come ha fatto con i suoi minisindaci ieri per dire no all’ipotesi Falconiana?

Perché non dice una parola sulla questione Ama di Maccarese che ha triplicato la sua capacità e che non è nato per i rifiuti mercatali di Roma ma per altro. Un sito che è in piena riserva e che lì nemmeno ci può stare. Tre anni fa parlava di fare barricate lì e oggi triplica la trasferenza. L’emergenza rifiuti non si risolve con le sfide o con dichiarazioni al limite dell’indecenza, ma con il buonsenso”.

Questa la sintesi dell’intervento di oggi del consigliere regionale del Pd Lazio, Michela Califano, durante il consiglio regionale straordinario sull’emergenza rifiuti a Roma.

Mattia: “La Raggi rispetti le Istituzioni e faccia la sua parte”

“La sindaca di Roma, Virginia Raggi, non può contrapporre i cittadini di Roma a quelli del resto del Lazio: le istituzioni sono una cosa seria e dobbiamo averne rispetto. Ed è ben altra cosa dal venire con la fascia tricolore a farsi intervistare fuori la sede del Consiglio regionale del Lazio. Mancano 33 giorni alla chiusura definitiva della discarica di Colleferro, che è aperta dal 1993, eppure, ancora oggi, la Città di Roma conferisce ogni giorno oltre 1.000 tonnellate di rifiuti, pari a 40 camion da 25 tonnellate. E lo fa da 14 mesi! Il tragico incidente della scorsa settimana, costato la vita ad un operaio di 64 anni (leggi qui), segna nel modo peggiore l’epilogo di una storia che, da troppi anni, ha costretto quel territorio a pagare pegno per le inadempienze altrui. E non è arrivato neanche un telegramma dalla Città di Roma. Anche i due termovalorizzatori di Colleferro sono stati definitivamente dismessi, perché sono obsoleti e sono ubicati all’interno dell’area di bonifica Arpa2, quella della Valle del Sacco (area Sin), dove sono interrati rifiuti tossici e, lo ricordo, ha subito una grave crisi ambientale con tremila capi di bestiame abbattuti, formaggi e latte ritirati dal mercato, uomini, donne e bambini con elevati livelli di beta esaclorocicloesano nel sangue“.

Lo dichiara Eleonora Mattia (presidente IX Commissione Regione Lazio) nel corso del dibattito sui rifiuti del Lazio. “Colleferro – aggiunge Mattia – non è la pattumiera del Lazio e non lo sarà più. E’ la città più inquinata del Lazio e non lo sarà più e ringrazio l’assessore Valeriani e il presidente Zingaretti perché hanno affermato il principio che in quei territori non si deve morire più di cancro“.

“In questo quadro, – precisa – la Regione Lazio si è dotata di un piano di gestione dei rifiuti 2019-2025 che segna il passaggio dall’economia lineare ad un’economia circolare e si pone, tra gli obiettivi, la lotta all’inquinamento dell’aria e ai rifiuti plastici e il sostegno alle imprese green, con 5 obiettivi: 1) 70% di differenziata entro il 2025, con Tariffa puntuale entro il 2020 per tutti i Comuni; 2) riduzione del 50% dei rifiuti da conferire in discarica e inceneritori; 3) riconversione dell’impianto di termovalorizzazione di Colleferro, impianto con cui anche Colleferro continua a fare la propria parte; 4) riequilibrio territoriale degli impianti e autosufficienza del Lazio nella chiusura del ciclo dei rifiuti; 5) lotta ai reati ambientali legati ai rifiuti”.

Roma deve fare la propria parte – conclude Mattia – La Raggi non può più pensare di chiedere a Colleferro, né ai sindaci dell’hinterland e delle altre province, di essere costretti ad accogliere nei propri impianti i rifiuti indifferenziati e gli scarti dei Tmb di Roma, a causa dell’incapacità di chi la governa”.

(Il Faro online)