Quantcast

Seguici su

Cerca nel sito

Regione Lazio, il Documento di economia e finanza è all’esame dell’Aula

Con la relazione dell'assessore Sartore e del presidente della commissione Bilancio, Refrigeri, è iniziata la discussione sul Defr 2020-2022. 129 gli emendamenti presentati

Regione Lazio – Con la relazione dall’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, si è aperta la seduta del Consiglio regionale, presieduto dal vicepresidente Devid Porrello (M5s), dedicata al Documento di economia e finanza regionale 2020 Anni 2020-2022 (Defr, Proposta di deliberazione consiliare n. 37 dell’8 novembre 2019).

Il documento che ogni anno precede l’esame del bilancio di previsione e della legge di stabilità, ha ottenuto la scorsa settimana il parere favorevole della commissione Bilancio, presieduta da Fabio Refrigeri (Pd), dopo l’esame dei 176 emendamenti presentati. Di questi ne sono stati approvati 62, in gran parte riformulati dall’assessore al Bilancio. Il testo è arrivato all’esame dell’Aula con ulteriori 129 emendamenti.

Quest’anno, ha precisato Sartore nel corso della sua relazione, il Defr è “più ampio nel contenuto” rispetto a quanto prescritto dalle disposizioni in materia di contabilità e “più ampio nelle finalità”, nonché “coerente e razionale” nella sua “logica stretta tra gli obiettivi economico-finanziari compresi nelle macro-aree del programma di legislatura (emendati lo scorso anno), la loro copertura finanziaria triennale definita nei bilanci pluriennali, e il rendiconto finanziario dell’attuazione delle politiche pubbliche che trasmettiamo alla Corte dei conti nel mese di aprile di ogni anno”.

Sartore ha ricordato i tre pilastri del Defr: una crescita basata soprattutto sull’economia sostenibile e sull’innovazione che rispetti l’ambiente e produca nuova occupazione; lotta alle diseguaglianze; efficientamento dell’amministrazione regionale e rigore nell’utilizzo delle risorse pubbliche.

“Inoltre – ha proseguito Sartore – è stato inserito un addendum in cui – per motivi di trasparenza e di sostegno alla programmazione di medio lungo periodo – sono stati sintetizzati sia i processi di elaborazione e i principali contenuti dei piani e programmi adottati, approvati, sottoposti a valutazione ambientale strategica sia la struttura del modello macro-econometrico regionale adottato dalla Giunta del Lazio per l’elaborazione degli scenari di breve-medio periodo”.

Nella sua relazione, Sartore ha parlato di “cinque grandi questioni di politica economica territoriale che dovremo programmare nel prossimo ciclo: la promozione della trasformazione economica innovativa e intelligente, la promozione della transizione verso un’energia pulita con investimenti ‘verdi’ e ‘blu’ e la gestione e prevenzione dei rischi, il rafforzamento dell’Ict, le azioni per accrescere la coesione sociale, la promozione dello sviluppo sostenibile e integrato delle zone urbane, rurali e costiere”. Riguardo alla pressione fiscale, l’assessore ha ricordato che “nella programmazione dello scorso anno si confermava, in materia di Irpef per il 2019-2021, il rifinanziamento del ‘Fondo esenzione’ per complessivi 970 milioni e si anticipava il percorso di riduzione della pressione a carico delle imprese in materia di Irap”.

Sartore ha dato anche alcune anticipazioni rispetto alla manovra ipotizzata nel Defr 2020. “Con la dinamica economica programmatica – ha spiegato – il tasso di disoccupazione si posizionerebbe, costantemente, sotto il 10%, raggiungendo dunque il livello minimo dal 2012. Per la realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2020-2022 – ha detto ancora – i principali elementi che delineeranno il profilo della manovra regionale sono riconducibili alla prosecuzione delle misure di riduzione della pressione fiscale alle famiglie, disapplicazione della maggiorazione dell’Irap, intensificazione degli investimenti, per complessivi 2,2 miliardi, nel settore ambientale, in ambito di tutela del territorio, sulle reti infrastrutturali, nel settore della ricerca, nel settore dello sport, per lo sviluppo economico e per sviluppo rurale”.

Per garantire un’idonea copertura finanziaria agli sgravi fiscali prospettati – ha concluso – si confermano anche per il prossimo triennio gli interventi di ristrutturazione del debito finanziario e l’introduzione di nuove azioni di consolidamento delle entrate e di razionalizzazione delle spese”.

E’ poi intervenuto il presidente della quarta commissione consiliare permanente, Bilancio, Refrigeri, il quale ha innanzi tutto ringraziato i colleghi che hanno partecipato alla commissione. “Al di là delle posizioni, ovviamente differenti, – ha detto Refrigeri – credo ci sia stata anche una modalità di analizzare il testo per certi aspetti anomala, nel senso che siamo entrati in un documento, che è una proposta di fatto della Giunta, che abbiamo voluto fare proprio, nell’ottica di una maggiore condivisione”.

“Credo che – ha proseguito Refrigeri – questo documento sia importante, perché parte da un assunto fondamentale: senza un elemento di raziocinio e di gestione corretta dei conti pubblici regionali, non si possono erogare servizi di qualità e non si possono garantire una serie di diritti nella nostra regione”. Refrigeri ha voluto ricordare il percorso di riorganizzazione e di efficientamento della spesa pubblica, il miglioramento dei servizi, il miglioramento dei conti, il calo della disoccupazione, i dati confortanti sulle imprese e sull’export.

In particolare, Refrigeri si è soffermato sul tema delle cosiddette “aree interne”, quei territori caratterizzati da una significativa distanza dai principali centri di offerta di servizi essenziali.

“Le aree interne – ha detto a tale proposito – le risolvi e le affronti se ti poni temi strutturali importanti. Abbiamo dimenticato per quarant’anni le aree del nostro paese. Ce ne accorgiamo soprattutto in questi giorni e in queste ore nella maniera più drammatica possibile, perché se ti dimentichi di un pezzo di territorio, è evidente che l’assetto idrogeologico, gli elementi di sicurezza idraulica non esistono più. Si parla quindi di aree interne. Non servono tante ricette, non serve troppo dibattito; sulle aree interne serve portare infrastrutture, materiali e immateriali. Rimarco ‘immateriali’, perché quello è l’elemento che può battere il gap in un tempo rapidissimo. L’uso dell’innovazione e delle nuove tecnologie, e mi auguro che anche sulla pubblica amministrazione, la creazione del data center regionale, siano quelli gli elementi che rendono competitivi quei territori, quei piccoli comuni”.

In tema di fiscalità, Refrigeri ha evidenziato che si dovrà agire sulle addizionali regionali. “È vero che il Lazio ha sempre l’addizionale più alta, ma è altrettanto vero che ha le esenzioni più ampie. Il gettito, infatti, negli anni è stato abbattuto notevolmente, con un vantaggio per i cittadini. Questo forse dalle nostre parti dovremmo raccontarlo meglio”.

Il dibattito e la replica dell’assessore Sartore

L’uscita dal commissariamento della sanità e la conseguente riduzione della pressione fiscale e i servizi sanitari ai cittadini sono stati tra i temi dominanti della discussione generale sul Defr. Valentina Corrado (M5s) ha esordito ricordando il calo demografico nel Lazio, e rimarcando l’aumento negli anni dell’esposizione debitoria della Regione, arrivata a 22,7 miliardi di euro alla fine del 2018.

Daniele Giannini (Lega) ha espresso forti perplessità sul documento, evidenziando, tra l’altro, il ritardo nei pagamenti della programmazione europea e la fuga dei giovani verso altre regioni.

Per Stefano Parisi (Lazio 2018) sul quadro macroeconomico non ha inciso la Regione, bensì la domanda esterna, mentre con la nuovamente annunciata uscita dal commissariamento è necessario affrontare il grande tema della riduzione della pressione fiscale.

Giuseppe Simeone (FI), presidente della commissione Sanità, ha parlato dei “due cancri della sanità del Lazio” che sono rappresentati dall’affollamento dei pronto soccorso e dalle lunghe liste d’attesa, ricordando che spesso per una mammografia occorrono trecento giorni dalla prenotazione al Cup.

Secondo Pasquale Ciacciarelli (FI), la nostra è una regione in cui ci sono province che viaggiano a velocità diverse, mentre nel Defr si parla poco del turismo.

Per Giancarlo Righini (FdI), la presentazione di Zingaretti che apre il Defr è un’autocelebrazione di sette anni di governo.

Massimiliano Maselli (FdI) ha posto l’accento sui forti ritardi nella realizzazione delle infrastrutture finanziate con i fondi europei e sulla bassa percentuale di realizzazioni (13 per cento), a sei anni dall’inizio della programmazione.

Anche Fabrizio Ghera (FdI) ha rimarcato che i cittadini non riescono ad avere servizi sanitari in tempi dignitosi e ha toccato il tema della delocalizzazione delle aziende che abbandonano il Lazio a favore di Lombardia e Veneto. Secondo Ghera, inoltre, il tema del lavoro non è trattato adeguatamente nel Defr.

Nella sua replica, l’assessore Sartore si è soffermata sul tema delle addizionali regionali. “Si è aperta la strada amministrativa, per l’uscita dal commissariamento, alla quale comunque seguirà il monitoraggio del piano di rientro – ha detto Sartore – Quindi, si porrà il problema dell’Irap e dell’addizionale regionale Irpef, quella aumentata automaticamente (a causa del piano di rientro dal disavanzo sanitario, ndr). Vogliamo restituire ai cittadini o immettere tali risorse nei servizi? La legge lo consente. Questo è il rebus tipico delle scelte pubbliche”. E a proposito di servizi, Sartore ha ricordato che il trasporto pubblico locale vale oltre 900 milioni di euro nel bilancio regionale, ma che dallo Stato ne arrivano solo 540. Sartore ha detto che comunque “non è vero che c’è l’aliquota più alta, perché per due milioni di contribuenti è inesistente e 500mila contribuenti la pagano in forma ridotta, grazie al fondo esenzioni”.

Sartore ha infine ricordato che tra addizionale Irpef e Irap le esenzioni per il prossimo anno ammontano a 373 milioni di euro.

A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

ALLEGATI
La relazione dell’assessore al Bilancio sul Defr 2020-2022 (pdf 153,91KB)