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Il 3 dicembre si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità

E' fondamentale ricordare l'importante lavoro svolto dalle moltissime associazioni italiane che operano nel campo delle disabilità

Il 3 dicembre si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità, indetta nel 1992 dalle Nazioni Unite e focalizzata quest’anno sul tema della “Trasformazione verso società sostenibili e resilienti per tutti” in linea con l’attuazione dell’Agenda 2030 che raccomanda “Non lasciare nessuno indietro”.

Dopo decenni di lavoro delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ha ulteriormente promosso i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società.

La Convenzione invita gli Stati ad adottare le misure necessarie per identificare ed eliminare tutti quegli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili. La Convenzione (Articolo 9, accessibilità) si focalizza sulla necessità di condizioni che consentano alle persone con disabilità di vivere in modo indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo.

Si stima che nel nostro Paese ci siano 4.360.000 persone con disabilità, ma sono scarsi i servizi a loro dedicati e troppo poche le risorse messe a disposizione, sia a livello locale che nazionale.

In questo scenario, le famiglie vengono spesso abbandonate a se stesse e sono purtroppo costrette a fare i conti con istanze inascoltate, costi sempre più elevati delle cure e liste d’attesa molto lunghe.

Infatti, secondo le ultime stime, sono oltre 4 milioni gli italiani che rinunciano a visite o accertamenti specialistici per motivi economici e, in particolare, il 5,2% delle famiglie italiane dichiara di disporre di scarse o insufficienti risorse economiche per fronteggiarle, a fronte dell’1,9% delle famiglie che invece dichiara di disporre di risorse adeguate. Un chiaro segnale di vulnerabilità nell’accesso alle cure, che riguarda in particolar modo i cittadini meno abbienti.

Le costanti restrizioni finanziarie imposte alla sanità pubblica per far fronte alla grave crisi economica del Paese hanno indebolito il sistema di offerta di servizi e prestazioni sanitarie, aggravato le difficoltà di accesso alle cure e ampliato le disuguaglianze.

Nel periodo 2015-2018, infatti, l’attuazione degli obiettivi di finanza pubblica ha determinato una riduzione del finanziamento del SSN di € 12,11 miliardi.

Inoltre, secondo l’ultimo rapporto Ocse, in Italia si spendono 3.391 dollari pro-capite per la sanità (che ci collocano in prima posizione tra i paesi più poveri dell’Europa insieme a Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Grecia, Slovacchia, Ungheria, Estonia, Polonia e Lettonia), inferiori ai 3.978 dollari della media Ue e molto più bassi dei 4.713 del Lussemburgo o dei 4.160 della Germania.

In occasione della Giornata Internazionale delle persone con Disabilità, Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi, lancia un appello a tutte le Istituzioni affinché trovino al più presto soluzioni concrete alla disuguaglianza nella salute e diano maggiore sostegno alle famiglie delle persone più fragili.

“I dati che ci restituiscono la reale dimensione quantitativa delle disuguaglianze nella salute sono sconcertanti – prosegue la Presidente Di Maolo -. Ma la disuguaglianza nella salute è un’ingiustizia che ha a che fare innanzitutto con la vita, un bene che non dovrebbe mai essere sottoposto ad analisi quantitative”.

Per rispondere alle esigenze e ai bisogni delle famiglie di persone con disabilità, la Lega del Filo d’Oro ha messo a disposizione in numero crescente di regioni italiane, Sedi e Servizi territoriali. Questi sono un punto di riferimento per le famiglie che rischiano di sentirsi inadeguate e sole nella gestione quotidiana dei figli e possono confrontarsi con altre famiglie che vivono la medesima condizione.

L’équipe territoriale informa le istituzioni locali della presenza sul territorio di una persona sordocieca e delle sue esigenze specifiche. Inoltre, sono gli stessi operatori dei servizi territoriali a condividere e spiegare a familiari, insegnanti di sostegno, assistenti sociali e domiciliari e operatori dei centri sul territorio, come mettere in pratica i programmi riabilitativi individuali sviluppati dagli educatori e specialisti della Lega del Filo d’Oro. Infine, organizzano delle attività, sociali, sportive e culturali dedicate alle persone sordocieche per allargare il loro mondo di riferimento e uscire dall’isolamento in cui rischiano di vivere.

“Spesso è la società a farmi sentire ancora più disabile e mi piace immaginare che tra dieci anni robot-guida collegati a sistemi di navigazione più precisi di quelli attuali possano mandare in pensione i vecchi, anacronistici bastoni bianchi e biancorossi e permettano una libertà immediata e illimitata – racconta Francesco Mercurio Presidente del Comitato delle Persone Sordocieche della Lega del Filo d’Oro.

“E’ opportuno che – afferma Giuseppe Trieste presidente di FIABA onlus, che da sempre si batte per l’abbattimento di ogni tipo di barriere insieme al cambio culturale -, siano attuate anche politiche economiche a favore dell’inclusione. Un esempio? Il cosiddetto Bonus Facciate inserito nella Legge Finanziaria che prevede per il 2020 una detrazione pari al 90% della spesa di ristrutturazione facciate. Chiediamo sia esteso anche ad ogni intervento per l’abbattimento delle barriere architettoniche”.

La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità è fondamentale, dunque, per ricordare anche l’importante lavoro svolto dalle moltissime associazioni italiane che operano nel campo delle disabilità.

Per ricordarci, inoltre, l’importanza di valorizzare ogni individuo e di abbattere le barriera che limitano diritti imprescindibili.

(Il Faro online)