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Cementificazione a Ladispoli, la replica di Grando: “Il Pd predica bene ma razzola male”

"Non solo hanno lasciato il Comune pieno di debiti, ma se tentiamo di sopperire ai loro errori, cercando di rimpinguare le casse comunali, ci accusano di aver svenduto l'identità della città"

Ladispoli – “Quanto affermato dai membri del Pd è, come al solito, paradossale. Il processo di cementificazione in atto a Ladispoli è frutto della loro amministrazione, durata vent’anni: di certo non è attribuibile a noi, che governiamo la città da appena due anni. Ancora una volta, il Pd dimostra di predicare bene e razzolare male”. Così il sindaco Alessandro Grando replica alle accuse del Partito democratico sulla progressiva cementificazione della città di Ladispoli (leggi qui).

La polemica sulla dislocazione degli ulivi, poi, non si regge in piedi – prosegue il Sindaco -. In primis perché gli alberi non verranno abbattuti, ma trapiantati su un altro terreno, come previsto dall’autorizzazione ricevuta dalla Regione Lazio. E poi perché la costruzione in questione verrà edificata secondo un piano urbanistico approvato dai dem stessi: ci tengo a sottolineare che la cubatura su quel terreno ce l’abbiamo trovata, non l’abbiamo certo messa noi. Ma forse al Pd hanno la memoria un po’ troppo corta per ricordarsene”.

“La cosa più allucinante di tutte – continua Grando – è che non solo hanno lasciato il Comune pieno di debiti, ma che se tentiamo di sopperire ai loro errori, cercando di rimpinguare le casse comunali (ricordiamo che la vendita del terreno frutterà alla città quasi 2 milioni di euro da investire nelle infrastrutture cittadine), ci accusano di aver svenduto l’identità della città“. “La verità è che, dati oggettivi alla mano, grazie alla variante al piano regolatore adottata in Consiglio comunale, con la nostra Amministrazione il consumo di suolo diminuirà complessivamente di 980.000 metri quadri. Tutto il resto sono chiacchiere”, conclude il Sindaco.

(Il Faro online)