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Gli studenti della “Melone” in visita alla Fao di Roma foto

Gli alunni: "Questa visita ci ha fatto prendere maggiore coscienza della fame nel mondo"

Per inciso vogliamo ricordare che agli inizi del XX secolo, in realtà, ci fu un precedente tentativo di fondare un ente internazionale per la cooperazione in materia agricola ad opera di David Lubin che, nel 1904, spedì circa diecimila lettere indirizzate ai Paesi di tutto il mondo per chiedere l’istituzione di questa agenzia. Nel 1905 Lubin incontrò re Vittorio Emanuele III che inaugurò la sede dell’Istituto internazionale di agricoltura a Villa Borghese.

Nella biblioteca della Fao, per la quale siamo passati, vi era un busto raffigurante proprio David Lubin. Qui vi sono conservati il suo scrittoio, la sua poltrona e un armadio contenente le sue diecimila epistole che egli indirizzò a chiunque avesse potuto aiutarlo nel realizzare il suo progetto di creazione di un’organizzazione sull’alimentazione e sull’agricoltura.

Qui, inoltre, sono presenti più di un milione e mezzo di libri che trattano tematiche e argomenti tecnici molto specifici. Continuando nel percorso abbiamo visto una scultura chiamata “L’arbre de vie” e alcuni dipinti africani. L’arbre de vie, ossia l’albero della vita, realizzato nel 2010 dall’artista Carmelo Sciortino, rappresenta la miniatura di un cipresso ed è rivestito da oltre 15000 tessere di mosaico in terracotta, eseguite a mano e di forma piramidale. I dipinti africani sono stati realizzati tutti da artisti mozambicani.

Siamo poi entrati in un enorme atrio centrale sul cui pavimento era raffigurata una sorta di ruota colorata divisa in diciassette spicchi (Working for zero hunger): ciascuno di questi rappresenta uno dei 17 obiettivi che la FAO vuole raggiungere entro il 2030 (Agenda 2030) per eliminare completamente la fame nel mondo e per rendere il nostro pianeta più omogeneo dal punto di vista delle risorse alimentari (oggi ci sono infatti circa 840 milioni di persone malnutrite e un miliardo di persone in sovrappeso nel mondo).