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Nuovo ospedale a Latina, Zaccheo: “Grazie a chi ha ripreso il progetto dell’amministrazione da me guidata”

Zaccheo: "Svolta decisiva l'approvazione dello studio di prefattibilità per il nuovo ospedale a Latina. Ora il capoluogo può tornare a essere una città moderna."

Latina – “Apprendo con viva soddisfazione dell’emendamento approvato dal Consiglio Regionale del Lazio, grazie al quale verrà svolto uno studio di prefattibilità tecnica e finanziaria in vista della realizzazione di una nuova struttura ospedaliera a Latina (Leggi qui).

Avverto, altresì, il dovere di rivolgere un ringraziamento al Presidente della Commissione Regionale Sanità, Pino Simone.

Quando mi candidai a Sindaco, nel 2002 – afferma, in una nota, l’ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo – ero perfettamente conscio che il tema della sanità non rientrava nelle più strette competenze dell’ente comunale. Tuttavia, il Sindaco della città capoluogo presiede la Conferenza dei Sindaci ed è il primo responsabile dell’andamento socio-sanitario della sua comunità.

Consapevole delle carenze strutturali e sanitarie del “Santa Maria Goretti”, insieme al Direttore Generale della Asl Petti, siglai un protocollo d’intesa denominato “Latina Ospedale sicuro”, nell’ambito del quale emerse con chiarezza la necessità – condivisa dal manager sanitario- di costruire un nuovo nosocomio.

Individuammo, quindi, l’area di proprietà della Regione Lazio ex Arsial a Borgo Piave, che – prosegue la nota – avrebbe offerto una copertura sanitaria non soltanto alla città di Latina, ma anche alla provincia pontina. Penso all’area nord, sprovvista di strutture sanitarie all’altezza (Aprilia, Cisterna) e a tutto il comprensorio dei Lepini, orfani di strutture come quelle di Sezze e Priverno che, pure, negli anni, avevano costituito un punto di riferimento per quelle comunità.

Fu una battaglia condivisa da tutto il Consiglio Comunale di allora. Ho sempre inteso tutelare, in ogni sede, il diritto alla salute dei miei concittadini ritenendolo sovraordinato a quello fondativo della nostra Repubblica, il diritto al lavoro. Come può lavorare, infatti, un individuo che non sia garantito nella sua salute?

La Regione Lazio, guidata allora da Piero Marrazzo e successivamente da Renata Polverini ( di nuovo, la salute ben oltre gli steccati politici e ideologici) inserirono il progetto del Policnico Universitario di Latina nel piano socio-sanitario della Regione.

La mia amministrazione – prosegue la nota – ha sempre sostenuto l’urgenza e l’importanza di realizzare non già un semplice nosocomio, quanto un grande Policlinico universitario che traesse linfa vitale dalla presenza della facoltà di Medicina e Chirurgia presente nella città di Latina. Offrire cioè a questi ragazzi che da ogni parte d’Italia vengono a Latina per formarsi, la possibilità di godere di una moderna struttura che integri didattica e la fondamentale attività di tirocinio in corsia.

Insomma, è stato un lungo e faticoso percorso durato molti anni. Debbo rilevare con dispiacere, però, che dalla caduta della mia amministrazione, questo ed altri fondamentali progetti che miravano a programmare il futuro di Latina, son rimasti nel dimenticatoio.

Non posso che essere lieto di questo ulteriore passo in avanti affinché Latina torni ad essere una città moderna e all’altezza delle sfide che ci pone di fronte la contemporaneità. Per parte mia – conclude la nota -, posso assicurare che mai verrà meno la passione, l’impegno e l’amore nei riguardi della mia città.”

(Il Faro on line)