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Tarantino: “Commissioni congelate per un deficit di democrazia. Il M5s finisca l’ostracismo”

"C’è un dato politico da tener presente: la maggioranza di Ardea perde pezzi per palese incapacità politica del Movimento 5 Stelle"

Ardea – “Il Movimento 5 Stelle sta vivendo un momento di crisi così forte, sia a livello nazionale sia in quello locale, da dimenticare le normali regole della democrazia. Hanno ‘paura’ a convocare un Consiglio Comunale provocando uno stallo tale da ledere i più ovvi principi democratici”. Lo afferma in una nota la consigliere Anna Maria Tarantino, che risponde al presidente del consiglio comunale Lucio Zito, reo di non aver prontamente provveduto a riordinare i membri delle commissioni consiliari dopo i tanti cambiamenti che hanno portato diversi consiglieri ad aderire ad altri partiti o a lasciare le liste civiche, se non addirittura abbandonare la stessa maggioranza come ha fatto la consigliera Tarantino e prima di lei la Virgili, che sono uscite sbattendo dal M5s sbattendo la porta.

“Alcuni consiglieri di Ardea, tra cui ci sono anche io – ricorda la Tarantino – , hanno cambiato il proprio partito di riferimento. Senza una presa d’atto in Consiglio Comunale non è possibile dare operatività a tutti gli organi istituzionali. Le Commissioni, per esempio, restano ferme. Io sono la presidente della Commissione Attività Produttive all’epoca scelta perché espressione della maggioranza. Ora ho scelto di andare a Cambiamo! con Toti, ma il presidente del Consiglio Lucio Zito misconosce la necessità urgente di provvedere all’istituzionalizzazione di questa modifica. Così preferisce mettere in imbarazzo la povera vicepresidente della mia commissione, Luana Ludovici, alla quale ha chiesto di convocare la commissione per cambiare il presidente, che sarei io. Ha convocato la Commissione ma subito dopo, resasi conto del problema, l’ha revocata.

Ringrazio pubblicamente Luana perché anche lei si è resa conto che qualcuno giocava con le regole democratiche. E Luana, come tutti noi in opposizione, non si presta ai “Giochetti di Palazzo”. Fino a quando il Presidente Zito non decide di andare in Consiglio Comunale per prendere atto del passaggio mio e di altri non si può fare la seduta della Commissione Attività Produttive per il cambio della Presidenza.

E’ una questione di procedure che deve rispettare. Così, visto che comunque sono in carica come Presidente, ho deciso di audire il sindaco e i dirigenti su una serie di punti importanti per la città, tra cui anche quella delle Salzare. La provocazione politica del Presidente Lucio Zito testimonia che non sia in grado di poter fare il presidente super partes ma preferisce rispettare solo la maggioranza, calpestando i più normali diritti di rappresentatività democratica.

Prendo atto, tra l’altro – conclude la Tarantino -, di una sua lettera dove mi ha scritto una serie di articoli del nostro Regolamento, dimenticandone altri, quelli che lui stesso ancora non rispetta. C’è un dato politico da tener presente: la maggioranza di Ardea perde pezzi per palese incapacità politica del Movimento 5 Stelle a governare Ardea. Avrebbe dovuto correre e fare milioni di cose, invece la montagna ha partorito meno di un topolino”.

Spetta alla Commissione “congelata”, tra l’altro, vederci chiaro sulle attività commerciali che svolgono la loro attività su manufatti costruiti su terreni del Comune e mai regolarizzati urbanisticamente, in manufatti senza alcuna agibilità e senza alcun titolo di proprietà e tutti con ordinanza di ripristino dei luoghi ovvero di abbattimento del manufatto abusivo, oltre al fatto che non vengono ancora denegate le domande di condono presentati addirittura con la legge 47/85 in quanto non in possesso di titolo di proprietà.

La Tarantino, sensibile ai problemi dei commercianti chiede che si faccia chiarezza e che si convochi la Commissione consiliare competente, per addivenire alla sistemazione delle attività commerciali in genere ma in particolare quelle svolte sui 706 ettari di terreno delle Salzare, oggi proprietà comunale e che proprio per mancanza di soluzione da parte del Comune, vedrà i terreni il 20 febbraio prossimo – per contratto – ritornare al demanio dello Stato.