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Gianfranco Conte sulla rigenerazione urbana: “Formia deve valorizzare le sue potenzialità inespresse”

Conte: "È necessario garantire una maggiore attrattività turistica e ricettiva, al fine di migliorare anche la qualità della vita dei residenti di Formia."

Formia – Valorizzare e potenzialità inespresse. Sono questi i due temi su cui si concentra l’intervento sulla rigenerazione urbana, portata avanti dal consigliere di minoranza, nonché leader di “Formia ConTe”, Gianfranco Conte.

“La Formia che ho in mente – si legge, infatti, in una nota – è una città che valorizza le sue potenzialità ancora inespresse e che calendarizzi al più presto un processo di rigenerazione urbana. È necessario garantire una maggiore attrattività turistica e ricettiva, al fine di migliorare anche la qualità della vita dei suoi residenti.

Le città belle sono quelle più ospitali e le città ospitali sono belle, questo – prosegue la nota –  deve essere l’assunto di partenza e l’obiettivo di sfondo da perseguire.

La rigenerazione urbana dei centri storici di Formia

Rigenerazione urbana, certo. Ma, in  una città come Formia, da dove si dovrebbe partire? Il consigliere Conte ha le idee chiare anche su questo: “Dai cinque centri storici di Formia (Castellone, Mola, Maranola, Trivio e Castellonorato) e deve prevedere piani di recupero che individuino azioni e regole, prevedendo gli interventi fisici e funzionali e le modifiche ai regolamenti per il riconoscimento e valorizzazione delle unicità del loro ruolo di centri storici tra i tessuti urbani del comune di Formia.”

E ancora: “La valorizzazione dei complessi di proprietà comunale e degli altri elementi di interesse storico deve, pertanto, riguardare  proposte di restauro e recupero degli elementi di permanenza storica e la complessiva rifunzionalizzazione degli spazi pubblici, al fine di innescare processi rigenerativi dei processi di recupero, sia in termini di rivitalizzazione del tessuto economico che di supporto della residenza.

Mi riferisco, in particolare, alle Torri, al percorso murario difensivo di Maranola, al ricco patrimonio ecclesiastico dei diversi centri, agli spazi aperti come il belvedere di Castellonorato, al tessuto di Trivio in relazione alla piazza di S. Andrea.

Per rafforzare il valore di unitarietà dei centri storici – prosegue la nota-, l’amministrazione dovrebbe redarre piani colore specifici, al fine di regolamentare cromaticamente gli interventi di recupero da prevedere.”

Non solo. Per Conte, infatti: “La riqualificazione del sistema degli spazi pubblici è da intendere come il vero motore d’azione e iniziatore dei processi trasformativi e rigenerativi: riqualificando lo spazio pubblico (strade, piazze, percorsi pedonali, ecc.) si potrà incentivare i processi insediativi sia degli abitanti, i quali potranno vivere in spazi pubblici adeguati e qualitativamente trasformati, che delle funzioni di servizio.

Gli interventi da attuare sono il rifacimento delle pavimentazioni degradate o incompatibili nei centri storici; la sostituzione delle pavimentazioni non coerenti con il contesto urbano; l’individuazione di percorsi di attraversamento a fruibilità turistica in occasione di eventi particolari (feste dei Santi Patroni, presepe di Maranola, sagre, ecc).

La riorganizzazione e l’implementazione della rete dei percorsi pedonali, della viabilità e del sistema della sosta costituisce uno degli elementi principali per favorire una progressiva rigenerazione dei centri storici, migliorando le condizioni di fruibilità degli spazi pubblici e la funzionalità dei sistemi di accesso.

Particolare attenzione – prosegue poi la nota – deve essere rivolta alla predisposizione di adeguate dotazioni di parcheggi pubblici esterni connessi ad un sistema di accessibilità pedonale ai centri storici. In particolare: indicazione di mobilità lenta alternativa a quella del traffico veicolare, l’individuazione di aree a parcheggio al di fuori dei centri storici e la razionalizzazione di quelle esistenti; l’indicazione di proposte di limitazione e regolazione del traffico veicolare nei centri storici, che prevedano la possibilità di accesso per i residenti e i veicoli di servizio o di emergenza.

La rivitalizzazione del tessuto commerciale è certamente  un tema connesso, in quanto l’azione della riqualificazione dell’edificato e del sistema degli spazi aperti, costituisce il presupposto per l’attrazione di attività commerciali all’interno dei centri storici. La rivitalizzazione del tessuto commerciale è un obiettivo da perseguire al fine di rendere disponibile un’offerta di spazi per l’insediamento di nuove attività e per il rafforzamento di quelle esistenti. In quest’ottica, sarà necessario definire una nuova forma e modalità di cambi di destinazione d’uso dei magazzini/depositi/cantine e di tutti gli spazi a piano terra/interrati, compatibilmente con i valori dei tessuti esistenti.

La realizzazione e attuazione dei piani di recupero dei centri storici, permetterà, inoltre, anche la riattivazione di procedure e interventi già previsti nell’ambito della programmazione integrata per la valorizzazione ambientale, culturale e turistica del territorio (Lr 40/1999) e – conclude la nota – allo stesso tempo costituirà quel livello di progettazione necessaria al fine di usufruire delle occasioni messe a disposizione dei fondi strutturali ai diversi livelli istituzionali (europeo, nazionale, regionale). Solo così potremo iniziare una nuova fase! Una nuova Formia può rinascere…”

(Il Faro on line)