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Sradicamento degli ulivi nel centro di Ladispoli, il Pd: “Uno scempio che poteva essere evitato”

I dem: "Hanno svenduto un'area verde che poteva essere aperta alla fruizione dei cittadini"

Ladispoli –  “Il Pd di Ladispoli non ‘predica’ e non ‘razzola’, come afferma il Sindaco Grando, semmai argomenta e affronta una situazione incresciosa che è di dominio pubblico: il ‘lotto degli ulivi’ e la scomparsa dei villini dei quali il Primo Cittadino non fa cenno nella sua replica al nostro comunicato”.

Così il Pd di Ladispoli controreplica alle dichiarazioni del sindaco Grando (leggi qui), che prosegue: “Entriamo di nuovo nel merito della questione: lo sradicamento degli ulivi nella zona del Centro Civico è uno scempio che poteva essere evitato e il Sindaco sa bene che non dice la verità quando difende questa scelta. La zona compresa tra la Biblioteca e la sede Comunale è da decenni di proprietà del Comune e non c’era naturalmente nessun obbligo di realizzarci cubature.

Quando più di 15 anni fa l’Amministrazione Comunale accettò di farsi carico della costruzione di una nuova sede per la Caserma dei Carabinieri, fu concordata con l’Arma la scelta di un terreno compreso nella zona destinata a Centro Civico.

Successivamente l’Amministrazione nel 2012 ha acquisito la proprietà della grande area di tre ettari lungo via Mediterraneo, ove è stato realizzato il Centro di Aggregazione Giovanile. A questo punto, sempre in accordo con il Comando dell’Arma, il progetto della nuova Caserma è stato spostato nel 2016 nella nuova area.

Quindi l’area del Centro Civico è tornata di nuovo libera nella sua destinazione: nessuno obbligava Grando e la sua Giunta ad una scelta contraria agli interessi della città e del suo ambiente. Il terreno è stato venduto a costruttori con una procedura ‘ferragostana’ e a un prezzo molto inferiore a quello di mercato per una zona così importante. Hanno svenduto così un’area verde che poteva essere aperta alla fruizione dei cittadini.

Come giustificazione Grando ricomincia con la lamentela dei ‘debiti’ trovati in Comune, lamentela che aveva abbandonato da un paio di anni.

A questo proposito il Pd gli ricorda i ‘debiti’ delle Amministrazioni precedenti, che lui ha dovuto solo inaugurare o utilizzare:
– l’Asilo Nido già completato;
– il ponte ciclopedonale sul Sanguinara;
– la nuova Caserma dei Vigili Urbani;
– la nuova sede dell’Avis;
– i due milioni per il recupero di Torre Flavia;
– i quattro milioni della Regione per la lotta all’erosione;
– i lavori di ristrutturazione della Stazione, decisi da Regione e Rfi nel 2016;
– 250 mila euro dell’ Agenzia Regionale Astral per i rifacimenti stradali;
– altri 900 mila euro per il rifacimento delle strade, presi con mutuo dalla precedente Amministrazione;
– l’Auditorium Freccia, acquisito e ristrutturato dalle precedenti Giunte, ora chiuso da tre anni.

Ci fermiamo qui sperando, nell’interesse della città, che tutto questo patrimonio non venga dilapidato“.

(Il Faro online)