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Rifiuti, l’assessore Valeriani scrive alla Raggi: “Inopportuna la partecipazione della Regione al Consiglio”

Valeriani: "La Raggi ha perso l'occasione per assumersi le sue responsabilità. Altri saranno costretti a decidere per scongiurare l'emergenza rifiuti a Roma"

Regione Lazio – Il contenuto di una lettera che l’assessore alle Politiche abitative, Urbanistica, Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e recupero della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani ha inviato al presidente dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale, Marcello De Vito e alla sindaca di Roma, Virginia Raggi.

“Egregio presidente, nel corso del 2019 il dialogo in materia di rifiuti tra Ministero dell’ambiente, Regione Lazio e Roma Capitale è stato continuo e assiduo. Sulla base di tale confronto la Regione ha adottato un’ordinanza che ha consentito ad Ama di superare la crisi della raccolta che si è determinata nel mese di giugno.

Successivamente a tale evento, inoltre, sono occorse numerose occasioni di lavoro congiunto, alle quali la Regione ha sempre preso parte chiedendo che le istituzioni cooperassero al fine di individuale soluzioni strutturali al fabbisogno di trattamento e smaltimento dei rifiuti prodotti da Roma.

Ancora il 5 dicembre abbiamo ospitato i vertici di Ama e di Invitalia, con l’obiettivo di supportare la partecipata del Comune nell’espletamento delle gare per l’individuazione di operatori per il trasporto e lo smaltimento. Nei giorni appena trascorsi, tecnici della Regione, della Città Metropolitana, e di Roma Capitale hanno predisposto congiuntamente la relazione in base alla quale, ai sensi dell’ordinanza del 27 dicembre 2019, si dovranno individuare i siti di servizio per la città.

Poiché tale provvedimento prevede funzioni e responsabilità ben distinte tra istituzione ordinante e soggetti esecutori delle prescrizioni, è da ritenere inopportuna la nostra partecipazione nelle more della decorrenza dei termini stabiliti dall’ordinanza. Poiché quest’ultima trova origine da una puntuale disposizione del codice dell’ambiente, la medesima fonte impone ora all’Amministrazione regionale la funzione di vigilanza sulla sua completa applicazione, inibendola a prendere parte a discussioni che ne possano disconoscere il mandato. Certo che comprenderà la fondatezza giuridica di tale decisione, le porgo i più rispettosi saluti”.

La sindaca di Roma ha perso una grande occasione per assumersi le proprie responsabilità. Sembrava un’amministratrice appena insediata, mentre governa da oltre 3 anni e mezzo la capitale d’Italia. La solidarietà istituzionale invocata c’è sempre stata: dal dicembre 2018, ad esempio, la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente supportano costantemente il Comune di Roma e l’azienda Ama per la gestione del ciclo dei rifiuti. In tutto questo tempo la sindaca non ha fatto nulla di quanto veniva concordato dalla cabina di regia per scongiurare le continue criticità igienico-sanitarie dovute alla mancata raccolta dei rifiuti”. È quanto dichiara in una nota È quanto dichiara in una nota Massimiliano Valeriani, assessore al Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio.

“Roma si regge grazie alla solidarietà delle altre comunità del Lazio: – continua l’Assessore – ricordo ancora una volta che il problema non sono gli impianti di trattamento, ma quelli di smaltimento. Il Campidoglio smaltisce il 100% dei rifiuti urbani fuori dal territorio comunale: una situazione non più sostenibile, in ottemperanza alle normative comunitarie e nazionali, che impongono la chiusura del ciclo secondo principi di prossimità e autosufficienza”.

“Con l’ordinanza regionale – conclude Valeriani – si vogliono evitare rischi ambientali e sanitari a Roma: la sindaca avrebbe il dovere di assumersi la responsabilità di decidere a nome di tutta la città. Ma se anche stavolta deciderà di non decidere, qualcun altro sarà costretto a farlo al suo posto per scongiurare che Roma finisca in una permanente emergenza rifiuti”.

(Il Faro online)