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Le Rubriche di Il Faro Online - Papa & Vaticano

Il Papa affida Roma all’Immacolata: “Egoismi meschini portano alla corruzione” fotogallery

Papa Francesco affida alla protezione della Vergine Maria la città di Roma, mettendo in guardia le Istituzioni dal pericolo della corruzione

Roma - "Quanto bisogno abbiamo di essere liberati dalla corruzione del cuore, che è il pericolo più grave! Questo ci sembra impossibile, tanto siamo assuefatti, e invece è a portata di mano. Basta alzare lo sguardo al tuo sorriso di Madre, alla tua bellezza incontaminata, per sentire nuovamente che non siamo fatti per il male, ma per il bene, per l’amore, per Dio!".

Papa Francesco rinnova l'appuntamento con il tradizionale atto di venerazione all'Immacolata Concezione recandosi in piazza di Spagna, dove da secoli è eretto il monumento alla Vergine Maria. Da anni i romani, proprio nel giorno dell'8 dicembre, si recano nel cuore della Capitale per offrire fiori alla mamma celeste.

Ai piedi della colonna sormontata dalla statua bronzea della Vergine, centinaia di fiori: rose, azalee, gerbere, gigli. Composizioni e vasi fioriti circondano il basamento mentre la folla, prega il rosario. I primi a offrire l'omaggio floreale sono stati i Vigili del Fuoco, alle prime luci dell'alba.

Il Pontefice arriva in piazza di Spagna con un quarto d'ora d'anticipo rispetto al programma ufficiale. Prima di raggiungere il monumento, Bergoglio si è recato nella basilica di Santa Maria Maggiore, all’Esquilino, per pregare davanti all’icona della Salus Populi Romani.

Ad accoglierlo ci sono il sindaco di Roma, Virginia Raggi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il cardinal vicario, De Donatis, e gli ambasciatori spagnoli presso la Santa Sede. Il Santo Padre affida alla protezione della Vergine la città di Roma, mettendo in guardia le Istituzioni dal pericolo della corruzione. Di seguito il testo integrale della preghiera pronunciata da Papa Francesco ai piedi del monumento all'Immacolata:

O Maria Immacolata,
ci raduniamo ancora una volta intorno a te.
Più andiamo avanti nella vita
e più aumenta la nostra gratitudine a Dio
per aver dato come madre a noi, che siamo peccatori,
Te, che sei l’Immacolata.
Tra tutti gli esseri umani, tu sei l’unica
preservata dal peccato, in quanto madre di Gesù
Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo.
Ma questo tuo singolare privilegio
ti è stato dato per il bene di tutti noi, tuoi figli.
Infatti, guardando te, noi vediamo la vittoria di Cristo,
la vittoria dell’amore di Dio sul male:
dove abbondava il peccato, cioè nel cuore umano,
ha sovrabbondato la grazia,
per la mite potenza del Sangue di Gesù.
Tu, Madre, ci ricordi che, sì, noi siamo peccatori,
ma non siamo più schiavi del peccato!
Il tuo Figlio, con il suo Sacrificio,
ha spezzato il dominio del male, ha vinto il mondo.
Questo narra a tutte le generazioni il tuo cuore
terso come cielo dove il vento ha dissolto ogni nube.
E così tu ci rammenti che non è la stessa cosa
essere peccatori ed essere corrotti: è ben diverso.
Una cosa è cadere, ma poi, pentiti, confessarlo
e rialzarsi con l’aiuto della misericordia di Dio.
Altra cosa è la connivenza ipocrita col male,
la corruzione del cuore, che fuori si mostra impeccabile,
ma dentro è pieno di cattive intenzioni ed egoismi meschini.
La tua purezza limpida ci richiama alla sincerità,
alla trasparenza, alla semplicità.
Quanto bisogno abbiamo di essere liberati
dalla corruzione del cuore, che è il pericolo più grave!
Questo ci sembra impossibile, tanto siamo assuefatti,
e invece è a portata di mano. Basta alzare lo sguardo
al tuo sorriso di Madre, alla tua bellezza incontaminata,
per sentire nuovamente che non siamo fatti per il male,
ma per il bene, per l’amore, per Dio!
Per questo, o Vergine Maria,
oggi io ti affido tutti coloro che, in questa città
e nel mondo intero, sono oppressi dalla sfiducia,
dallo scoraggiamento a causa del peccato;
quanti pensano che per loro non c’è più speranza,
che le loro colpe sono troppe e troppo grandi,
e che Dio non ha certo tempo da perdere con loro.
Li affido a te, perché tu non solo sei madre
e come tale non smetti mai di amare i tuoi figli,
ma sei anche l’Immacolata, la piena di grazia,
e puoi riflettere fin dentro le tenebre più fitte
un raggio della luce di Cristo Risorto.
Lui, e Lui solo, spezza le catene del male,
libera dalle dipendenze più accanite,
scioglie dai legami più criminosi,
intenerisce i cuori più induriti.
E se questo avviene dentro le persone,
come cambia il volto della città!
Nei piccoli gesti e nelle grandi scelte,
i circoli viziosi si fanno a poco a poco virtuosi,
la qualità della vita diventa migliore
e il clima sociale più respirabile.
Ti ringraziamo, Madre Immacolata,
di ricordarci che, per l’amore di Gesù Cristo,
noi non siamo più schiavi del peccato,
ma liberi, liberi di amare, di volerci bene,
di aiutarci come fratelli, pur se diversi tra noi.
Grazie perché, col tuo candore, ci incoraggi
a non vergognarci del bene, ma del male;
ci aiuti a tenere lontano da noi il maligno,
che con l’inganno ci attira a sé, dentro spire di morte;
ci doni la dolce memoria che siamo figli di Dio,
Padre d’immensa bontà,
eterna fonte di vita, di bellezza e di amore. Amen.

Terminata la preghiera, il Papa benedice le persone che, a migliaia, affollano gli spazi a ridosso della nota scalinata. Poi il saluto ai disabili accompagnati dall’Unitalsi. Strette di mano, sorrisi e abbracci: il Pontefice non si sottrae nemmeno ai selfie. Intorno alle 16:30, il rientro in Vaticano.

(Il Faro online)