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Aggressione all’aeroporto di Fiumicino, il legale del tassista: “La verità è un’altra”

L'avvocato: "Ho presentato un esposto nei confronti della Polizia di Stato per violazione del segreto istruttorio"

Fiumicino – E’ stata sospesa la licenza (leggi qui) al tassista di 59 anni che ha rotto il setto nasale con un pugno a un cliente che, dall’aeroporto di Fiumicino, chiedeva la regolare applicazione del tassametro (leggi qui). “Il mio assistito è semplicemente indagato dalla procura di Civitavecchia – ha spiegato l’avvocato Luciano Randazzo, legale del tassista, intervenendo ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano -. La licenza gli è stata sospesa per 30 giorni, non ci sono state revoche“.

“La decisione verrà impugnata stamattina presso il tribunale amministrativo regionale, perché ritengono che non ci siano i presupposti per questo provvedimento. Lui non era proprio nell’esercizio delle sue funzioni perché il cliente era fuori dal taxi. Lui è totalmente incensurato e ha avuto questa reazione. Il fatto non è solo quello che appare nel video. Questo signore, come afferma anche un teste, sale sul taxi, per regolamento c’è una tariffa fissa per Roma-Fiumicino”, prosegue l’avvocato.

“Insiste a dire di mettere il tassametro, il mio assistito gli dice che non serve perché la tariffa è fissa e quello inizia a inveire contro il mio assistito e contro quelli che lui ha chiamato tassinari romani che sono tutti ladri e banditi. Era molto aggressivo.

A quel punto, il mio assistito lo fa scendere e fa salire un’altra persona. Compete al tassista far scendere le persone che sono le persone palesemente alterate – aggiunge il legale -. Questo signore una volta sceso inizia a prendere a pugni il taxi, lì succede che il mio cliente sferra un pugno e come si vede dal video il signore cade e si rialza immediatamente. La pubblicazione del video è un fatto grave”.

Siamo entrati nel circo mediatico-giudiziario come purtroppo in Italia avviene spesso. Ho presentato un esposto nei confronti della Polizia di Stato per violazione del segreto istruttorio. E’ vergognoso perché non si possono pubblicare le cose arbitrariamente. Il mio assistito ha chiesto più volte scusa a quel signore, ha capito che c’è stata una reazione eccessiva, adesso sta vivendo male più la reazione mediatica che quella giudiziaria.

Il Comune di Roma ha emesso il provvedimento di sospensione della licenza più sul presupposto mediatico che per altro. Provvedimento che abbiamo impugnato. Se il Tar ci darà ragione chiederemo un risarcimento come è successo in altri casi. E’ chiaro che questi episodi non dovrebbero accadere, la violenza non deve esistere. Io assisto questo signore affinché abbia un giusto processo, non perché condivido il suo atteggiamento”, conclude Randazzo.

(Il Faro online)