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Castello di Santa Severa, stanziati i fondi per il museo dell’Antiquarium

Il consigliere Califano: "Sarà ristrutturato e diventerà ancora più bello grazie a uno stanziamento ministeriale di 290mila euro"

Santa Marinella – “Lo splendido museo dell’Antiquarium, all’interno del Castello di Santa Severa, sarà ristrutturato e diventerà ancora più bello grazie a uno stanziamento ministeriale di 290mila euro e a un nuovo accordo di programma tra lo stesso Mibact e la Regione Lazio”, ha dichiarato il consigliere regionale del Pd Lazio Michela Califano.

“Una bellissima notizia e un ulteriore passo in avanti per la valorizzazione di uno dei gioielli più preziosi del nostro immenso patrimonio storico e artistico. Grazie a questo nuovo accordo la Regione cederà a titolo gratuito l’Antiquarium al Mibact per altri 50 anni, dando così un ulteriore impulso alla realizzazione di un circuito di visita con il Castello di Santa Severa e l’area sacra di Pyrgi. Un modo per favorire l’accesso a un sempre più vasto pubblico e che segue il progetto di creazione di un unico circuito di visita con la Riserva Naturale di Macchiatonda. La collaborazione con la Regione Lazio e in particolare con Laziocrea, società partecipata che gestisce il Castello di Santa Severa, incentiverà anche tutta una serie di iniziative che potranno essere avviate in partnership con il Mibact: da convegni a eventi di formazione, fino a manifestazioni per la promozione del nostro patrimonio enogastronomico, spettacoli, fiere e mostre”.

“Grazie a questi fondi – prosegue Califano – sarà ristrutturato l’Antiquarium e verrà realizzato anche un deposito di beni archeologici con annessa sala di catalogazione e deposito. Il museo va ricordato è di particolare importanza poiché conserva importanti materiali rinvenuti in oltre quarant’anni di scavo nell’area sacra di Pyrgi e un’ampia documentazione grafica e fotografica. All’interno del museo c’è anche una copia delle celebri lamine d’oro, due in etrusco e una in fenicio, che ricordano la dedica del tempio da parte del ‘re di Caere’ alla dea Uni/Astarte, rinvenute nel 1964. Oltre a una esposizione di frammenti di ceramiche varie, terrecotte da sovrapporsi alla copertura lignea e un altorilievo che rappresenta una Gigantomachia in proporzione di tre quarti rispetto alle misure reali”, conclude.

(Il Faro online)