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“Noi e la storia, strage di Stato”: Ladispoli ricorda le vittime di Piazza Fontana

Venerdì 13 dicembre, a cinquant'anni dalla strage di Piazza Fontana, conferenza pubblica organizzata dall'Anpi

Ladispoli – Cinquant’anni fa la strage di Piazza Fontana che sconvolse l’Italia. L’anniversario verrà celebrato con concerti, film, mostre, convegni, cortei. Mattarella presiederà a Milano un consiglio comunale straordinario. La Sezione ANPI Ladispoli – Cerveteri partecipa alla commemorazione con una conferenza pubblica dal titolo : “Noi e la Storia, strage di Stato” che vedrà come relatore il prof. Davide Conti (consulente presso l’archivio storico del Senato della Repubblica) e che avrà luogo venerdì 13 a Ladispoli, in via Rimini 10, presso la Casa del Popolo.

“Chi erano le menti e gli autori, di chi la firma criminale su quella prima azione orrenda perpetrata allo scopo di destabilizzare la democrazia? Intanto – sottolineano dall’ANPI – si può dire a voce alta che i colpevoli non furono gli anarchici. La storia registra che la bomba la ‘mise un potente gruppo nazifascista che agiva con la copertura di pezzi deviati dello Stato’.

Grazie ad un testimone che all’epoca, con mille ostacoli offrì la chiave della chiarezza, i neofascisti Franco Freda e Giovanni Ventura vennero rinviati a giudizio per la strage, ma se la cavarono. Fu assolto completamente l’anarchico Pietro Valpreda, primo indagato per la strage.

Resta il mistero di Giuseppe Pinelli, anche lui anarchico ed ex partigiano: morì nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969 precipitando da una finestra della Questura di Milano dove era trattenuto (ampiamente scadute le 48 ore di fermo di polizia) per accertamenti. ‘Suicidio e prova di colpevolezza’ sentenziarono le cronache, ma anche scetticismo da parte dell’opinione pubblica. A Pinelli – spiegano dall’ANPI – sono stati dedicati libri, ballate, film e un pannello di 12 metri per tre, opera di Enrico Baj, una gloria della pittura moderna.

Lo eseguì su commissione del Comune di Milano ispirandosi a Guernica. Il dipinto doveva essere esposto con una cerimonia il 21 maggio del 1972, ma non se ne fece nulla: il 17 maggio alle ore 9,30 il commissario Luigi Calabresi, coinvolto nelle indagini su Piazza Fontana, venne assassinato da un sicario sotto casa e il quadro, ritenuto inopportuno, finì in magazzino. Oggi questo racconto torna alla luce”.

“Noi e la Storia ’Strage di Stato’” è la prima di un ciclo di conferenze che la sezione locale ANPI intende organizzare su temi di attualità e di cultura. Dopo la conferenza verrà offerto ai partecipanti un buffet con lo scambio di auguri per le prossime festività natalizie.

(Il Faro online)