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Territo (FdI): “Assurdo alla scuola Lido Faro, riscaldamenti rotti e bambini con cappotti e guanti”

L'esponente di Fratelli d'Italia: "Il plesso andava chiuso. La sicurezza dei bambini è più importante di qualche disagio alle famiglie"

Fiumicino – Il messaggio sms è arrivato all’incirca alle 22 di ieri sera, come avviso urgente da inoltrare: “Domani, mercoledì 11, causa guasto, saremo senza riscaldamento. Viste le previsioni di calo della temperatura, si invitano i signori genitori a coprire molto bene i bambini”. Destinatari sono stati i genitori degli alunni della scuola Lido Faro (plesso già colpito dalla recente bomba d’acqua, clicca per leggere).

Una raccomandazione che probabilmente tendeva a tutelare le famiglie per evitare di costringerle dall’oggi al domani a tenere a casa i figli, creando problemi soprattutto a chi lavora, ma che non è piaciuta a più di qualche genitore, che avrebbe preferito la chiusura per un giorno del plesso, onde evitare di esporre i bambini al freddo “polare” previsto per questi giorni.

“Ma è una cosa normale chiedere a dei bambini di stare 8 ore col cappotto per difendersi dal freddo? – si chiede Alessio Territo, portavoce del circolo Fratelli d’Italia di Fiumicino per Giorgia Meloni -. Siamo abituati a sentire le allerte meteo, le azioni preventive dei Comuni, ma stavolta si è deciso che qualche cappottino in più o un paio di guantini sarebbero stati sufficienti. Ma perché queste incongruenze? Non sarebbe stato meglio chiudere il plesso?

Credo che il rispetto e la sicurezza dei nostri bambini – prosegue Territo – sia più importante di qualche disagio alle famiglie. La soluzione di far star male i piccoli per non disturbare i grandi non mi piace. E comunque andrebbe fatta anche una seria analisi sullo stato di manutenzione delle scuole; stavolta è la caldaia, in altri plessi sono le infiltrazioni d’acqua, in altre i topi, in altre le palestre, in altre la mancanza di aule. Insomma, l’intero settore andrebbe monitorato e mantenuto meglio. Chiedo agli organi comunali di far luce sull’accaduto”.