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“Roma non si Lega”, le sardine riempiono piazza San Giovanni: “Siamo i partigiani del 2020”

Il leader Santori: "Trasparenza dei politici sui social e cancellazione del decreto sicurezza: queste le nostre proposte"

Roma – “Roma non si Lega”, “Siamo i partigiani del 2020” gli slogan urlati. Sulle note della musica dei Beatles, ma anche di Mannarino, dei Pink Floyd, dei Rolling Stones e dei Queen, si è riempita piazza San Giovanni a Roma per il Sardine Day. “L’idea – sottolinea il leader Mattia Santori – era quella di riempire la piazza e cambiare un po’ la percezione della politica in questi anni”, per questo “direi che l’obiettivo è stato raggiunto“.

Tante le famiglie con bambini al seguito arrivate non solo da Roma ma da tante città italiane, da Bologna fino a Taranto e altre città del sud. Tanti i cartelli con il simbolo delle sardine e anche banchetti con i nuovi gadget del movimento. Non si sono visti, invece, bandiere o simboli dei partiti. Tutto si è svolto pacificamente. In piazza, tra gli altri, Paolo Flores d’Arcais, filosofo e giornalista, e Nichi Vendola.

“Trasparenza social e cancellazione del decreto sicurezza le nostre proposte”

“Siamo fortissimi. Non c’è nessuna organizzazione, nonostante tutti i soldi che ci ha dato Prodi la gente è venuta qui di tasca sua – scherza dal palco il leader a Santori -. Esattamente un mese fa la piazza di Bologna lanciava un segnale ben preciso: qui non si passa”.

“Ecco le nostre proposte: pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a fare politica invece di fare campagna elettorale permanentemente. Che chiunque ricopre la carica di ministro comunichi solo sui canali istituzionali. Pretendiamo trasparenza nell’uso che la politica fa dei social. Che il mondo dell’informazione si avvicini alla verità e traduca questo sforzo in messaggi fedeli ai fatti. Che la violenza venga esclusa dai toni della politica in ogni sua forma, che la violenza verbale venga equiparata alla violenza fisica. Chiediamo di abrogare il decreto sicurezza” aggiunge Santori dal palco.

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Le Sardine non sono mai esistite, in quelle piazze non c’erano che persone ancora capaci di distinguere la politica dal marketing. Ed è lì che siamo diventati scomodi” dice il leader delle Sardine, leggendo una lettera davanti alla piazza. “Abbiamo vinto 113 piazze a zero in un mese”, aggiunge. E ancora: “Noi non vogliamo sostituirci a nessun movimento di lotta dal basso, non vogliamo rubare le piazze a nessuno”.

Ci siamo riappropriati di piazza San Giovanni“, dice al microfono uno degli organizzatori. Carla Nespolo, presidente dell’Anpi, prende la parola per portare il suo “solidale saluto” alla piazza: “Speranza è la parola che ci unisce. Lotta e speranza, futuro e presente da migliorare. E’ venuta da voi una grande ventata di speranza e impegno democratico. Odio gli indifferenti, e io lo voglio dire forte: l’Anpi è con voi, i partigiani e le partigiane sono con voi. La Costituzione è il nostro faro e la nostra guida” ed “è antifascista, come vollero i costituenti”. “Non è lecito a nessuno diffondere il razzismo, respingere le persone in base al colore della pelle, essere antisemiti”, aggiunge.

La piazza intona “Bella ciao” e l’Inno di Mameli

“Credo che a questo punto sia d’obbligo una canzone”, dice uno degli organizzatori dal palco, prima che le note di ‘Bella Ciao’, intonate dai simpatizzanti, risuonino nella piazza della manifestanti, seguite dal coro “ora e sempre resistenza”.

Dopo ‘Bella Ciao’ è la volta dell’Inno di Mameli. “Basta razzismo”, cantano alcuni ragazzi africani che si presentano come le “sardine nere”. “Basta razzismo” e “via i decreti sicurezza”, gridano i ragazzi delle ‘sardine nere’. “Abbiamo scelto di chiamarci così perché siamo nati, viviamo qui, ma non veniamo riconosciuti – dice dal palco un esponente del movimento – Siamo stufi di ricevere insulti per strada, di essere sempre fermati dalla polizia. Sentiamo il dovere di portare i nostri contenuti, contro la guerra, come dice la nostra Costituzione. Non accettiamo più l’odio che domina la politica, per questo dobbiamo iniziare a indignarci. A partire dai decreti sicurezza, che vanno abrogati”.

Dal palco della manifestazione una ragazza musulmana, col capo avvolto dall’hijab, facendo il verso al video-tormentone della leader di Fdi: “A Salvini e Meloni non piacerà la mia presenza… perché sono una donna, sono musulmana e sono figlia di palestinesi. Non vi permetteremo di aprire le pagine nere del passato, questo è uno Stato di diritto”.

Sul palco anche il medico di Lampedusa ed eurodeputato Pietro Bartolo. “Siete un popolo straordinario – scandisce – la sardina è un pesce povero ma fa bene, per questo mi sono unito a voi”. “Oggi mi sento una sardina come voi, contro chi vuole seminare odio e paura – aggiunge fra gli applausi dei manifestanti – noi dobbiamo restare umani, io credo nella buona politica, che è un servizio e non quelle bugie che ci raccontano sui migranti, che sono donne, bambini, che vengono a cercare umanità e noi dobbiamo accoglierli perché non c’è alcuna invasione e insieme si può stare”.

“Il mare è crudele ma è più crudele il mare di indifferenza e per questo la politica deve dare risposte – ammonisce Bartolo – Noi siamo sardine e dobbiamo resistere, non permettere che venga calpestata la Costituzione e la nostra Europa. La buona politica deve occuparsi dell’emigrazione, non dell’immigrazione, dare le giuste risposte per un futuro migliore. Insieme ci riusciremo, io sono con voi”, “insieme dobbiamo resistere e ritrovare la strada maestra, che è quella dell’umanità”. Sul palco anche Giorgia Linardi, portavoce della Ong Sea Watch. I Papaboys, come avevano promesso, si sono uniti alla piazza delle Sardine.

(Il Faro online)