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Roma vs Spal, le pagelle de Il Faro online: Dzeko bicentenario, El Monito Perotti ritrovato

Ultima partita all'Olimpico e Mister Fonseca si congeda con autorità dai suoi tifosi che, dopo l'ultima partita del 2019 a Firenze in programma Venerdì 20 Dicembre, ritroverà l' 1 gennaio al Tre Fontane con l'allenamento aperto ai tifosi.

Roma – Ottimo il congedo, per l’anno solare 2019, della banda di Mister Fonseca che batte, con autorità l’ottima Spal di Mister Semplici (leggi qui). Oltre 34.000 gli spettatori che, in aggiunta a tutto il resto del popolo Romanista, domani, per i sorteggi di Nyon, per gli accoppiamenti per i sedicesimi di finale di Uefa Europa League, avranno modo di sfoggiare ogni tipo di scongiuro. E venerdì tutti a Firenze. (foto Roberto Tedeschi)

I voti


Pau Lopez, 6,5
– Al 12’ è reattivo e toglie dall’angolino il tiro insidioso di Petagna, che però poi – in occasione del rigore causato da Kolarov – lo spiazza, trafiggendolo  dall’altro lato. Nel secondo tempo fa da spettatore. Poco impegnato.

Alessandro Florenzi, 7 – Molto più intraprendente rispetto alle ultime apparizioni, spinge sulla fascia e dialoga con gli attaccanti giallorossi, costringendo più volte gli avversari ad atterrarlo fallosamente. All’80’ imbecca Mkhitaryan con un cross alto, che l’armeno non riesce a deviare in rete, ma tre minuti dopo lo trova con un preciso assist rasoterra per il 3-1. Motorino.

Mert Cetin, 6 – Ordinato in difesa, al quarto d’ora svetta in area su corner di Pellegrini, ma schiaccia la palla a terra, che poi fa il pelo alla traversa. Anche nel secondo tempo si ritrova in attacco, ma non riesce a deviare con la giusta forza il passaggio di Perotti. Ammonito al 54’ per un fallo su Paloschi: cartellino giusto, se però l’arbitro Giua avesse usato lo stesso metro di giudizio anche con i fallosi giocatori della Spal. Deve giocare di più.

Federico Fazio, 6  – Titolare per la seconda partita di seguito, va a formare una inedita coppia con Cetin. Rischia di combinarla grossa quando non riesce ad anticipare Missiroli, che fa arrivare la palla a Petagna, per fortuna disinnescato da Kolarov. Un po’ svagato.

Aleksandar Kolarov, 6 – Inizialmente ignorato dai compagni, che prediligono l’impostazione sulla fascia destra, si fa via via più pericoloso con continui inserimenti, ma in difesa commette il patatrac a pochi istanti dal riposo: riceve la palla dal portiere senza guardarsi alle spalle, così non si accorge dell’arrivo di Cionek, poi quando si volta non trova più la palla e lo abbatte in area. Al 77’ si prende la responsabilità di rischiare un nuovo rigore, dando a Petagna la spallata con la forza giusta per sbilanciarlo senza commettere fallo e salvando probabilmente il risultato. Spina nel fianco.

Jordan Veretout, 6,5 – Sempre presente e prezioso, in questa posizione da doppio mediano, sia per la fase di copertura sia per quella di impostazione, nella quale si alterna con Diawara. Nel secondo tempo, Fonseca lo sposta più vicino a Kolarov per aprire gli spazi ingolfati della difesa spallina. Piedi buoni e cuore grosso.

Amadou Diawara, 7 – Solito lavoro prezioso: visione di gioco e intelligenza tattica. Al posto giusto al momento giusto.

Nicolò Zaniolo, 6,5 – Svaria su tutto il fronte d’attacco, creando qualche occasione. È contrastato con le maniere forti dagli avversari ma non è tutelato dall’arbitro. Al 62’ non riesce a capitalizzare il velenoso passaggio filtrante di Pellegrini perché tira sui piedi del portiere. Appannato.

Lorenzo Pellegrini, 7,5  – Crea gioco e occasioni per i compagni senza successo, allora si mette in proprio e inventa il gol del pareggio: il suo tiro a giro da fuori area inganna tutti, anche Tomovic che devia nella propria rete. Talento puro.

Diego Perotti, 7 – Dopo un inizio anonimo, si sveglia al 23’ con dribbling e tiro secco dalla sinistra. Seguono due tentativi senza velleità da fuori area, per sfruttare il tallone d’Achille della Spal-colabrodo sui tiri da lontano. Nella seconda frazione di gioco, il mister gli dà licenza di uccidere, lasciandolo libero di cercare gli spazi per far male agli avversari e lui non si fa pregare, proponendosi in pericolosi dribbling. Al 66’ si conferma il solito killer dal dischetto, non dando scampo al portiere che guarda la palla entrare in rete senza riuscire neanche a muovere un muscolo. Ritrovato.

Edin Dzeko, 7 – Oggi ha indossato per la 200ma volta la maglia della Roma. È dappertutto, scende a prendersi palla a centrocampo anche per sfuggire alle maglie della difesa attenta spallina, che trasforma la propria area in un bunker e picchia senza pietà, con la complicità dell’arbitro. Riesce anche oggi a essere determinante, provocando il rigore: spalle alle porta, è falciato dal tifoso laziale Vicari, che ci regala una soddisfazione in più. Prezioso.

Henrix Mkhitaryan, 7 – Entra al 79’al posto di Perotti ma anche stavolta trasforma in oro il poco tempo concessogli dall’allenatore. Potrebbe segnare appena in campo, su suggerimento di Florenzi, ma non sbaglia all’83’ quando si fa trovare puntuale per spingere la palla nella rete rimasta sguarnita. Non poteva fare di più.

Nikola Kalinić, SV – Entra a tempo quasi scaduto. È lanciato in contropiede poco prima del fischio finale ma si fa recuperare. Di nuovo in campo.

Paulo Fonseca, 7,5 – Dopo la prestazione incolore in coppa, aveva chiesto ai ragazzi un atteggiamento diverso e una mentalità da squadra. Ottiene intensità e velocità, conquistando tre punti importanti, in una partita in cui la Roma aveva tutto da perdere. Sergente di ferro (quando ci vuole).

(Il Faro Online)