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Tamberi: “Il salto ideale per me? Quello del 2 agosto a Tokyo..”

Aspetta con trepidazione le sue Olimpiadi della rivincita il campione mondiale ed europeo indoor delle Fiamme Gialle. Nel salto in alto è ottavo al mondo. Punta al 2,40 e tra poco andrà in Sudafrica per gli allenamenti

Roma – E’ cominciata la stagione olimpica per Gianmarco. Il momento più atteso della sua carriera. Il momento che lui sentiva maggiormente e che lo attraeva di più. Di più dei precedenti anni. Tamberi sogna le Olimpiadi e ci vuole arrivare per prendersi la sua rivincita personale. Quel doloroso infortunio di Monaco che lo ha allontanato da Rio 2016 lo ha segnato e fatto crescere. Non vedeva l’ora che arrivasse questa stagione odierna che porterà l’Italia Team alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Lo dichiara Gimbo al Salone d’Onore del Coni. A margine della cerimonia di premiazione che le Fiamme Gialle hanno organizzato per i campioni gialloverdi, Gimbo ne parla a Il Faro on line e con gli occhi accesi e sognanti. Aspettava l’anno olimpico con tutto il suo cuore e ora gli allenamenti si fanno più impegnativi e cruenti. Il prossimo 28 dicembre volerà in Sudafrica per testare tecnica, condizione e clima. In Giappone a luglio farà un gran caldo. Lo dicono tutti i big azzurri. Da Gregorio Paltrinieri a Samuele Burgo. Anche i marciatori azzurri lo hanno sentito nei tornei preolimpici.

Tamberi al Golden Gala (foto@ansa)

E allora Gianmarco sceglie probabilmente il Sudafrica anche per questo. L’obiettivo assoluto è solo uno: prendersi la qualifica olimpica e salire sul podio. E’ ottavo adesso nel ranking internazionale e la Iaaf ha cambiato il modo di qualificazione. Non arriverà più con la misura, ma in base alla posizione in classifica generale. Quell’ottavo posto Gimbo se l’è preso ai Mondiali di Doha la scorsa estate. Come lui stesso spiega, non è stata una stagione estiva fortunata. Ha strappato la qualifica in finale ai Mondiali e ha fatto il possibile per restare tra i grandi. Gimbo è un gigante nel salto in alto e quell’asticella lo misura, come lo fa nei confronti della vita. Insegna quell’alzarsi e abbassarsi ogni volta in gara. Significa superare i propri limiti. Lo chiarisce Tamberi.

Tamberi durante la cerimonia delle Fiamme Gialle (foto@Elvis)

I suoi saranno quelli che lo porteranno in Giappone, oltre il buio delle difficoltà. L’importante è trovare un suo speciale feeling con il salto. Lo deve sentire, come lo deve vestire in modo perfetto. Sogna il salto perfetto. Una sera di luglio..tra alcuni mesi lui vorrebbe fosse così. Sotto il cielo del Giappone saranno le 21,30 circa della sera. Qui in Italia sarà pomeriggio. Caldissimo probabilmente anche qui. E i suoi tifosi lo seguiranno. Il pensiero è sempre quello per lui: il 2,40. La misura della vita forse. Quella rincorsa per anni. Attualmente il suo massimo in carriera è di 2,39 (record nazionale del 2016) e a Monaco nel 2016, durante la tappa della Diamond League di atletica leggera, cercava proprio il 2,40. Solo un centimetro in più. Franando poi sul saccone. Ma Gimbo si è rialzato e non molla. Niente può dividerlo dal suo sogno e lui già si vede. Concentrazione, salto e poi gloria. Tutto è possibile per chi ci crede. E intanto in volo verso il Sudafrica costruisce i suoi Cinque Cerchi olimpici.

Caro Gianmarco si è appena aperta la stagione olimpica. Un anno per te importante che ti porterà a Tokyo 2020. Cosa pensi?

“Non vedevo l’ora che arrivasse questo momento. Finalmente ci siamo. E’ un percorso che aspettavo da anni, da quando abbiamo iniziato a novembre non stavo nella pelle. Sono felicissimo”.

Come sta andando allora questa nuova stagione? Ti stai allenando in questi giorni?

“Ho cominciato la preparazione il 4 novembre scorso. Sta andando tutto molto bene. E’ più di un mese che stiamo lavorando in pedana. Stiamo aumentando volumi e carichi di lavoro. Tra poco partirò per un mese e andrò in Sudafrica, per allenarmi al caldo, per poi iniziare le gare nel periodo primaverile. Fine aprile inizio maggio. Farò solo una gara nella stagione indoor. Forse non parteciperò ai Mondiali al coperto. Stiamo puntando alle Olimpiadi”.

La qualifica olimpica. Com’è la tua situazione per Tokyo?

“Iniziano ora le qualifiche. Verranno selezionati i migliori 32 al mondo. In questo momento sono ottavo quindi ho buone probabilità di andare. Speriamo di migliorare la posizione nel ranking generale. La qualifica non verrà più con la misura, ma arriverà in base alla posizione nella classifica internazionale, come avviene nel tennis”.

Il titolo europeo del 2019 è stato importante per te. E’ arrivato dopo un momento difficile. Ti ha tirato fuori dal tunnel. Cosa pensi di questo?

“Finalmente sono tornato sul gradino più alto del podio, dopo tanti anni. Soprattutto in una manifestazione così importante come un Europeo dove tra l’altro non avevo mai vinto. Mi ha dato fiducia e speranza. La stagione estiva è stata tempestata di acciacchi che non mi hanno permesso di gareggiare e trovare costanza in allenamento e di trovare un feeling  con la tecnica. Sono arrivato al Mondiale un po’ spaesato. Sono riuscito ad entrare in finale anche con salti buoni, ma ho avuto delle difficoltà. Spero di stare bene da qui a Tokyo”.

Cosa vuol dire saltare l’asticella che ogni volta si alza un po’ di più?

“E’ sempre un cercare di superare i propri limiti. Questo ci insegna che una cosa che oggi è difficile, domani può essere fattibile. Ti insegna ad affrontare la vita in un modo diverso. Ad affrontare le cose che pensiamo non siano raggiungili, possono diventarlo. E’ lo stesso per le difficoltà della vita. Quando l’asticella cade bisogna rimetterla su e riprovarci, perché ci sia sempre una possibilità nuova”.

Il tuo salto ideale com’è ?

“(ride) Il mio salto ideale è quello che vorrei fare il 2 agosto alle 21,30 di sera a Tokyo, il 2,40 metri”.

(Il Faro on line)(fotocopertina@Colombo/Fidal)