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Ardea: si finge dottoressa della Asl, truffa un’anziana di 93 anni

Attenzione a chi approfitta delle festività per entrare in casa delle persone sole e rubare.

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Ardea – Truffata un’anziana di 93 anni. Il trucco è fingersi dipendenti di qualche società di servizi (luce, gas, acqua) per poi entrare in casa e fare il colpo. Attenzione però, perché stanno cambiando le modalità, e ora i truffatori si presentano in altri modi.

L’ultima denuncia al comando carabinieri locale è arrivata ieri: una giovane donna si è spacciata per medico della Asl per entrare in casa di una ultranovantenne. Ha salito le scale di un appartamento dietro la piazza centrale di Ardea sulla rocca, e ha suonato. La truffatrice si è presentata con garbo ed educazione, spacciandosi per medico mandato per compilare un questionario sulla salute.

Tra l’altro non deve essere stato difficile far credere all’anziana di essere un medico, vista la stampella con la quale si aiutava: “Come va questa mattina, le ginocchia vanno meglio? Si stanca sempre a camminare?” E così via…

La truffatrice le ha chiesto di entrare per poter svolgere meglio il proprio lavoro. L’anziana le ha fatto strada, convinta che chiudesse il portone alle sue spalle, ma in realtà lo aveva lasciato accostato tanto da dare modo ai due suoi complici, un uomo ed una donna, di entrare nelle camere, rovistare e arraffare i pochi soldi che aveva disponibili (circa 500 euro).

Sono bastati pochi minuti; i complici sono usciti di soppiatto e il falso medico l’ha salutata, dandole anche consigli per la salute.

Tenente Antonio Calabresi

Il ten. Antonio Calabresi

Appena l’anziana ma arzilla nonnina si è recata nella sua camera, ha visto tutto buttato sul letto, i bauli rovistati; sconfortata ha chiama al telefono il figlio, che in pochi minuti è giunto nell’appartamento. Poi la telefonata al 112 e successivamente direttamente al centralino della locale tenenza dei carabinieri.

Fatti i rilievi del caso e sentite le testimonianza della donna, sono scattate subito le indagini e ci sarebbero già dei sospetti.

“Prima di aprire la porta – è il consiglio del Ten. Antonio Calabresi – accertarsi se realmente sono volti conosciuti, ed eventualmente chiamare figli o vicini di casa per farsi assistere,; in caso di dubbi chiamare senza remore il 112 del pronto intervento”.

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