Pronto soccorso in crisi: emergenza influenza e pochi posti per i ricoveri

7 gennaio 2020 | 09:22
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Pronto soccorso in crisi: emergenza influenza e pochi posti per i ricoveri

In mancanza di posti per i ricoveri, lettighe e poltrone tutte occupate nei pronto soccorso. A Ostia i medici chiedono ai parenti di limitare domande e interruzioni del servizio

Roma – Pronto soccorso degli ospedali in emergenza: l’influenza e le sue complicanze stanno ingolfando i dipartimenti di medicina d’urgenza che non riescono a ricoverare i malati più gravi per carenza di posti letto.

E’ stata un’Epifania di crisi quella appena trascorsa negli ospedali di Roma e non solo. Gli effetti dell’affollamento dei pronto soccorso si stanno trascinando anche martedì 7 gennaio. “E’ successo che soprattutto le persone più fragili e socialmente più esposte, coklpite dall’influenza e dalle sue complicanze, si sono riversate in gran numero negli ospedali” riassume un medico “in frontiera” anche attraverso i numeri del portare dedicato della Regione Lazio.

Stamattina, alle ore 8,30, si contavano ancora 63 pazienti su lettiga al Sandro Pertini, 56 al Policlinico Casilino e Tor Vergata, 55 al Policlinico Umberto I, 54 al San Camillo,42 al Santa Maria Goretti di Latina, 41 al Sant’Eugenio. Al Grassi di Ostia i medici hanno fatto un miracolo: dai 62 barellati della ore 22,15 si è passati ai 53 di questa mattina.

Succede che non ci sono sufficienti posti letto nei reparti dove ricoverare i pazienti più acuti, con polmonite o altre patologie e dobbiamo tenerli sulle lettighe” prosegue il medico.

Intanto al pronto soccorso dell’ospedale Grassi i medici hanno varato un nuovo regolamento per concentrare tutte le energie nella cura dei pazienti. Considerato il sovraffollamento dovuto all’influenza ed alle patologie stagionali, sono stati interrotti i colloqui e le visite da parte dei parenti degli assistiti. “Dopo il primo colloquio d’ingresso, pertanto, le informazioni relative ai degenti verranno date dai medici quando necessitano (diagnosi definitiva, condizioni variate, ricovero, trasferimento” a mezzo di convocazione e/o chiamata telefonica al numero lasciato al triage da persona con consenso espresso dal paziente o parente di primo grado ove non capace di esprimere consenso” questo l’avviso affisso nella sala d’attesa.

Una richiesta fondata sul superlavoro al quale il personale del pronto soccorso è sottoposto che ha necessità di essere accolta dai familiari per il miglior servizio possibile a favore dei malati.