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Gaeta, torna alla luce un tratto di acquedotto romano

8 gennaio 2020 | 14:30
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Gaeta, torna alla luce un tratto di acquedotto romano

Il tratto d’acquedotto romano è stato rinvenuto nei pressi della Chiesetta della Madonna di Conca. Capolino: “La destinazione della condotta doveva essere la piana di Arzano.”

Gaeta – Un territorio bellissimo. Ricco di storia. Che ancora oggi continua a sorprendere chi lo abita. È la storia del sud pontino, in questo caso specifico, di Gaeta, da cui, nei pressi della Chiesetta della Madonna di Conca, è tornato alla luce un tratto di acquedotto romano.

Un incontro con la storia, forse l’ennesimo, ma, per una volta, positivo, che è stato possibile fare grazie allo scavo per la sistemazione di un ingresso a un parco residenziale in corso di costruzione. I luoghi del ritrovamento, comunque, erano già noti per due porzioni di pareti in ” opus reticolato“, e, ora, questo nuovo sito si aggiunge ai numerosissimi siti romani già conosciuti a Formia, a Gaeta, a Itri, territori che facevano parte del Formianum nel periodo romano.

“Lo speco di un acquedotto romano – ha affermato il delegato alla cultura del Comune di Formia, Raffaele Capolino – è emerso in tutta la sua bellezza, con fondo e pareti in ottimo stato e splendido “cocciopesto” laterale. Ormai, sappiamo che due tratti diversi di acquedotti romani, raccoglievano le acque dalla collina di Conca per trasferirle ad ovest, verso la piana di Arzano, e ad est verso la piana di Vindicio. Lo speco rinvenuto recentemente si riferisce al primo tratto, oggi in territorio di Gaeta.”

La Soprintendenza, interessata dai proprietari del parco, ha ritenuto di far installare un sistema di consolidamento, costituito da una struttura metallica in acciaio, con cinque tiranti che hanno lo scopo di evitare il crollo della parete occidentale.

Dalla pendenza del piano dello speco – sottolinea Capolino -, è stato possibile capire che la sorgente era posta sul monte di Conca e che la destinazione della condotta doveva essere la piana di Arzano, forse a servire cisterne di importanti “domus” romane di grandi personaggi.

Questo tratto di acquedotto, in effetti, è a pochi metri dai resti di una ” domus” che si ritiene appartenuta a Quinto Ortensio Ortalo (114 – 50 a. C.), un oratore e avvocato, che aveva anch’egli, a poco meno di un miglio, una “domus” a Vindicio di Formia.”

Foto di: Raffaele Capolino e Jeanpierre Maggiacomo

(Il Faro on line)