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Strage di pini a Terracina, insorgono gli ambientalisti

Legambiente invia un'esposto ai Carabinieri forestali di Terracina e prepara una richiesta di accesso agli atti del Comune per visionare le autorizzazioni.

Terracina – Una vera e propria strage quella che si sta consumando a Terracina, in materia di pini. Una strage che, in città, ha fatto insorgere l’ambientalismo locale, dal WWF a Legambiente. Chi ama la natura è d’accordo su una cosa: questa scelta, ancor più dopo la dichiarazione, da parte del Consiglio comunale, di emergenza climatica (leggi qui), è davvero insensata.

Il WWF: “L’amministrazione contrasti la psicosi del verde”

I primi, a intervenire sul tema, sono gli esponenti del locale circolo del WWF, che, in una nota, sottolineano come: “Gli eventi atmosferici di intensità mai vista hanno provocato molti danni alla vegetazione arborea. Ora, con la paura che ci cadano in testa, ogni albero è considerato una minaccia e, quindi, basta che qualcuno si faccia prendere dalla fobia del verde che scatta la motosega!

E ancora: “Se altrove piantano alberi a centinaia, noi li tagliamo e chissà quando e dove li sostituiremo! L’aspetto della nostra città sarà calvo e caldo ancora per molto!

Per poi concludere: “Pur coscienti della criticità del momento, dal punto di vista della sicurezza, ci auguriamo che l’amministrazione contrasti la psicosi che sembra essersi impossessata dei cittadini e pensi ad un’azione di ripristino dell’efficienza del verde e nuove piantumazioni. C’è bisogno, inoltre, di un serio e rigoroso piano del verde per la nostra città ed è quello che la nostra associazione farà, con l’aiuto di chi non vuole stare ad osservare senza agire contro quest’ennesima offesa.”

Legambiente e l’esposto ai Carabinieri forestali

Se gli esponenti del WWF sono stati i primi a intervenire, l’azione più incisiva, sul tema, viene però da un’altra associazione ambientalista: Legambiente. Il Circolo, infatti, passa direttamente alle “maniere forti” e non solo invia un’esposto ai Carabinieri forestali, ma si prepara anche per l’accesso agli atti del Comune di Terracina, per avere visione delle autorizzazioni, dei pareri necessari e dei piani di compensazione.

Terracina è una città estremamente carente in tema di Verde Urbano, visto che, storicamente, lo sviluppo urbanistico della Città, nel dopoguerra, pur prevedendo inizialmente nel Piano Regolatore Generale alcune aree dedicate al verde, le stesse sono state poi sacrificate in nome di uno sviluppo urbanistico selvaggio e poco armonico.

A questo si aggiunge – sottolinea Anna Giannetti, presidente del Circolo locale di Legambiente e consigliere nazionale dell’associazione – anche la gravissima mancanza di un Piano e di un Regolamento del Verde Urbano, coerenti con le “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” prodotte nel 2017 dal Ministero dell’Ambiente.”

Per questo, evidenziano da Legambiente: “Gli abbattimenti non possono essere sostitutivi di una corretta manutenzione, di una regolare potatura, con lo sfoltimento e il diradamento interno, e una corretta azione di contenimento delle radici e non possono essere alternativi ad una piantumazione di altri filari di alberi, in modo da creare una barriera frangivento resiliente.”

Per cui: “È davvero sorprendente che, dopo tre anni di insistenza sulle criticità relative al verde urbano e, dopo che il nostro Circolo ha prodotto rapporti provvisti di dati validati e aver invitato la Amministrazione a munirsi di un Piano e Regolamento per il Verde Urbano, quella stessa Amministrazione continui pervicacemente nella sconsiderata politica degli abbattimenti di massa, procedendo per somma urgenza, come in un delirio collettivo, senza aver operato una corretta manutenzione preventiva degli alberi o un corretto contenimento delle radici, senza aver previsto un piano graduale di rimpiazzo delle piante più vecchie e pericolanti, senza dare contezza delle modalità di verifica delle condizioni statiche e di salute delle piante interessate agli abbattimenti e senza rendere pubbliche le autorizzazioni necessarie.”

Una reazione sorprendente quella dell’amministrazione terracinese, certo, ma che non ha trovato impreparati i vertici del Circolo cittadino di Legambiente che, infatti, si dice pronto a “verificare la presenza e validità delle autorizzazioni e visionare gli allegati con le relazioni tecniche in merito alle avvenute manutenzioni periodiche, eventuali patologie o alle criticità statiche rilevate.” E che, proprio per questo “Abbiamo provveduto quindi contestualmente ad inoltrare un esposto al Comando Provinciale Dei Carabinieri Forestali, chiedendo controlli e approfondimenti su quanto sta accadendo sul territorio comunale.”

Non solo. Da Legambiente concludono chiedendo che “il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) finalmente approvato dal nostro Comune, ma purtroppo ancora privo della componente di gestione del rischio climatico, sia tempestivamente integrato anche con azioni che riguardano il rischio climatico, e che sia redatto un piano locale di adattamento ai cambiamenti climatici (PACC) con evidenza delle risorse economiche dedicate alle azioni di mitigazione del rischio anche attraverso le cosiddette infrastrutture verdi, con una tempistica certa del loro completamento.”