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Roma vs Juventus le pagelle de il Faro online: Zaniolo stagione finita, Diawara e Pau Lopez belle conferme

Rimane indigesta a Mister Fonseca anche l'altra faccia di Torino. Partita gettata al vento grazie ad inutili regali giallorossi.

Roma – Ancora mentalmente ingarbugliati dalla brutta prestazione col Toro, la Roma si conferma masochista. Ed ecco il secondo enorme passo indietro (clicca qui). Una partita che da sola da motivazioni ai giocatori, aveva detto Mister Fonseca in conferenza stampa, ma evidente mente qualcuno a fatto tardi a rimettere a posto il gain della concentrazione. Impossibile fare regali alla Juve senza pensare che non ne approfItti. Ecco spiegati i primi 10 minuti di totale abulia giocati da pugile suonato, fino al suono della sveglia che ha portato ad un enorme dominio territoriale nel primo tempo e quasi totale al secondo. Ma i match non si vincono ai punti, come nella box, ma con i gol e per questo è evidente che la Roma debba fare una bella cura ricostituente. Petrachi se ci sei batti … almeno … un colpo  !

Pau Lopez, 6,5 – In una serata di normale amministrazione si esalta ben due volte con due paratone. Una su CR7, salvando la squadra dal possibile 3 a 0 e una su Higuain da un possibile 3 a 1. Anche se a gioco fermo, il gesto atletico e felino rimane. Meglio così vista la non lucidissima Guida della partita.. Fa il suo dovere e si conferma affidabile.

Alessandro Florenzi, 5 – Non fa una partita da Capitano. Lucido a sprazzi ma quasi mai incisivo. Ci prova generosità a fare sovrannumero a centrocampo ma non è fortunato negli assist per i compagni d’attacco. Un paio di tentativi di tiro al volo sprecati perché senza l’opportuna convinzione. Verso i minuti finali si prende un inutile giallo che, in quanto diffidato, lo fermerà con la partita col Genoa. Diligente ma mai incisivo.

Chris Smalling, 6 – Partenza in sordina. E’ risucchiato dallo stordimento iniziale di tutto il reparto difensivo. Non è il solito protagonista che fino alla 17ma giornata e molto spesso in condominio con Mancini, della difesa giallorossa ne era assoluto padrone. Verso la metà del primo tempo e poi per il resto della partita se lo ricorda ridando una certa quadratura al reparto difensivo. Non deve fare più regali..

Gianluca Mancini, 6 – Stesso giudizio del compagno di reparto Smalling. Accenna qualche tentativo in attacco senza fortuna. Poco brillante.

Aleksandar Kolarov, 4,5 – Gioca sempre e ne risente la condizione atletica e mentale tanto da non inquadrare mai la porta non sfruttando così le tre quattro palle da fermo, anche in posizioni allettanti per la suo battuta. Quasi tutti i tentativi di assist verso il centro dell’area di rigore gli vengono murati in quanto perde  troppo tempo per la preparazione del cross, consentendo sempre al difensore la chiusura degli spazi. A dieci minuti dalla fine colpisce di testa in posizione straordinaria per segnare ma praticamente fa un passaggio a Coso. Diffidato, prende un giallo che almeno avrà l’utilità di farlo rifiatare. Partita incolore all’indomani della firma del rinnovo del contratto. Troppo spesso assente.

Amadou Diawara, 7 – Ancora una volta il migliore dei suoi. Dedizione alla causa commovente. Solo verso il finale e dopo aver macinato chilometri perde un pochino di lucidità nei passaggi, ma i compagni lo cercano e questo lo rende pedina fondamentale del centrocampo. 11 Diawara.

Jordan Veretout, 5 – E’ cotto a puntino perché non puoi nei primi dieci minuti effettuare l’erroraccio fatale pagato col rigore per i bianconeri. Appannato, affannato, gioca sempre. Altra vittima della rosa ristretta. AL 20′ del secondo tempo viene sostituito da Cristante. Deve riposare.

Nicolò Zaniolo, 10 – Fino al momento dell’infortunio è stato di certo il migliore in assoluto spaziando dall’esterno destro all’accentramento in fase d’attacco. L’azione che si concluderà con l’incidente è da Toro Scatenato dove, prendendo la palla dalla propria area, con due tocchi e due finte fa fuori tutto il centro campo juventino fino alla micidiale forbice De Light Rabiot che gli è costato il crociato. È sostituito da Ünder. Nico, tornerai più forte di prima.

Lorenzo Pellegrini, 5,5 – Stanco. Sembra preoccupato perché qualcuno gli ha messo in testa che deve segnare di più e sembra, quindi, divertirsi meno. E’ lucido a sprazzi e di sicuro non lo è in un paio di conclusioni verso la porte non degne del suo piede. Anche domenica, se giocherà, scenderà in campo da diffidato. Non al suo livello.

Diego Perotti, 6,5 – Voglioso, corre molto, si propone in attacco ma si scontra con il muro a linee alterne dei centrocampisti e difensori juventini che mettono in pratica un interessante modello di catenaccio anni 2000. Perfetta l’esecuzione del rigore.  Al 80’ è sostituito da Kalinic. Più dinamico.

Edin Dzeko, 5 – Stanco, ma non si tira mai indietro. La verità è che era troppo solo contro tutta la difesa bianconera. Nel secondo tempo, con un bella giravolta, colpisce piena la base del palo alla destra di Coso. Serve un compagno di reparto, non solo un sostituto. Comunque presente.

Cengiz Ünder, 4,5 – Entra a freddo per sostituire Zaniolo. In questo momento non sembra essere utile alla causa giallorossa. Deve svegliarsi per riconquistarsi il posto che ora si contenderà con Kluivert non appena quest’ultimo sarà di nuovo disponibile. Altra occasione sprecata.

Brian Cristante, 6 – Rileva al 20′ del secondo tempo un Veretout con la lingua di fuori. Segnali incoraggianti anche se anche lui fallisce una buona occasione spedendo alto oltre la traversa, un pallone molto invitante. Bentornato

Nikola Kalinic, 5,5 – Entra in campo al 81’ in sostituzione di Perotti e un minuto dopo prende un giallo per un atto di stizza per un fallo, a suo dire inesistente, sanzionato dall’arbitro. Ogni volta che è entrato non ha mai convinto ma, onestamente, bisognerebbe iniziare a dargli almeno un intero tempo per metterlo alla prova in modo più convincente. Deve conquistarsi la permanenza in squadra.

Paulo Fonseca, 5 – Dal secondo schiaffone della Juve, fino alla fine della partita, non c’è stata storia. Dominio territoriale chiaro e costante. Nel secondo tempo anche arrembante. Detto questo non si può dire che la squadra non abbia seguito i dettami del proprio Mister. Ma non può bastare per la sufficienza. Con la Juve è sempre, troppo, una partita diversa per questo sono inconcepibili i minuti iniziali di assenza totale dei propri uomini. Impensabile che questi avversari non potessero approfittare dei due regali romanisti. E’ evidente che non basta lavorare sulla testa dei proprio giocatori per averli concentrati tutti i 90 minuti. Ora bisogna lavorare per tenerli concentrati almeno mezz’ora prima dell’inizio della partita fino al 100′ minuto. Recidivo.

 

(Il Faro Online)