Seguici su

Cerca nel sito

Focus-Cds e associazione “Io Noi” di Fiumicino, al via i progetti di Servizio Civile Universale 2020

Vincenzo Taurino: "Siamo davvero contenti di poter dare l’opportunità ai giovani di questo territorio di una crescita personale basata sull’impegno quotidiano per l’Altro"

Fiumicino – Molti sono i giovani che dal 15 gennaio 2020 hanno iniziato un percorso annuale che li porterà ad essere protagonisti di progetti di varia natura, dall’assistenza sociale alla protezione ambientale, dalla partecipazione civica alla tutela dei diritti, inquadrati nell’istituto del Servizio Civile Universale.

Tra di loro anche Consuelo Bartolucci e Daniele Quilli che grazie a Focus-Casa Dei Diritti Sociali in collaborazione per il territorio di Fiumicino con l’associazione di volontariato “Io, Noi” saranno impegnati, 25 ore a settimana, per un anno, in due progetti “storici”: la scuola popolare di italiano per stranieri e la tutela dei diritti e advocacy per le fasce svantaggiate della popolazione.

“Siamo davvero contenti di poter dare da molti anni l’opportunità ai giovani di questo territorio di una crescita personale basata sull’impegno quotidiano per l’Altro e su una formazione ai valori – dice Vincenzo Taurino, presidente di “Io, Noi” che per primo nel Comune di Fiumicino ha reso possibile la nascita di una sede di attuazione di Servizio Civile – un’opportunità che è anche un bisogno espresso da questi giovani, confermato dall’aumento delle richieste per il bando di quest’anno presso la nostra sede”.

Ma chi sono queste ragazze e ragazzi, come Consuelo e Daniele? Ora li chiamano “operatori volontari di servizio civile” e hanno come scopo statutario, sancito dallo Stato, la “difesa non armata e nonviolenta della Patria”.

Uno scopo che viene da lontano quando un altro giovane come loro, un Pietro Pinna poco più che ventenne nel 1948, dopo una maturazione interiore decise di esprimere pubblicamente all’autorità militare il suo rifiuto di prestare il servizio dell’uccisione militare e di collaborare al male della guerra. Era il 7 febbraio del 1949 quando il suo gesto di rifiuto, basato sulle ragioni della nonviolenza, divenne atto ufficiale perseguibile dai tribunali militari e gli costò anni di carcere. Da qui iniziò in Italia la storia dell’obiezione di coscienza che vide in prima linea impegnato il filosofo Aldo Capitini che in seguito, proprio con Pinna, fondò il Movimento Nonviolento.

Il sacrificio personale di Pinna non fu vano: contribuì ad affermare che il dovere di difesa, solennemente sancito anche dall’art.52 della Costituzione italiana, deve poter essere adempiuto anche senza inquadramento nell’esercito, uso di armi e legittimazione della violenza: il servizio civile, alternativo alla leva militare, nascerà proprio grazie al dibattito pubblico e parlamentare sull’obiezione di coscienza di tanti ragazzi che non intendevano partecipare alla preparazione, anche solo teorica, delle guerre e che erano pronti a pagare di persona le conseguenze della propria scelta.

L’istituto del servizio civile è sopravvissuto alle tante riforme, alla sospensione della coscrizione obbligatoria, ed è ora inquadrato nella cornice di un’universalità che aspetta ancora le risorse adeguate per essere pienamente raggiunta. E per dare a tutti i giovani che lo richiedano, come Consuelo e Daniele, la possibilità di misurarsi con sé stessi e crescere con e per gli altri, affermando la propria scelta contro la guerra e per la nonviolenza.

(Il Faro online)