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Mola tra movida e “disturbo” della quiete pubblica: la protesta dei residenti

Mola, negli ultimi anni, è diventata il cuore pulsante della movida notturna dei formiani. Ma, per i residenti, quella musica così alta è insopportabile.

Formia – “Rumore, rumore, non mi sento sicura” cantava Raffaella Carrà negli anni “70, ed è anche ciò che “cantano” i residenti di Mola nella loro protesta, stanchi, ormai della situazione che si è venuta a creare in quello che è uno dei rioni storici della città di Formia.

Il quartiere, infatti, negli ultimi anni è diventato il cuore pulsante della movida nostrana, specialmente nella zona di Largo Paone e via Abate Tosti, scatenando, alla fine, una sorta di braccio di ferro tra i residenti – che, spesso, devono convivere con la musica alta fino a tarda notte e con la difficoltà di entrare/ uscire dalle proprie abitazioni, considerando il caos della viabilità -, i commercianti – che, comunque, cercano di tutelare i propri interessi economici rendendo il rione sempre più attrattivo – e il Comune, che, volente o nolente, in qualità di “arbitro”, deve controllare che tutti rispettono le “regole” del vivere civile.

Proprio per questo, nei giorni scorsi, il Municipio di via Vitruvio ha deciso di prendere provvedimenti e rimuovere le ormai “famose” fiorire di Mola, che tanto avevano causato disagi in materia di viabilità e parcheggi. Ma questo, per i residenti di Mola, non basta. Quella musica, di notte, per loro diventa solo rumore, un rumore insopportabile, tanto che, lo scorso sabato notte sono scesi in strada per far sentire le proprie ragioni.

La soluzione? L’adozione di un piano acustico, una cui bozza era stata redatta dalla passata amministrazione, ma mai realmente approvata. Sul tema è intervenuto anche Giovanni Orlandi, presindente della Confcommercio Formia, che ha fatto sapere: “Si devono prendere delle decisioni in merito anche al piano acustico per permettere, nel rispetto di tutti, di animare la città e i litorali e di dare certezze agli operatori della movida, in modo che possano strutturare i propri impianti acustici su regole definitive nel rispetto dei cittadini e per una qualità del servizio.” Sottolineando anche come, più volte, la stessa Confcommercio abbia portato all’attenzione del Sindaco e degli assessori competenti delle proposte in materia.

Intanto, perché Mola la smetta di essere divisa tra la necessità di fare movida e il bisogno di quiete pubblica reclamato a gran voce dai residenti, bisognerà che le commissioni si mettano al lavoro quanto prima per riorganizzare la vita di un quartiere che merita di ritrovare la propria serenità.

(Il Faro on line)