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Bimbi salvi grazie alla decisione del Sindaco: il “veleno” nelle scuole di Sabaudia poteva essere pericoloso

Pur non avendo effettuato analisi sui bambini, i consulenti avrebbero spiegato che lo "scampato" pericolo è dimostrabile attraverso l'assenza di tutta una serie di sintomi

Sabaudia – Un piccolo lieto fine per i bambini che, a settembre 2019, andavano a scuola nei plessi poi risultati contaminati  dal clorpirifos metile. Fortunatamente, infatti, la loro salute, come quella degli insegnanti e degli operatori scolastici non è stata compromessa. A “salvarli” la tempestiva decisione del sindaco di Sabaudia, Giada Gervasi di chiudere le scuole.  Il “veleno”, infatti, poteva effettivamente essere pericoloso.

Pur non avendo effettuato analisi sui bambini, i due consulenti avrebbero spiegato che lo “scampato” pericolo è dimostrabile attraverso l’assenza di tutta una serie di sintomi, tra cui: dermatiti da contatto, sonnolenza o vertigini. E, addirittura, in caso di esposizione prolungata anche danni più gravi. Gli alunni di Sabaudia, invece, non hanno provato malessere, né risultano certificati interventi del Pronto soccorso in tal senso.

Ricordiamo che, a depositare formalmente la perizia, lo scorso 21 gennaio,  durante l’incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Molfese, sono stati i medici Giuseppe Alessio Messano e Pasquale Avino.

Presenti in aula anche il difensore dell’unico indagato, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, e il legale che assiste il Comune di Sabaudia, Gianni Lauretti. Depositata, intanto, anche la perizia richiesta dal pubblico ministero Carlo Lasperanza e elaborata dal dottor Chiarucci. A breve, infine, sarà consegnata anche la perizia richiesta dalla difesa.

(Il Faro on line)