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Morte di Kobe Bryant, da Federica Pellegrini a Francesco Totti. Lo sport piange il Mito

Stanno riempiendo il web i post e i messaggi dei campioni dello sport italiano e non solo. Tutti sentono il desiderio di testimoniare un ricordo personale e scrivere un semplice saluto

Ogni bambino, ogni bambina. Ogni ragazzo, ogni ragazza lo sognavano. Volevano diventare come Kobe Bryant. E non solo sul parquet. Il mito della pallacanestro, scomparso alcune ore fa in California, era seguito da milioni di adolescenti in tutto il mondo e preso da esempio da tantissimi atleti in tutto il globo.

Kobe morto in elicottero insieme alla figlia Gianna Maria

Si fa particolarmente acceso allora il dolore, dopo la tragica notizia. Morto in un incidente di elicottero (leggi qui), insieme alla figlia Gianna Maria di 13 anni e con un giocatore di basket e suo padre, come riporta la Espn, il campionissimo del canestro americano e mondiale lascia un brivido enorme. Un vuoto smisurabile. Una incredulità concreta che sta riempiendo, in parole e sentimenti, il web. Dai personaggi famosi, passando ai semplici tifosi, fino ad arrivare a chi seguiva le sue vicende, anche nel post carriera, stanno lasciando un loro personale ricordo. Un messaggio sentito, ferito dalla tragedia avvenuta negli Stati Uniti. Si è schiantato in elicottero sulle colline di Calabasas, una cittadina nella contea di Los Angeles, andando via per sempre, dal suo mondo dello sport e della pallacanestro.

Tra i miti della pallacanestro mondiale. Il ricordo di Lebron James

Uno dei grandi. Uno dei migliori. Uno di quegli dei che l’Nba sforna e a cui si guarda e non si crede possibile possa esistere un talento sportivo di quel genere. Ma Bryant lo era e apparteneva alla schiera dei miti. Larry Bird, Magic Johnson, Karrem Albdu Jabar. E poi lui. E per ultimo anche Lebron James. Erede di Kobe nei Los Angels Laker, con cui il mito scomparso si era congratulato lo scorso 26 gennaio per aver superato il record di punti segnati: “Ricordo una cosa che ha detto – dice uno scosso Lebronse vuoi essere bravo in questo, o vuoi essere uno dei grandi, devi lavorare. Non c’è nessuna sostituzione per il lavoro. Aveva zero difetti dal punto di vista offensivo. Zero. Ti tiravi indietro rispetto a lui, lui poteva tirare da tre. Lo incastravi un po’, poteva aggirarti. Poteva sparare da una distanza media. Poteva giocare nel post. Poteva segnare i tiri liberi. Era semplicemente immortale dal punto di vista offensivo per le sue abilità e la sua etica del lavoro”.

Le reazioni e il ricordo. Da Donald Trump a Federica Pellegrini

Tutti stanno rendendo omaggio al dio del basket. Anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, lo fa. Su Twitter scrive: “Dalle notizie che arrivano, il grande del basket Kobe Bryant e altre tre persone sono rimaste uccise in un incidente in elicottero in California. Questa è una notizia terribile!​​​”. Dan Peterson, storico coach della pallacanestro americana: “Non riesco a crederci, morire a 41 anni è una cosa inaccettabile. Rifiutiamo notizie come questa. A parte la sua grandezza come giocatore posso dire che era molto legato e riconoscente all’Italia dove aveva appreso l’impostazione del basket e imparato i fondamentali”. Il campione olimpico di canottaggio Simone Venier scrive su Facebook: “Tu ammiravi la cerimonia olimpica, io ammiravo te..incredibile. Tu sei una leggenda Kobe. E le Leggende non muoiono. RIP”. Come lui anche Felice Mariani, ex medaglia d’oro del judo alle Olimpiadi, ora senatore della Repubblica, scrive: “E’ morto un campione straordinario del Basket di tutti i tempi. Una notizia sconvolgente, che ha lasciato tutti sgomenti.  Addio Kobe, grazie di tutto per le grandi emozioni che ci hai regalato”.

La campionessa olimpica di nuoto Federica Pellegrini su instagram: “Io… non ci voglio credere….. ditemi che non è vero!! Che non può finire tutto così!!#kobebryant RIP”. Il pluricampione mondiale di nuoto paralimpico Simone Barlaam: “Faccio fatica a credere a ciò che ho appena letto, non voglio crederci… Sei stato una continua ispirazione per la tua etica del lavoro e per la persona che eri. Riposa in pace Kobe”. Anche Gianmarco Tamberi, campione europeo e mondiale  di salto in alto, appassionato di basket, scrive su Facebook: “Non ti dimenticheremo mai, giuro, mai!”. Il bronzo di Rio 2016 nel due senza Marco Di Costanzo: “Kobe Grazie!!! Le leggende non muoiono mai!!!”. Andrew Howe: “Sarai sempre nei nostri cuori”. Il campione del mondo del Settebello di pallanuoto Niccolò Gitto scrive: “Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato nel nostro piccolo a tirare come te, a schiacciare come te, ad essere te…. rimarrai la nostra #leggenda”. La squadra di pallacanestro lidense degli Ostia Warriors: “No. No. No. E’ caduto un elicottero nei pressi di Los Angeles. Le cinque persone a bordo sarebbero tutte decedute. Tra i passeggeri c’era anche Kobe Bryant. La notizia è stata confermata dai principali mass media americani. 41 anni. Lascia la moglie e quattro figlie. Colui che ha imparato a giocare a basket in Italia. Colui che ha fatto sognare almeno due generazioni di tifosi. Un Campione, una leggenda, un’icona, un padre, un marito. Ciao Kobe”. Le Stelle Marine Basket scrivono: “Il nostro pensiero va al grande campione, uno dei simboli più amati di questo sport. Ma anche alla sua bambina e a tutte le vittime di questa incredibile tragedia. R.I.P. all of you“. Francesco Totti posta una foto con Kobe, a cui stringe la mano, e scrive: “Onorato di averti conosciuto”. Usain Bolt, il primatista mondiale dei 100 e 200 metri e pluricampione olimpico scrive su instagram, postando un foto che li ritrae insieme: “Ancora non riesco a crederci“.

Il ricordo del basket mondiale. Belinelli e Meneghin

Il campione di basket Marco Belinelli, giocatore della stessa Nba scrive: «Non può essere vero. Sei il mio eroe”. Danilo Gallinari, dirigente da anni dell’Nba ed ex giocatore italiano: “Sono sconvolto”. Dino Meneghin, mito del basket azzurro dice: “Una  tragedia. Era un giovane e grande campione. L’ho conosciuto a metà degli anni ’90 quando venne a Milano. Lo portai a visitare la città. Era un vero professionista. Serio. E parlava italiano. Suo padre giocò nel nostro campionato. Era gentile, semplice. Una persona a modo. E’ un vero peccato. Esempio per tutti i giovani”.

Non si placano le parole. Come un fiume in piena il mondo dello sport lo ricorda. Era una persona semplice Kobe. Cresciuto in Italia quando suo padre John era un cestista nel campionato italiano. Molto legato per questo alla città di Reggio Emilia. Amico di tanti campioni italiani, che stanno postando foto e messaggi particolarmente affettuosi. Per sempre nel cuore Bryant. Ci sarà sempre un volo verso il canestro, un volo di vita, un volo di valori. Un volo per sognare e staccarsi da terra, lontano dal dolore. Tutti hanno preso da esempio il campione americano e ora, probabilmente, lo faranno ancora di più. Addio Kobe. E grazie per il sogno del mito e dello sport pulito.

(Il Faro on line)