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Terracina, ecco il terzo “Rapporto ecosistema urbano 2019” di Legambiente

Il Rapporto è basato su alcuni degli indicatori che Legambiente, assieme ad Ambiente Italia e a “Il Sole 24 Ore”, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani.

Terracina – Lo scorso 25 gennaio Legambiente Terracina ha presentato la terza edizione del “Rapporto ecosistema urbano.” Un rapporto che, il Dipartimento Scientifico del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, diretto dall’ingegnere Gabriele Subiaco, ha elaborato, è basato su alcuni degli indicatori che Legambiente, assieme ad Ambiente Italia e a “Il Sole 24 Ore”, ogni anno pubblica per i capoluoghi di provincia italiani all’interno del Rapporto Nazionale Ecosistema Urbano, Rapporto Nazionale 2019 che è stato presentato in tutte le sue articolazioni da Mirko Laurenti, Referente Legambiente Nazionale per il Rapporto Ecosistema Urbano, presente all’evento.

Durante la presentazione del Rapporto, l’ingegner Subiaco, vicepresidente del Circolo e responsabile scientifico, autore dello studio, ha illustrato il quadro che emerge per Terracina, confrontata con analoghe città italiane, che è sicuramente di luci e ombre:

Qualità dell’aria

Buona la qualità dell’aria (biossido di azoto, ozono e polveri sottili) anche se il PM10 è leggermente superiore alla media di riferimento ed i valori relativi sia al PM10 che al PM2,5 risultano comunque superiori ai limiti stabiliti dal OMS (organizzazione Mondiale della Sanità). I dati andrebbero meglio consolidati predisponendo centraline di misura fisse o aumentando il numero e la frequenza delle campagne di misura, soprattutto per la rilevazione dell’ozono nel periodo estivo e delle polveri sottili nel periodo invernale.

Qualità dell’acqua e del sistema idrico

Ottimo il consumo idrico pro-capite (107,5 litri/giornalieri ad abitante), ma occorre investire di più sulle nuove tecnologie, sulla manutenzione straordinaria e sulla qualità della rete di distribuzione dell’acqua per usi civili, industriali e agricoli, per contenere la dispersione idrica molto elevata (siamo al 70%), con un dato che addirittura peggiora negli anni, e ampliare la raccolta della rete fognaria da cui resta fuori una fetta ancora non marginale (13%) di popolazione, tenendo sotto controllo gli adeguamenti tariffari (+11% dal 2014 al 2018), la morosità e l’abusivismo degli allacci. Occorre una grossa spinta sugli investimenti pubblici per l’ammodernamento della rete idrica, che non possono essere sostenuti solo dalla tariffa. Vanno diffuse le buone pratiche di recupero e riuso delle acque (meteoriche, grigie, etc.). L’analisi della qualità delle acque superficiali va estesa ai possibili inquinanti derivanti dall’uso intensivo dei prodotti chimici in agricoltura.

Rifiuti

Siamo sulla buona strada relativamente alla raccolta differenziata (72,11%) (che conferma anche nel 2018 Terracina nella classifica dei Comuni Ricicloni del Lazio di Legambiente che quest’anno sono diventati 127) ma occorre fare più attenzione sia alla produzione pro-capite di rifiuti che alla produzione pro-capite della costosa e inquinante frazione indifferenziata, con la prima in aumento da due anni e la seconda che diminuisce leggermente quest’anno (147 Kg/pro-capite), rispetto all’anno precedente, ma ancora molto lontana dai migliori Comuni. È necessario, inoltre, ottimizzare i costi di gestione del servizio (più elevati della media nazionale), anche per poter ridurre significativamente (e non solo di qualche euro) la Tari, applicando al più presto la Tariffa puntuale che premia chi fa bene la raccolta differenziata e che sarà obbligatoria nel Lazio dal 2020.

Particolarmente importante, è l’indicatore di produzione della Plastica differenziata (18,86 KG/abitante anno) ancora lontano dalla soglia dei 10 KG/pro-capite che determina l’ingresso nella classifica dei Comuni #plasticfree premiati da Legambiente. Segnaliamo anche una interessante buona pratica con l’utilizzo della App mobile denominata Junker, completamente personalizzata per il territorio, che supporta il riconoscimento e la corretta classificazione dei rifiuti e le segnalazioni di rifiuti abbandonati, ma che dovrebbe essere maggiormente conosciuta e diffusa.

Mobilità

Ancora troppe le auto nella nostra Città (siamo saliti addirittura dal 59,25 ogni 100 abitanti del 2017 al 60,69 del 2018), e continua ad essere molto scarsa la domanda di trasporto pubblico locale (5,21 viaggi ad abitante annui rispetto ad una media delle città confrontabili di 31,8), addirittura in diminuzione rispetto al 2017. Questo indicatore mostra uno scarsissimo utilizzo del TPL (trasporto pubblico locale) che va sicuramente promosso con campagne mirate di comunicazione e sensibilizzazione, limitando l’uso dell’auto privata, considerata anche la vocazione turistica della nostra città.

L’offerta del trasporto pubblico locale (9,71 km/vettura ad abitante rispetto ad una media delle città confrontabili di 20,2), seppur sotto la media, risulta comunque adeguata al grado di utilizzo del servizio. Segnaliamo anche la buona pratica dell’utilizzo di una moderna app mobile di infomobilita’ su piattaforma MOOVIT, che permette di monitorare l’arrivo e la partenza degli autobus alle fermate, che dovrebbe incentivare l’utilizzo del servizio, riducendo i tempi di attesa, ma che dovrebbe essere maggiormente conosciuta e diffusa nella popolazione.

La mobilità ciclabile va invece migliorata ,riqualificando le piste ciclabili esistenti e utilizzabili in sicurezza (7,5 Km complessivi) e creando nuove piste integrate nei flussi di spostamento reale delle persone casa-scuola-lavoro, ma resta ancora fortemente penalizzata la mobilità lenta (soprattutto pedonale) con poche isole pedonali, e assenza completa di ZTL, zone 20 e zone 30. Sono poi completamente assenti i servizi di green mobility come car sharing, car pooling, bike sharing. Importante poi dotarsi finalmente del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che deve scaturire da una progettazione partecipata con tutti i portatori di interesse, per una pianificazione della mobilità cittadina ispirata a moderni criteri europei.

Verde urbano

Gli indicatori di Verde Urbano per Terracina (verde pubblico disponibile, verde urbano fruibile, densità degli alberi in città, aree dedicate a orti urbani e sociali, superficie percorsa dal fuoco, strumenti di pianificazione come il Piano del Verde, Regolamento del Verde, Censimento del Verde, Catasto degli Alberi) sono molto carenti rispetto alla media delle città confrontabili. In particolare, l’estensione pro-capite di verde fruibile a Terracina che e’ di 4,7 mq/abitante contro una media di città confrontabili di ben 44 mq/abitante, un valore che è addirittura sotto il valore previsto dagli standard urbanistici che è di 9 mq/abitante, e questo è davvero molto critico per una città a vocazione turistica ma che sconta una storica carenza di Verde.

Devono essere adottati al più presto moderni strumenti di pianificazione e vanno aperte, curate, sistemate ed attrezzate le aree verdi esistenti e create nuove aree verdi in particolare nelle aree di recente crescita della densità urbanistica. Importante la buona gestione dei parchi, la riapertura dei Parchi chiusi e abbandonati, come recentemente avvenuto per il Parco del Montuno e del Parco della Fossata, come pure sviluppare progetti di forestazione urbana come quello da noi proposto denominato “Mosaico Verde” – deliberato dalla Amministrazione ma di fatto purtroppo non operativo –, assegnare gli spazi per gli orti urbani e sociali, e continuare a gestire con cura il rischio incendio per non ripetere i disastri anche del recente passato, e a tale proposito segnaliamo la buona pratica della nostra Amministrazione di aver creato, ormai da due anni, una rete di avvistamento antiincendio boschivo, coordinata dalla Protezione Civile e dalla Polizia Municipale, con il coinvolgimento di molte associazioni di diversa tipologia, tra le quali vi è anche il nostro Circolo. A Terracina infatti la Percentuale di superficie (boscata e non boscata) bruciata nel periodo 2012-2017 risulta pari al 3,61% con un totale di 492 ettari andati in fumo, oltre 2 volte la media nazionale che è del 1,55%.

Consumo di suolo

Il consumo di suolo alto (12,46%) va ridotto e regolamentato meglio anche con norme urbanistiche specifiche, va posta notevole attenzione al dissesto idrogeologico del territorio (frane e inondazioni) che interessa un terzo (32,29%) della superficie del nostro Comune, con migliaia di persone a rischio e al fenomeno dell’erosione costiera che impatta su oltre il 50% delle nostre coste basse mettendo a rischio un pezzo importante dell’economia balneare della nostra Città.

Vanno sviluppati progetti di recupero ambientale delle cave, avendo Terracina ben 6 cave sul proprio territorio contro una media di città confrontabili di soli 2,5, cave che deturpano fortemente il paesaggio della città e costituiscono un grave fattore di degrado ambientale. Inoltre, negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una progressiva diminuzione della superficie agricola utilizzata (SAU) che si è ridotta di oltre il 25% e questo è un dato molto critico per un Comune in cui l’agricoltura rappresenta un settore chiave dell’economia.

Energie rinnovabili

Il dato davvero basso del fotovoltaico installato nella nostra Città, (109 KW/1000 abitante contro una media nazionale di 333 KW/1000 abitante), dato che ci allontana inesorabilmente anche da altre città della nostra Provincia, ci dice che occorre iniziare con convinzione a pianificare, promuovere e sviluppare le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica, sfruttando le ottime condizioni di soleggiamento di cui gode la Città, partecipando ad iniziative importanti nazionali come Comuni Rinnovabili di Legambiente e aprendo uno Sportello dedicato all’energia.

Rileviamo la positiva novità del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), adottato a giugno del 2019 dal nostro Comune che va, però, integrato anche con le azioni relative all’adattamento ai Cambiamenti Climatici, più che mai necessarie, visto anche quanto amaramente sperimentato in questa Città il 29 ottobre del 2018. In tema di sostenibilità, occorre adeguare il Piano di Azioni di Agenda 21 locale, che risale al 2007, con obiettivi, azioni ed indicatori traguardando il 2030.

È necessario adeguare il Regolamento Edilizio con norme e misure che incentivino l’uso delle energie rinnovabili, l’efficienza energetica, il risparmio idrico, la tutela del suolo, rendendolo uno strumento fondamentale per rendere operativa e reale la conversione alla sostenibilità della Città.

Reati ambientali

I dati dell’illegalità ambientale nella provincia di Latina (10° posto nella classifica nazionale delle provincie italiane – Rapporto Ecomafia Legambiente 2019) relativi ai reati nel ciclo dei rifiuti, contro gli animali e la fauna, negli incendi boschivi e nel ciclo del cemento, testimoniano di una situazione che merita grande attenzione nell’azione di controllo e di repressione del fenomeno. Da quest’anno inizieremo come Circolo locale, un monitoraggio degli Ecoreati a Terracina, in collaborazione con tutte le Forze dell’Ordine come primo nucleo di guardie ambientali e zoofile volontarie di Legambiente della provincia.

A conclusione della presentazione sono stati sinteticamente illustrati a cura di Anna Giannetti, presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, i principali trend di tutti gli indicatori degli ultimi tre anni, riportando l’attenzione sulle maggiori criticità, soprattutto sul fronte dell’utilizzo delle energie rinnovabili, del trasporto pubblico locale e del verde urbano, con indicatori purtroppo o stazionari o in costante peggioramento, ma anche sulle buone pratiche messe in atto dalla Amministrazione negli ultimi tre anni.

La presentazione dei risultati e dei trend ha introdotto e stimolato il dibattito della Tavola Rotonda “Dai Dati e dalla Analisi alle Proposte”, moderata dall’onorevole Vincenzo Recchia, che ha visto la partecipazione del Consigliere Valentino Giuliani, in rappresentanza della Lega-Noi per Salvini, del Consigliere Patrizio Avelli, in rappresentanza di Fratelli d’Italia, del Segretario del Partito Democratico cittadino, Daniele Cervelloni e del Candidato Sindaco del Movimento 5 stelle Piero Vanni, focalizzata sulla risposta che la politica deve e può dare alle istanze sollevate dal Rapporto.

Sono state poste domande sia su come affrontare le mancanze evidenziate nel rapporto, sia su come impegnarsi nell’attuazione concreta delle soluzioni necessarie a rimuovere tali mancanze. Sono state affrontate da tutte le forze politiche le carenze in termini programmatici e la mancanza di moderni Piani, Regolamenti e Procedure che devono necessariamente sostanziare l’approccio alla sostenibilità, come quelli relativi alla mitigazione del rischio climatico e da dissesto idrogeologico, all’adozione delle energie rinnovabili e alla spinta all’efficientamento energetico, alla pianificazione di una migliore mobilità cittadina integrata, alla pianificazione e regolamentazione del verde urbano, alla riduzione del consumo di suolo, tenendo conto proprio delle carenze croniche in citta di aree pedonalizzate, di verde urbano fruibile cittadino e di utilizzo delle moderne tecnologie di efficientamento energetico e utilizzo delle energie rinnovabili.

“Tornando al tema della Sostenibilità, purtroppo non basta inserire il concetto nello Statuto Comunale come fatto recentemente a Terracina, oppure approvare delibere di indirizzo sui temi sostenibili, o approvare Piani che restano sulla carta o anche partecipare alle Settimane Europee (dei Rifiuti e della Mobilita’ sostenibile). Serve un Piano di Azione Sostenibile Aggiornato, serve adeguare Piani e Regolamenti, serve una responsabilità di esecuzione del Piano con stati di avanzamento e un Sistema di Indicatori che misuri l’efficacia delle azioni, come quello che da tre anni proponiamo noi con questo Rapporto annuale, che – conclude la nota – è apprezzato a livello nazionale e riconosciuto con il suo patrocinio anche da parte del Coordinamento Nazionale delle Agende 21 locali.”

(Il Faro on line)