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Violenza privata ed estorsione “con metodo mafioso”, 5 arresti a Latina: tra loro l’ex consigliera Cetrone

Le indagini costituiscono l’esito di un ulteriore approfondimento investigativo condotto circa le dichiarazioni di collaboratori di giustizia.

Latina – Questa mattina la Squadra Mobile di Latina ha dato esecuzione all’Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 28 Gennaio 2020 dal GIP del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma avanzata il giorno 9 Ottobre 2019, nei confronti Di Silvio Armando, detto Lallà, Di Silvio Gianluca Di Silvio Samuele, Pagliaroli Umberto e Cetrone Gina, indagati a vario titolo per estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata, reati aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini in questione costituiscono l’esito di un ulteriore approfondimento investigativo che questa Squadra Mobile sta conducendo, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia di Roma, circa le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Pugliese Renato e Riccardo Agostino.

In particolare, veniva ricostruito che nell’Aprile del 2016, Cetrone Gina e Pagliaroli Umberto, quali creditori nei confronti di un imprenditore di origini abruzzesi, in relazione a pregresse forniture di vetro effettuate dalla società Vetritalia Srl, società a loro riconducibile, richiedevano l’intervento di Di Silvio Samuele, Di Silvio Gianluca e Riccardo Agostino per la riscossione del credito in questione, previa autorizzazione di Di Silvio Amando detto “Lallà”, capo dell’associazione di stampo mafioso a lui riconducibile.

Nello specifico, Gina Cetrone e Umberto Pagliaroli dopo avere convocato l’imprenditore presso la loro abitazione, gli richiedevano il pagamento immediato della somma dovuta, impedendogli di andare via a bordo della sua macchina. In tale contesto, Cetrone e Pagliaroli lo costringevano ad attendere Riccardo Agostino, Di Silvio Samuele e Di Silvio Gianluca, i quali, una volta giunti, lo minacciavano, prospettando implicitamente conseguenze e ritorsioni violente nei confronti della sua persona o dei suoi beni.

In tal modo, gli stessi costringevano l’imprenditore a recarsi il giorno dopo in Banca, sotto la stretta sorveglianza di Riccardo Agostino, Di Silvio Samuele,Di Silvio Gianluca e Pagliaroli Umberto che lo attendevano fuori dall’istituto bancario, e ad effettuare un bonifico di 15.000 euro a favore della società Vetritalia Srl nonché a consegnare a loro “per il disturbo” la somma di 600 euro.

Nel medesimo contesto investigativo, era possibile riscontrare alcuni illeciti connessi a competizioni elettorali nella provincia di Latina.

In dettaglio, Riccardo Agostino e Pugliese Renato, proprio su determinazione di Cetrone Gina e Pagliaroli Umberto, costringevano addetti al servizio di affissione dei manifesti elettorali di altri candidati alle elezioni comunali di Terracina del Giugno 2016, ad omettere la copertura dei manifesti della candidata Gina Cetrone, costringendoli ad affiggere i propri manifesti solo in spazi e luoghi determinati, in modo che i manifesti di quest’ultima fossero più visibili degli altri.

Ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in tribunale, e che il sistema giudiziario italiano prevede tre gradi di giudizio e la presunzione di innocenza fino a sentenza

(Il Faro on line)