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Alessia Trost debutta a Udine: “Obiettivo Olimpiadi, ma non si trascura l’indoor”

Comincia la stagione dell’altista delle Fiamme Gialle. Ad Udine la pedana del cuore. Col cambio tecnico da novembre, il bronzo in sala del 2018 punta a fare sempre meglio

Udine – Parte da Udine la stagione di Alessia Trost. È la gara di esordio per l’azzurra che sarà in pedana mercoledì 29 gennaio al meeting indoor di salto in alto Udin Jump Development, nella seconda edizione dell’evento dedicato alla specialità.

La friulana di Pordenone, medaglia di bronzo ai Mondiali in sala del 2018, comincia il nuovo anno nella sua regione. Dall’inizio di novembre la 26enne delle Fiamme Gialle ha cambiato guida tecnica, per farsi seguire da Roberto Vanzillotta nell’impianto di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano.

“INDOOR DA NON TRASCURARE” – “Per il debutto – racconta Alessia Trost – sono soprattutto curiosa di vedere cosa succede. Credo di aver lavorato bene negli ultimi tre mesi. In modo diverso, perché trascorro più tempo in palestra, e variegato, con più elementi nella stessa seduta, cercando di far crescere la forza senza perdere elasticità e reattività, e ad esempio ho introdotto di nuovo i balzi in avanzamento. Ma tenendo l’occhio aperto sulla tecnica”. Si gareggia in inverno, per avere le prime risposte. “Il focus è sul mese di agosto, con le Olimpiadi e poi gli Europei. Però mi piacerebbe fare bene la stagione indoor e la sto preparando, anche perché non è così distante da quella all’aperto. Almeno quest’anno, non c’è una distinzione netta. Sempre con la consapevolezza del momento in cui ci si trova, ma non voglio trascurare l’attività in sala”.

“SINTONIA CON IL TECNICO” – Dopo tre anni trascorsi ad Ancona, con il coach Marco Tamberi, la decisione di cambiare. “È stato più semplice rispetto al trasferimento che avevo fatto tre anni fa, in quel caso da Pordenone, anche perché conoscevo già alcune persone. Mi trovo bene: ho preso casa a Monza e c’è una bella atmosfera al campo di Sesto, dove ho una compagna di allenamento come Teresa Maria Rossi. In passato avevo incrociato Roberto Vanzillotta a bordo pedana, perché era il tecnico di Chiara Vitobello con cui gareggiavo spesso nelle categorie giovanili, ma non lo conoscevo in modo particolare. Con lui c’è stata affinità da subito, nella vita quotidiana, e mi ha fatto piacere scoprirlo. Credo che abbiamo le stesse priorità e questo ci permette di lavorare con serenità e in trasparenza”.

“UDINE, LA PEDANA DEL CUORE” – “Quello di Udine è il mio palazzetto del cuore. È lì che ho iniziato a praticare l’atletica indoor, perché all’epoca non c’era ancora l’impianto a Pordenone. È lì che ho disputato le mie prime gare giovanili, come i 60 metri da cadetta. Ho un’immagine positiva di quella pedana, non solo per i risultati (1,98 nel gennaio 2013, ndr), e ci vado molto volentieri. Poi è un piacere gareggiare vicino casa e quindi condividere questo momento con le persone a cui voglio bene. A Udine il salto in alto è una specialità molto sentita, c’è una storia. Sono contenta che ci sia questa iniziativa, davvero meritevole. Può essere una bella occasione”.

(Il Faro on line)(foto@ansa)