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Ladispoli, il Pd: “Il Sindaco ripensi le soluzioni per i disabili della città”

"La gestione delle politiche sociali richiede sensibilità e concretezza e non scelte pasticciate"

Ladispoli – “I disabili di Ladispoli non sono figli di un dio minore ma cittadini con famiglie che meritano servizi adeguati a partire dagli edifici. Contestiamo le soluzioni proposte dal sindaco Grando in quanto insufficienti”, si legge in una nota diffusa dal circolo del Partito democratico di Ladispoli.

La struttura di via Genova – spiegano dal Pd – è di dimensioni ridotte: per il centro diurno per disabilità complesse servono almeno tre o quattro locali ampi, per la rotazione dei laboratori e delle attività e per il bando per il reperimento nuovi locali si rimanda ai posteri. Consigliamo a questa Amministrazione di fare un onorevole passo indietro e di restituire alla sua originaria destinazione una struttura destinata ad uno dei servizi più importanti per i disabili. Parliamo del ‘capannone’ nell’area artigianale che dovrebbe diventare la sede dei vigili urbani, a loro volta trasferiti dalla struttura da poco inaugurata, per fare posto al commissariato di polizia”.

“Ovviamente siamo felici dell’arrivo del commissariato, ma occorre trovare una sede alternativa: quel ‘capannone’ va lasciato ai disabili, perché oltre ad avere i requisiti idonei è un pezzo della storia di questa città solidale, che noi non vogliamo dimenticare. E a questo proposito facciamo un ripasso, rinfreschiamo la memoria di chi attualmente amministra la nostra città; ripasso che è anche una testimonianza di partecipazione e di dialogo con la comunità ladispolana: più di venti anni fa si tenne un Consiglio comunale che approvò all’unanimità la destinazione d’uso a servizi per disabili di un lotto dell’allora costituenda area artigianale. Quella decisione servì per chiedere all’Amministrazione regionale del tempo un finanziamento di circa 250 milioni di lire. Altri soldi li mise il Comune e partirono così i lavori. Fu una decisione bellissima che coinvolse la città al di là di ogni colore politico”.

Le famiglie dei disabili esultarono, la loro battaglia era andata a segno e vedevano concretizzarsi un sogno per i loro figli: un luogo grande, bello e attrezzato dove i diversamente abili avrebbero potuto trascorrere proficuamente il loro tempo – continuano -. Qualcuno di loro sognò anche che qualche ragazzo avrebbe potuto trovare nei capannoni artigianali, che nel frattempo sarebbero sorti, qualche piccolo lavoro. Questo venti anni fa. Poi il centro è stato completato con altri fondi messi in bilancio nel corso degli anni dal Comune. È un luogo importante perché rappresenta l’attenzione di una comunità per i suoi cittadini con maggiori difficoltà. Quei genitori, oggi anziani, non solo rivendicano la battaglia di allora ma con orgoglio ritengono di aver fatto una lotta giusta anche per gli altri ragazzi che negli anni hanno poi usufruito e avrebbero usufruito di quella struttura. Ora, senza nessun avviso, men che mai rassicurazione verso queste famiglie, il Sindaco decide, come in una partita a scacchi, i vari spostamenti creando preoccupazione e sconcerto. La gestione delle politiche sociali richiede sensibilità e concretezza e non scelte pasticciate che penalizzano anziché facilitare coloro che hanno bisogno di attenzione e di servizi pubblici adeguati”, concludono.

(Il Faro online)