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Sotto il segno della crisi: Celebrin lascia la maggioranza civica di Sabaudia

Celebrin: "I cittadini di Sabaudia hanno abbondanti indizi per stabilire chi dice la verità. Altro che democrazia, altro che movimento civico!”

Sabaudia – Per Sabaudia il 2020 pare essersi aperto sotto il segno della crisi politica. Dopo la notizia del  “patto” che il sindaco Gervasi sta cercando di stringere con le associazioni e i gruppi d’opposizione cittadini, che già aveva fatto discutere (leggi qui), una nuova vicenda sta tenendo banco nella città delle dune: le dimissioni di Massimo Celebrin.

Nei giorni scorsi, infatti, il consigliere della maggioranza civica, aveva preso carta e penna e chiesto la costituzione di un gruppo misto della maggioranza. Richiesta, che, però, con una lettera è stata prontamente respinta dalla stessa giunta, dai capigruppo e dai consiglieri suoi colleghi. Non solo. Il Sindaco, su proposta unanime dei Gruppi di Maggioranza, ha proceduto alla revoca immediata di tutte le deleghe a lui assegnate.

“Caro Massimo…”

“Caro Massimo, abbiamo letto sulla stampa le tue dichiarazioni in merito all’operato di questa Amministrazione, alle quali non ci sentiamo di dover replicare, se non facendoti notare che una persona corretta e onesta intellettualmente avrebbe prima cercato un vero confronto e poi dichiarato al gruppo la sua decisione. Non condivisibile ma legittima. Al contrario  tu hai preferito lasciare a noi la scelta sul tuo futuro, dimostrando la differenza fra chi ha una capacità di prendere una posizione e chi pensa solo a lamentarsi, lasciando ad altri l’onere di decidere cosa fare.

Dunque, come da te richiesto, la decisione la prendiamo noi. E sarà netta. Noi  – si legge nella lettera firmata dai conglieri e assessori di maggioranza – non ci nascondiamo dietro a un dito o, per usare tue parole, non vogliamo lasciarti da solo “aggrappato all’albero maestro”. Soprattutto dopo aver letto le tue dichiarazioni, che, nella riunione di ieri sera (successiva alla tua lettera e da noi convocata), ti sei ben visto dall’esternare. Pertanto, ti aiutiamo noi a trovare la tua collocazione su una barca.

Per quanto ci riguarda, abbiamo chiesto al Sindaco di ritirare immediatamente le tue deleghe e ti comunichiamo che non avvalleremo la tua richiesta. Una decisione inevitabile, perché, a nostro parere, non è coerente chiedere di stare in un gruppo di maggioranza quando non se ne condivide il modus operandi. Ragion per cui non daremo l’autorizzazione alla creazione di un Gruppo Misto di Maggioranza. Cosa cambierebbe un nuovo gruppo consiliare, quando si pensa che questa Amministrazione (quindi questa maggioranza) sta operando un “livellamento verso il basso”? La nostra decisione, pertanto, può essere solo in un senso. Questo.”

E ancora, si legge nella lettera: “Nessuno di noi abbandona la nave, né si è attaccato a un palo (o vi si è fatto legare per udire le sirene ammaliatrici), ma tutti uniti portiamo la nostra barca in un porto sicuro.”

Infine, conclude la nota: “Ricordandoti che nessun vento è buono per il marinaio che non sa in quale porto approdare, ci auguriamo che qualunque sia la tua nuova rotta, tu la possa percorrere nel modo più sereno possibile, con saggi e leali marinai.”

Celebrin: “Torno a casa, non mi interessa una poltrona qualunque”

Ma questa frattura, per alcuni inevitabile, sembra destinata a non arginarsi tanto facilmente. Tant’è che Celebrin non ci sta e replica alla lettera di quelli che, ormai, sono i suoi ex colleghi, facendo sapere: “Non posso occupare la posizione che ho scelto di occupare, torno a casa, non mi interessa una poltrona qualunque. È ridicola l’insinuazione che siate stati colti di sorpresa, quando il mio malumore è noto dentro e fuori palazzo da tempo, perché ho sempre chiesto e mai ottenuto spiegazioni in merito alle criticità del vostro operato.

È bene che si sappia che nella riunione che avete convocato, mi avete chiesto prima di rivedere la mia scelta di autonomia per poi concludere, una volta preso atto della mia risolutezza, che il mio peso politico non era poi così rilevante. Chiaramente. non ho registrazioni audio o video, è la mia parola contro la vostra, ma i cittadini hanno abbondanti indizi per stabilire chi dice la verità. Altro che democrazia, altro che movimento civico!

E ancora: “Potrei stare qui a scrivere sulle vostre incongruenze ma non ce n’è bisogno, il distacco tra quello che dite e quello che fate è sotto gli occhi di tutti. Chiunque abbia avuto a che fare, almeno una volta nella vita, con me sarebbe in grado di smontare punto per punto tutto quello che mi avete scritto con spavalda arroganza, non ho bisogno di difendermi, bluffate sapendo di bluffare.

Quando due mesi fa avete deciso di ripartire con la campagna elettorale, sono stato l’unico a non rinnovare la volontà di candidarmi, l’unico ad alzare la mano per dire che sarebbe stato meglio pensare a lavorare al programma, invece, che ad essere rieletti. Io ho mosso delle critiche alle vostre capacità amministrative e voi mi avete attaccato sul piano umano e personale. Ad ognuno il suo stile. Buon lavoro”.

Poi Celebrin fa un passo indietro e ringrazia i capo settore e i dipendenti del Comune che, per via delle sue deleghe – politiche inclusive e agroeconomia – lo hanno affiancato dopo le elezioni. “Insieme – spiega -abbiamo mappato tutte le barriere architettoniche della città grazie anche alla collaborazione di un’amica in carrozzina. Abbiamo realizzato, per la prima volta, tutti i documenti del Deco (marchio a denominazione comunale di origine) per etichettare i prodotti locali e del brand; partecipato alla seconda fiera più importante a livello mondiale del settore agricolo – lo scorso ottobre – abbiamo realizzato un bellissimo video di promozione del territorio con la partecipazione di vari imprenditori locali, un vero e proprio spot delle produzioni agricole e animali, firmato da video maker professionisti, che doveva essere diffuso con ogni mezzo (stampa, social, eventi ecc)”.

Infine, Celebrin conclude: “Grazie infine a tutti coloro che, in questi giorni, mi hanno rinnovato la loro stima, in pubblico e in privato. Ora torno a dedicare più tempo alla mia famiglia, ai miei amici, ai miei progetti personali, e mi sento leggero e positivo come solo le persone libere sanno essere”.

(Il Faro on line)