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Le Rubriche di Il Faro Online - Musica

Sanremo: la Lega ancora contro Junior Cally, Montino: “Diamogli fiducia”

Non si fermano le proteste contro la partecipazione del trapper di Focene al Festival della Canzone Italiana

Sanremo – La 70ma edizione del Festival della Canzone Italiana è, ancora prima di essere ufficialmente inaugurata, già da settimane oggetto di aspre polemiche (leggi qui). Dopo la controversa partecipazione di Rita Pavone e le discusse dichiarazioni di Amadeus, infatti, è venuto il turno di Junior Cally, il celebre trapper accusato di sessismo e volgarità per i testi di alcune sue vecchie canzoni (una su tutte, il brano “Strega” del 2017).

L’attacco della Lega

Anche il mondo della politica è intervenuto sulla vicenda: “Il ‘cantante’ che inneggia allo stupro e alla violenza nei confronti delle donne non chiede scusa a nessuno, anzi, ‘riscriverebbe i suoi testi tali e quali’. E questo signore salirà sul palco del Festival della musica italiana. Che schifo”, aveva commentato Matteo Salvini su Facebook.

Parole a cui fanno eco quelle della senatrice leghista Stefania Pulciarelli, presidente della Commissione per i Diritti Umani di Palazzo Madama: “Solo nell’ultima settimana sono morte sei donne vittime di femminicidio. L’ultima a Genova ha sconvolto l’intera Regione. A queste povere donne e alle loro famiglie il Paese deve almeno il rispetto dell’immenso dolore.

E’ inutile che Conte dica ai quattro venti di rendere più efficace il Codice rosso voluto dalla Lega se poi a Sanremo le canzoni proposte incitano allo stupro e al femmincidio. Si rispetti almeno il dolore. Non possiamo permettere, soprattutto in virtù di quello che è accaduto in questi giorni, che a Sanremo vengano proposti i testi di Junior Cally che incitano allo stupro e al femminicidio e che dovrebbero essere censurati in tutte le tv e a maggior ragione dalla Rai che ha una funzione pubblica”.

La replica di Junior Cally

Da parte sua, come riportato da Adnkronos, Junior Cally ha commentato dicendo che: “Non ho paura delle contestazioni. Affronterò con professionalità qualsiasi cosa accada, devo rispettare quel palco, la musica italiana, la canzone che porto. Io sono un cantante, non sono un politico: Salvini è un pesce grosso, quindi non credo di rispondere”. E, in effetti, ai pesci grossi dichiara di preferire le sardine. In un’intervista a Leggo aggiunge infatti: “Sardine tutta la vita“.

Che l’impegno politico non gli fosse estraneo, d’altronde, si capiva già dal testo del brano sanremese, e anche dall’invettiva contro i due Mattei della politica italiana: “Spero si capisca/che odio il razzista/che pensa al Paese/ma è meglio il mojito/e pure il liberista di centrosinistra/che perde partite/e rifonda il partito”. Ma alla domanda se stia con i 5 Stelle, il rapper risponde: “No, nemmeno con loro”. Per i pentastellati ha votato l’ultima volta. “Ma non lo rifarei mai”, aggiunge.

Parlando con tutti i giornalisti torna a ribadire di trovare “strano” che, nonostante la sua partecipazione al Festival fosse nota dal 31 dicembre e fosse stata annunciata in prima serata su Rai1 il 6 gennaio, “solo dopo gli ascolti dei brani per la stampa e la pubblicazione della famosa frase (che allude a Salvini e Renzi, ndr.) puntualmente sono uscite fuori le polemiche sul mio passato. Mi viene da pensare male”, sottolinea.

Racconta che nelle ultime settimane “il male più grande è stato quello psicologico. Siamo partiti da ‘chi è questo?’ a essere il nemico pubblico numero uno”.

Quanto al brano del 2017 finito nel mirino, il rapper dice: “Il linguaggio di ‘Strega’ non ha qualcosa di sbagliato, va capito. Chi non lo conosce deve cercare di capirlo. Non lo trovo assolutamente sbagliato. La canzone rappresenta uno spaccato di società, io sono contro la violenza di ogni tipo.

Se cominciamo a leggere le prime quattro righe, ci accorgiamo che è un elogio alla non violenza. Dico di non rispondere alla violenza con altra violenza ma con le parole”, prosegue Junior Cally, all’anagrafe Antonio Signore. “Purtroppo poi esiste pure quella parte lì, esistono delle ragazze che ti mandano certe foto su Instagram per ottenere un like o un follow“.

Il rapper non ci sta a passare come quello che scrive i testi sessisti e violenti: “Se noi andiamo ad aprire la mia discografia troviamo anche canzoni d’amore. Sono un ragazzo normale. Sono innamorato oggi e lo sono stato tante volte. Rispetto la donna assolutamente, io lì racconto una storia. Facciamo fiction, come esistono tanti film violenti, esiste il linguaggio violento anche nella musica”.

“Perché – chiede – non andate a sentire ‘Sigarette’ che parla d’amore così come ‘Capelli Rossi’ e che hanno avuto molti più streaming della canzone incriminata? Che tra l’altro non è mai stata distribuita discograficamente: è solo un video messo su YouTube all’inizio della mia carriera”, insiste. “Io sono venuto qua per cantare il mio brano, non vedo l’ora di cantare. Io ho portato quel brano e di quel brano bisognerà parlare dal momento che io salgo su quel palco. Polemiche? No grazie”.

Montino: “Antonio viene da una famiglia per bene”

“Ho letto l’intervista rilasciata oggi da Junior Cally in cui il giovane rapper di Focene dichiara di essere contrario alla violenza”, ha dichiarato il sindaco Esterino Montino. “Certo, le parole di quella canzone all’origine di tutta la polemica che lo ha visto coinvolto, non sono in alcun modo condivisibili – prosegue il Sindaco -, men che meno per un’amministrazione come la nostra che è da sempre schierata contro la violenza sulle donne. Ma a tre anni di distanza dall’uscita di quel brano, diamo fiducia alle parole che Antonio Signore pronuncia oggi“.

“Antonio viene da una famiglia per bene di Focene – racconta Montino -, lavoratori onesti. Lui stesso, da quanto so, ha fatto diversi lavoretti fin da giovanissimo. Oggi inizia il Festival di Sanremo e Junior Cally salirà sul palco dell’Ariston. Gli faccio gli auguri per questa esperienza molto importante nella carriera di un cantante. Se alla fine dell’avventura sanremese, comunque si concluda, vorrà incontrarmi, troverà la porta aperta, come ogni altro cittadino di Fiumicino”, conclude.

I testi “hard” declamati in Vigilanza Rai

Nel frattempo, i testi ‘hard’ delle canzoni di Junior Cally sono stati declamati oggi dai commissari nel corso di una plenaria della Commissione di Vigilanza che ha votato la risoluzione del deputato di Fi Giorgio Mulè per rendere noti anche i compensi di natura artistica, che non è passata.

La seduta ha visto riecheggiare nell’aula di Palazzo San Macuto i testi di uno dei brani del rapper, ‘Si chiama gioia’ (che non è quella in gara al Festival), declamati da deputati e senatori. Il senatore di Fi Maurizio Gasparri, dopo avere elencato i passaggi più ‘volgari’ del testo, si è chiesto se per “la Rai par condicio significhi mettere insieme la Jebreal e Cally”.

Anche il deputato di Fdi Federico Mollicone, dopo aver letto alcuni passaggi della canzone di Cally, ha parlato di “parole inaccettabili” e ha definito “assurdo il fatto che Cally sia in gara all’Ariston”. A leggere i testi del rapper e a commentarli negativamente ci sono stati anche la deputata di Fdi Daniela Santanché, la senatrice di FiBp-Udc Maria Alessandra Gallone e la senatrice della Lega Simona Pergreffi.

(Il Faro online)