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Coronavirus, positivo uno degli italiani rimpatriati da Wuhan

Il paziente è attualmente ricoverato all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma "con modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale"

Roma – E’ risultato positivo al Coronavirus uno degli italiani rimpatriati da Wuhan (leggi qui). L’Istituto Superiore di Sanità ha appena comunicato alla task-force del Ministero della Salute “l’esito positivo del test di conferma su uno dei rimpatriati da Wuhan e messo in quarantena nella città militare della Cecchignola“. Il paziente è attualmente ricoverato all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma “con modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale“, sottolinea una nota dell’Istituto Superiore di Sanità.

“L’Istituto sta coordinando l’organizzazione della sorveglianza epidemiologica a livello nazionale e supporta i laboratori di riferimento regionali per garantire una prima diagnosi tempestiva. Nei casi di positività al primo test l’Istituto effettua le analisi di conferma comunicandole alla task-force del Ministero della Salute”, conclude la nota.

“Con questa persona risultata positiva, un giovane tra i 30 e i 40 anni, abbiamo avuto pochi contatti in questi giorni. Prima che fosse trasferito allo Spallanzani, lui si trovava in una stanza singola”. A parlare sono alcuni degli italiani in quarantena, rientrati giorni fa dalla Cina, ora nella città militare della Cecchignola a Roma, dove si trovava anche la persona trasferita allo Spallanzani e risultata positiva al Coronavirus.

Il Ministro della salute Roberto Speranza ha aggiornato il Cdm in merito alle misure precauzionali poste in atto in relazione all’emergenza dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità riguardo alla diffusione del Coronavirus. Il Cdm ha, quindi, condiviso la proposta del Presidente Conte di istituire un tavolo di coordinamento per valutare gli effetti economici, culturali e sociali conseguenti alla diffusione del virus“. E’ quanto si legge nella nota di palazzo Chigi.

Sul Coronavirus ” stiamo parlando di un rischio sanitario che richiede un costante aggiornamento. Dobbiamo mantenerci flessibili e se del caso aggiornare le nostre misure proprio perché mantengano la soglia di massima precauzione”, ha detto il presidente del consiglio al termine della riunione alla Protezione civile.

La prossima settimana si svolgerà una riunione mondiale dell’Oms. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus durante il briefing quotidiano ha detto che per il vaccino servirà tempo.

Intanto i media locali hanno dato la notizia che è morto il medico cinese Li Wenliang, che aveva dato per primo l’allarme sulla diffusione del coronavirus, ma non era stato ascoltato. Il medico è morto proprio per il contagio da coronavirus.

(Il Faro online)