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La battaglia di Mondelli contro il tumore. Rambaldi: “Daje Pippo, sei forte!”

Ha fatto visita al compagno di Nazionale Luca Rambaldi. Mondelli è ricoverato al Rizzoli di Bologna

Bologna – Hanno  condiviso insieme la fatica di remare contro il vento a velocità crociera. Hanno sentito insieme sulla pelle quegli schizzi d’acqua, che arrivano in gara, quando laghi e fiumi sono il palcoscenico della loro impresa. Hanno condiviso quelle emozioni che solo lo sport può donare e che fa diventare più che amici, fratelli. Hanno condiviso la passione per il canottaggio e vinto tante medaglie prestigiose.

Luca Rambaldi e Filippo Mondelli hanno scritto la storia del canottaggio italiano. Azzurri brillanti e ricchi di quel talento che l’Italia dei remi vanta con particolare orgoglio. Nel 2017 hanno strappato insieme l’oro europeo nel doppio e poi quel bronzo ai Mondiali, e sempre nella stessa specialità, che ha regalato ad entrambi il pass per le prossime Olimpiadi. Nel 2018 non hanno avuto rivali gli atleti delle Fiamme Gialle, che insieme ad altri due campioni della Guardia di Finanza, sono saliti sul gradino più alto, non solo agli Europei Senior di Glasgow, ma anche ai Mondiali. Con Andrea Panizza e Giacomo Gentili.

Il Lago di Paola, a Sabaudia, li ha visti insieme crescere e non solo con la squadra gialloverde, che alla Caserma Spiridigliozzi della cittadina laziale, ha sua sede storica e ferma. Ma anche con la Nazionale Italiana, che spesso si raduna proprio al III Nucleo Atleti delle Fiamme Gialle, per preparare competizioni e vincere medaglie. Sono amici di canottaggio Luca e Filippo. E per il suo amico Filippo, che sta affrontando una battaglia durissima con il cuore coraggioso di un atleta quale è, Luca ha portato il suo affetto.

Proprio in raduno a Sabaudia Mondelli ha avvertito un dolore alla gamba. Subito sono arrivati gli accertamenti e la diagnosi. Ha un tumore da sconfiggere senza pietà il campione delle Fiamme Gialle. E la squadra gialloverde come quella azzurra, come gli amici dello sport, si sono stretti tutti intorno a lui. E’ ricoverato all’Ospedale Rizzoli di Bologna Mondelli e sono tante le  visite che riceve. Tra di esse, quella di Luca Rambaldi. Compagno di canottaggio, compagno di battaglie sportive e amico stretto strettissimo,  come gli altri membri dell’Italia Team. Non è solo Filippo. E sta aspettando quell’operazione chirurgica con cui potrà asportare una parte del femore malato e cacciare via da sé una parte della malattia. Ha cominciato la chemioterapia e la ripeterà dopo l’intervento alla gamba. Dopo una fase fisiologica di rabbia, Filippo è sceso in gara e ha intrapreso la lotta più dura. Guarda dritto al traguardo e non molla. E Luca ha posato con lui in una bellissima foto, dalla stanza del Rizzoli: “Daje Pippo – scrive Mondelli sulla sua pagina personale di Facebook – sarà lunga ma sei forte”. Sono stretti in un forte abbraccio i due campioni mondiali del 4 di coppia. Non potrà  volare in Giappone per le Olimpiadi Filippo, ma ne vincerà di più importanti per puntare dritto poi a Parigi 2024.

Sorride Filippo nella foto e quell’ok con la mano denota la forza sovrumana che solo il cuore di un atleta è in grado di avere. Remo dopo remo, sforzo dopo sforzo si punta al podio. Solo l’oro al collo. Solo la medaglia più importante. Il canottaggio è affascinante. E’ una di quelle discipline sportive in cui non si guarda direttamente il percorso gara. Si è di schiena verso il traguardo finale. Solo la concentrazione, l’armonia di squadra e l’esperienza sportiva allora possono portare in alto. Arrivare ad un traguardo invisibile, per esultare con il titolo al collo. Lo sanno entrambi Luca e Filippo. Campioni europei e  campioni mondiali. L’elite del canottaggio tricolore. Gioielli inestimabili.

Nella battaglia contro la patologia spesso il traguardo diventa nebbioso. E allora probabilmente la tattica da usare è proprio quella del canottaggio. Il trucco è spingere contro il vento, più che si può e Filippo è maestro di disciplina in questo. Diventare olimpico prima, per conquistare le Olimpiadi poi. Contro la malattia che lo ha colpito alla gamba Filippo dovrà avere la pazienza olimpica, la calma olimpica, l’entusiasmo olimpico della vita per buttare addosso alla malattia la sua forza. E quella forza olimpica che solo gli dei hanno.

Remo dopo remo. Ma non sarà solo Filippo, se Luca Rambaldi, come gli altri suoi compagni di squadra, alle Fiamme Gialle e in Nazionale, saranno con lui a remare e spingere la barca là, proprio là dove l’oro brilla. Sul gradino più alto del podio e della vita. In bocca al lupo Campione. Dacci dentro. Con la Forza del Cuore di un Atleta. Con la  Forza del Tuo Cuore di Atleta.

(Il Faro on line)