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Duplantis e il record mondiale di 6,18. Andrea Giannini: “Prevedo un 6,30. Verso un salto con l’asta 3.0” foto

Ha chiesto all’Advisor della Nazionale azzurra e responsabile dell’asta italiana Il Faro on line. Giannini commenta il rinnovato record mondiale di Duplantis e descrive il futuro. Un futuro prossimo in cui stupire ancora, per il fenomeno svedese

Roma – Un salto con l’asta 2.0 proiettato al futuro. Verso un 3.0 che potrà diventare inarrivabile, se le tecniche dell’asta non si adegueranno alle evoluzioni del fenomeno Duplantis. Lo ammette Andrea Giannini. Il responsabile tecnico del salto con l’asta della Nazionale Italiana di atletica leggera ha ancora quella emozione palpabile addosso, di chi ha assistito alla storia.

Record del mondo di 6,18. Con ampio margine di miglioramento

E la storia l’ha scritta lui. Il Furetto svedese Armand Duplantis, detto “Mondo”. Sta stupendo lo sport il vicecampione iridato. Ha appena da una settimana dal suo record del mondo di 6,17 (leggi qui) è salito un po’ più su. Un 6,18 non statico, registrato pochi giorni fa (leggi qui). Anche i giornalisti, probabilmente, dovranno stare al passo di campioni e di misure che questi ultimi firmano, di gara in gara.  Un record siglato ieri, non è più valido se domani il campione o Mondo ne farà un altro. E’ questo il bello dello sport. Stupirsi di fronte ad imprese che restano nella memoria. Nei cuori delle persone. E negli annali dell’atletica.

Può ancora crescere Duplantis allora. Potrebbe già farlo nella gara di mercoledì 19 febbraio. La luce tra il suo corpo e l’asticella che supera, piegandosi, mostra un margine incredibile di miglioramento. Almeno 20 centimetri. Almeno. È il Genio dell’Asta e “ha cancellato” un passato con nomi pesanti. Sergey Bubka e Renaud Lavillenie. Entrambi recordman a 6,16. Cambierà metodi e tecniche di allenamento il salto velocissimo e altissimo di Duplantis, probabilmente. O forse le ha già cambiate. Passa un attimo tra il passato e il futuro, quando grandi talenti dello sport si spingono un po’ più in là, con il loro essere unici. Sono loro che fanno la storia dello sport e fanno crescere discipline e tempi o misure grazie a performance che restano nella leggenda e che non si possono non inserire nel libro degli annali dei Miti.

Lo è già Mondo e a soli 20 anni: “L’età è dalla sua parte. Dovrà essere bravo a gestirsi nelle stagioni e farlo anche con la prevenzione di eventuali infortuni. Il suo salto costa a livello fisico”. Lo dichiara l’Advisor azzurro. Da commentatore sportivo per Sky ed Eurosport, Giannini segue l’asta e anche i passi in pista e il volo sospeso di Mondo. Si, sospeso. Perché il Fenomeno della Svezia parte con l’asta tra le mani, conta i passi e poi sale. E quando lo fa, Air Mondo resta immobile per qualche secondo. Sembra che una mano invisibile lo tenga in palmo sospeso. Sono queste le caratteristiche che restano impresse nella mente. Come fa l’atleta svedese a restare in aria per lunghi attimi, prima di superare l’asticella e precipitare sul saccone ? Anche Giannini cerca di riflettere su questo aspetto mirabolante. Probabilmente questa sua peculiarità assoluta è unica e allenata: “Ha capacità di estremizzare un gesto tecnico difficile”. Lo spiega nella sua intervista per Il Faro on line. Ha seguito il record mondiale di Lavillenie Giannini e poi ha visto saltare campioni, dopo che lui stesso è stato un simbolo dell’asta in Italia.

Da 6,18 a 6,30. Verso il futuro del salto con l’asta

E’ vicecampione mondiale Duplantis. A Doha, lo scorso mese di ottobre, si è preso l’argento con 5,97. Ma agli Europei di Berlino ha suonato l’allarme nel mondo dell’asta assoluta: fece sei metri con estrema facilità, lanciando il sasso verso misure 3.0. Si prese il titolo continentale a 6,05 e di fronte ai mostri sacri della disciplina. Lavillenie si congratulò con il nuovo fenomeno  e lo fece anche Kendricks. Può crescere ancora l’atleta svedese. E la previsione è di quelle eccezionali. Giannini pensa che farà negli anni anche 6,30. Una misura oltre l’impensabile fino a poco tempo. Fino a che il Genio dell’Asta non ha fatto il suo ingresso nel palcoscenico dei senior della disciplina. Ha macinato titoli nelle categorie giovanili (un oro mondiale negli under 18 e negli under 20 e poi il titolo continentale per gli under 18). Si è fatto strada lentamente, con i suoi passi velocissimi verso l’imbucata e il salto: “E’ velocissimo con l’astadichiara Gianninisoprattutto nei metri che precedono l’imbucata e il caricamento. Questa è la prima grande peculiarità”. Fa un tempo sotto i 10 secondi e 60 sui 100 metri. Quanto potrebbe fare mentre cavalca verso la gloria con l’asta in mano, direzione saccone e record ? Solo gli occhi possono dirlo forse. E ammirare un campione che sta facendo battere i cuori dei tifosi e sta dirottando la disciplina verso il futuro. Un futuro 3.0. Giovanissimo, Duplantis ha già quelle caratteristiche che gli permettono di primeggiare: “A livello tecnico fa la differenza. Ha un salto molto dinamico e fluido anche nella fase aerea”. Lo spiega Andrea Giannini. descrivendo il modo con cui il Genio dell’Asta riesce a stupire così tanto.

Tokyo 2020. Il Genio Duplantis potrebbe vincere le Olimpiadi

E tra pochi mesi ecco l’evento degli eventi. Le Olimpiadi. Duplantis sembra avere già la medaglia d’oro in tasca. Nello sport tutto è possibile, ma un campione del genere è un predestinato ad entrare nella leggenda. Non potrò che conquistare i Giochi a Cinque Cerchi allora: “Ovviamente potrà soltanto vincere le Olimpiadi. Tra lui e gli altri c’è un abisso”. Un vuoto praticamente,  come quella luce di margine che c’è tra il suo corpo in volo piegato verso il saccone e l’asticella. Un vuoto ricco di cose belle. Di record e di medaglie. Di quel talento proiettato con il suo 2.0 di 6,18, verso il 3.0 del 6,30. Mondo potrebbe farlo. Facilmente. Come facilmente corre, salta e rimane sospeso. E sembra che gli salga da dentro quel gesto naturale. Il Genio è così.

Caro Andrea stiamo vivendo una fase storica del salto con l’asta. Un giovanissimo Duplantis ha conquistato e migliorato lui stesso il record del mondo. Cosa pensi ?

“Stiamo assistendo alla riscrittura della storia del salto con l’asta. Io l’ho definito il salto con l’asta 2.0.  C’è stata da parte di Duplantis una evoluzione tecnica incredibile. Molto avanzata, rispetto ai saltatori precedenti e ci stiamo riferendo a Bubka e Lavillenie. Dei grandissimi”.

Quanto margine ha di miglioramento ? Ti senti di fare una previsione precisa ? Quanto può crescere ancora ?

“Come abbiamo visto dal record del mondo di 6,18 Mondo ha dei margini di miglioramento molto alti. Anche nel breve termine. Credo che potrà presto arrivare a 6,30. E poi chissà.. ha solo 20 anni. L’età è dalla sua parte. Dovrà essere bravo a gestirsi nelle stagioni e farlo anche con la prevenzione di eventuali infortuni. Il suo salto costa a livello fisico”.

Già dalla sua partecipazione agli scorsi Europei di Berlino, aveva stupito. Aveva raggiunto i sei metri con estrema facilità e poi vinto il titolo con 6,05. Ai Mondiali di Doha ha conquistato la medaglia d’argento. E’ il nuovo Genio dell’Asta. Quali sono le tue considerazioni ?

“In verità, Duplantis è da tantissimo tempo che stupisce. Da quando era bambino. Io personalmente l’ho sempre guardato con grande curiosità e ammirazione. Concedersi al salto con l’asta sin dalla tenera età è notevole. Questo non vuole affatto dire “specializzazione precoce”. Questo ragazzo ha allenato tutte le abilità dell’atletica leggera. Le capacità coordinative. Era immaginabile che fosse un predestinato. Può arrivare davvero molto lontano”.

Quali sono le sue principali qualità secondo te ? Perché riesce con facilità a raggiungere altezze incredibili ?

“Una grandissima velocità di entrata. Lui corre i 100 metri sotto i 10”60. Per un astista è una velocità molto alta. Ed è velocissimo anche con l’asta, soprattutto nei metri che precedono l’imbucata e il caricamento. Questa è la prima grande peculiarità. Ce l’hanno anche altri, come lo stesso Lavillenie. A livello tecnico fa la differenza, soprattutto nella seconda parte del salto. Da un lato riesce a capitalizzare benissimo l’energia che imprime all’asta. Ha un salto molto dinamico e veloce anche nella fase aerea. Nell’infilata e nella fase verticale sta lì un sacco di tempo. Una  fase lunghissima che lo proietta tantissimo in alto. Nello specifico credo sia questa l’evoluzione tecnica che vedo”.

Come fa a restare sospeso in aria per così tanto tempo, prima di andare oltre l’asticella ?

“Bella domanda.. sicuramente come detto ha capacità di estremizzare un gesto tecnico difficile. Averlo provato sin dalla tenera età lo ha aiutato tantissimo. Caratteristiche sue personali e capacità di apprendimento incredibili. Difficile da spiegare. Un fenomeno del genere si vede ogni 20 anni”.

Se Duplantis farà 6,30, come tu prevedi, in che modo gli avversari potranno confrontarsi con lui e raggiungerlo ?

“A mio avviso è molto probabile che la farà negli anni. Come nel caso di Bolt, ci vorranno dei decenni per raggiungerlo. Bisognerà andare verso una evoluzione più grande della tecnica. Sinceramente al momento non so dove si possa vedere. Dovrà nascere un atleta con caratteristiche notevoli di forza e velocità e soprattutto che sarà capace di mettere a disposizione del salto con l’asta la tecnica che a quel punto sarà un 3.0”.

Si dovranno adeguare le diverse preparazioni negli allenamenti per poter fronteggiare la sua scalata verso il cielo ?

“Le preparazioni nel salto con l’asta si sono evolute tanto negli ultimi 20 anni. Non ce n’è una uguale all’altra nello specifico. In generale si lavora tanto sulla velocità di entrata, con la forza e la parte acrobatica, insieme alla tecnica. Questi sono i 4 pilastri. Un saltatore deve essere abile, veloce e forte. Adatto a lavorare bene in acrobatica. In futuro si insisterà su queste caratteristiche. E’ chiaro che dovrà nascere un atleta con grandissima disponibilità all’allenamento. Elasticità nell’imparare concetti nuovi a livello tecnico e soprattutto con fibre tali da renderlo veloce, esplosivo e acrobatico. Non è semplice. Al momento solo Duplantis è dotato di tali talenti”.

Cosa può fare in un futuro prossimo, direzione Tokyo 2020 ?

“Ovviamente potrà soltanto vincere le Olimpiadi. Tra lui e gli altri c’è un abisso. Se si pensa che Kendricks ha fatto pochi giorni fa 6,01, bravissimo. Altro saltatore incredibile. Ma siamo a 17 centimetri più in basso. La consistenza intorno a questa misura è importante. Quest’anno Armand ha fatto tre gare: 6,00, 6,17 e 6,18. Una cosa pazzesca. Vediamo cosa farà anche nelle prossime. Diventerà l’assoluto dominatore della specialità. Un po’ come Usain Bolt per la velocità. Ha scavato un solco generazionale, tra lui e gli avversari. Anche Duplantis farà lo stesso. Pesantemente”.

(Il Faro on line)