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“Vogliamo indietro il nostro ospedale”, a Fondi la marcia pacifica dei cittadini per il San Giovanni Di Dio

Reparti chiusi, carenza di personale e risorse economiche che non arrivano. Il comitato pro ospedale: "San Giovanni Di Dio a rischio chiusura."

Fondi – “Vogliamo indietro il nostro ospedale” è questo lo slogan con cui centinaia di cittadini di Fondi, nei giorni scorsi, hanno marciato pacificamente per le strade della città nella speranza di attirare l’attenzione sulle croniche criticità che affliggono il San Giovanni Di Dio ormai da troppo tempo.

Il corteo, organizzato dal Comitato pro ospedale e dal suo portavoce, Lucio De Santis, si è dato appuntamento in piazza san Magno e, munito di striscioni e manifesti, ha poi marciato in direzione del San Giovanni Di Dio, struttura sanitaria sempre più protagonista di tagli, disagi e disservizi.

Solo per fare qualche esempio? Da tempo il reparto di chirurgia è chiuso, con tre sale operatorie funzionanti ma non utilizzate. Medicina, invece, è attiva per i ricoveri solo fino alle 20.00 per carenza di personale. Trasformando i fondani in veri e propri “pendolari della sanità”, costretti a rivolgersi ad altri nosocomi della zona.

“Recentemente – hanno fatto sapere dal comitato – c’è stata l’assunzione di 32 medici a tempo indeterminato, nessuno dei quali è stato indirizzato ufficialmente presso l’Ospedale civile San Giovanni di Dio di Fondi.”

Non solo. Situazione al limite anche nel reparto di colonscopia: secondo il comitato tutte le promesse fatte in passato sono risultare inutili, considerando che le risorse economiche sembrano esserci solo per gli altri ospedali della provincia e che, così stando le cose, il San Giovanni è a rischio chiusura.

“L’ospedale – hanno concluso dal comitato – è un bene di tutti e difendere un nostro diritto diventa un nostro dovere.”

(Il Faro on line)