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Acqua pubblica a Ladispoli, Grando: “Troppa pigrizia da parte dei cittadini”

In pochi hanno raccolto l'appello dell'Amministrazione comunale di prendere parte alla manifestazione dello scorso venerdì

Ladispoli – “L’acqua pubblica non si tocca“. Questo lo slogan che ormai da settimane, se non addirittura mesi, amministrazione comunale, cittadini e diversi esponenti della politica locale stanno ripetendo giorno dopo giorno per cercare di allontanare dalla città balneare lo “spauracchio” di Acea.

Il Tar del Lazio e il Consiglio di Stato successivamente hanno bocciato i ricorsi presentati dall’amministrazione per impedire il passaggio alla Spa. A questo va ad aggiungersi l’avviso della Regione Lazio a palazzo Falcone di procedere al commissariamento del servizio idrico locale qualora non si proceda entro tempi brevi a cedere “il passo”. Passaggio di testimone che in realtà, come spiegato dal sindaco Grando nei mesi scorsi, è stato già avviato con una serie di incontri tra amministratori comunali e la Spa. E proprio su questo, sulla “minaccia” di commissariamento del servizio idrico, su una legge nazionale che puntava alla ripubblicizzazione del servizio lasciata dentro un cassetto, puntava la manifestazione promossa nei giorni scorsi da palazzo Falcone.

Diversi i rappresentanti politici e istituzionali a più livelli che hanno risposto all’appello. Pochi, purtroppo, i cittadini. Appena un centinaio di persone che venerdì 21 febbraio, scortati dalle forze dell’ordine, hanno sfilato lungo viale Italia fino a piazza Rossellini per ribadire il no della città alla privatizzazione dell’acqua. Assenza, quella dei cittadini, evidenziata anche dal primo cittadino: “Questa è una battaglia che conduciamo a nome della città, che tuttavia a causa della pigrizia dei cittadini (oggi è molto diffusa), non è scesa in piazza a manifestare, preferendo piuttosto lamentarsi sui social”.

Un “incubo”, quello di Acea che ben conoscono i cittadini di Canale Monterano. “Porto una testimonianza concreta – ha detto il primo cittadino Alessandro Bettarelli – Storicamente prendiamo acqua dall’acquedotto di Civitavecchia. Dopo il passaggio ad Acea, in particolare sono dieci le famiglie passate sotto il loro servizio. Tre mesi fa c’è stata un’interruzione e sempre da tre mesi non riusciamo a ottenere più risposte né interventi. Le nostre famiglie sono ancora senza acqua”. Ed è proprio ciò che Ladispoli non vuole: bollette alte, servizio di scarsa qualità, risposte lente e iter burocratici farraginosi.

“Oggi siamo qui per portare la solidarietà del Senato ai cittadini di Ladispoli – ha commentato il senatore William De Vecchis – al Sindaco ma soprattutto a un concetto importante: l’acqua è pubblica, è vita e non può essere un ricatto nei confronti di una città, da parte di un ente come Acea. Presenterò un’interrogazione lunedì al ministro competente”. A tal proposito, proprio per cercare di fermare il commissariamento del servizio idrico, il consigliere regionale della Lega, Daniele Giannini, ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà alla Pisana un ordine del giorno in merito alla vicenda. Per Ascani, un po’ come per tutti i vari esponenti politici di destra e sinistra, la soluzione alla cessione del servizio idrico è un cambio di rotta da parte del governo centrale. “Questa lotta ha coinvolto tutte le amministrazioni precedenti, per difendere un servizio efficiente, a differenza di molti comuni vicini che non possono dire la stessa cosa. Tutti i governi – ha detto Ascani – se ne sono fregati. L’unica battaglia è quella di far cambiare la legge a livello nazionale“.

(Il Faro online)