Coronavirus, primo caso positivo in Vaticano: sospesi i servizi ambulatoriali

6 marzo 2020 | 10:36
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Coronavirus, primo caso positivo in Vaticano: sospesi i servizi ambulatoriali

Servizi sospesi per consentire la sanificazione degli ambienti, Bruni: “Rimane in funzione il Pronto Soccorso”

Città del Vaticano – “Questa mattina sono stati temporaneamente sospesi tutti i servizi ambulatoriali della Direzione Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano per poter sanificare gli ambienti a seguito di una positività al COVID-19 riscontrata ieri in un paziente”.

Lo rende noto il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, che precisa: “Rimane però in funzione il presidio di Pronto Soccorso. La Direzione Sanità e Igiene sta provvedendo ad informare le competenti autorità italiane e nel frattempo sono stati avviati i protocolli sanitari previsti“.

La persona risultata positiva nei giorni scorsi aveva preso parte all’evento organizzato all’Auditorium di via della Conciliazione dalla Pontificia Accademia della Vita. E’ la stessa Accademia a renderlo noto facendo anche sapere di avere provveduto ad “informare via mail tutti i partecipanti agli eventi svoltisi in ottemperanza ai criteri di sicurezza e alle norme igienico-sanitarie in vigore in quei giorni secondo le competenti autorità”. La Pontificia Accademia rileva che il tutto è stato riferito “in via precauzionale, pur considerando che la tempistica non esclude altre possibilità”.

L’emergenza coronavirus e la necessità di non lasciare nulla affidato al caso nell’ottica di contenere il più possibile l’infezione da coronavirus ha portato il Vaticano a fissare norme stringenti per gli officiali e i dipendenti della segreteria di Stato. In particolare, nelle nuove disposizioni si chiede di “limitare l’uso dell’ascensore ad un massimo di tre persone”; di evitare “gli assembramenti negli ambienti comuni” come i distributori delle macchine del caffè. Prevista la sanificazione “con frequenza di ascensori, maniglie, corrimano”.

Inoltre “sono momentaneamente chiusi al pubblico l’ufficio vidimazioni e gli archivi; sospese le visite alle logge e l’accesso di eventuali visite di ospiti esterni se non strettamente legate a questioni di ufficio”. Le norme prevedono inoltre che “la corrispondenza in entrata potrà essere consegnata solo alla postazione della Gendarmeria all’ingresso Sant’Anna”. Si chiede poi che chiunque di recente abbia effettuato un viaggio “in zone a rischio o ne abbia intenzione, deve informare il responsabile del proprio ufficio che a sua volta lo comunicherà al monsignore assessore. Chiunque poi avvertisse sintomi simil-influenzali contatti la sala operativa dei servizi di sicurezza e protezione civile all’interno del Vaticano”.

“Relativamente all’attività di Papa Francesco, della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano dei prossimi giorni, sono allo studio misure volte ad evitare la diffusione del Coronavirus, da implementare in coordinamento con quelle adottate dalle autorità italiane”, aveva detto Bruni nelle scorse ore.

(Il Faro online)