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Coronavirus, allo Spallanzani ricoverate 73 persone positive

Oggi 17 pazienti sono stati dimessi e trasferiti a domicilio o presso la struttura militare della Cecchignola". In giornata "sono previste ulteriori dimissioni di pazienti già negativi al primo test e comunque asintomatici"

Roma – “Sono ricoverati in questo momento allo Spallanzani 88 pazienti, i pazienti con Covid-19 sono in totale 73. I pazienti in osservazione sono 15″. Lo sottolinea il bollettino odierno dello Spallanzani di Roma.

Sono 13 i pazienti “che necessitano di supporto respiratorio. In particolare per alcuni di loro il quadro clinico è stabile o in miglioramento”. Mentre “i pazienti dimessi dallo Spallanzani che hanno superato la fase clinica e che sono negativi per la ricerca dell’acido nucleico del nuovo coronavirus sono 295“.

“Questa mattina – sottolinea inoltre l’Inmi Spallanzani di Roma nel bollettino quotidiano – 17 pazienti sono stati dimessi e trasferiti a domicilio o presso la struttura militare della Cecchignola“. In giornata “sono previste ulteriori dimissioni di pazienti già negativi al primo test e comunque asintomatici”, precisano i medici.

Lo Spallanzani segnala poi “la collaborazione fruttuosa tra il nostro Istituto, la Rete regionale delle Malattie infettive, l’Ares 118, la Sanità militare ed il coordinamento regionale delle Unità di Terapie Intensive volta a identificare – ricordano i medici – la corretta allocazione dei pazienti in isolamento a domicilio, in regime di ricovero ordinario o in terapia intensiva a seconda della gravità clinica”.

Su Twitter l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato ha comunicato che si attendono per “oggi i risultati delle verifiche autoptiche per stabilire reali nessi con Covid-19 dei due decessi allo Spallanzani di Roma”.

“Si tratta dei casi relativi a due pazienti, un uomo di 81 anni e una donna di 82. Il primo era un cittadino del Molise – ricorda D’Amato – trasferito dalla Rsa San Raffaele di Cassino, la seconda era una paziente trasferita dall’ospedale di Formia e residente a Formia. Su entrambi la direzione sanitaria ha disposto l’accertamento diagnostico per stabilire le cause di morte. Questo riscontro sarà importante per determinare realmente se la causa del decesso sia attribuibile al covid19 oppure alle altre patologie di cui erano affetti i due pazienti”.

(Il Faro online)