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Covid-19, le stazioni di Parigi prese d’assalto: francesi in fuga prima che scatti il blocco

Parigi – Fuga da Parigi. L’annuncio di misure restrittive da parte del presidente Emmanuel Macron, con l’entrata in vigore del divieto di spostamenti, ha scatenato un’ondata di partenze dalla capitale francese. Le telecamere dell’emittente Bfmtv, in particolare, hanno documentato l’assalto ai treni nella stazione di Montparnasse.

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Centinaia di passeggeri, spesso con più di una valigia, sono salite a bordo dei convogli in uscita dalla città per raggiungere altre località. Scene già viste in Italia, nei giorni scorsi, in particolare con le partenze da Milano verso il Meridione (leggi qui).

Macron: “Siamo in guerra, epidemia è realtà”

“L’epidemia di coronavirus è diventata una realtà immediata, presente. Siamo in guerra, una guerra sanitaria certamente: non lottiamo contro un esercito o contro un altro paese. Ma il nemico è qui, invisibile, inafferrabile, che avanza. E questo richiede la nostra mobilitazione generale”.

A dichiararlo, nel suo intervento in diretta tv ai connazionali, è stato il presidente francese Emmanuel Macron, ricordando – in merito alle misure restrittive già in vigore, che “mai la Francia aveva dovuto prendere tali decisioni, certo eccezionali, temporanee, in tempo di pace”. “Sono state prese con un solo obiettivo, proteggersi di fronte alla diffusione del virus“.

“Dopo aver consultato gli esperti e la gente sul terreno ho deciso di rafforzare ancora le misure per ridurre i nostri spostamenti e i nostri contatti allo stretto necessario”, ha aggiunto.

Dalle 12 di martedì 17 e per 15 giorni almeno i nostri spostamenti saranno fortemente ridotti“, ha annunciato spiegando che i raduni all’aperto, le riunioni familiari o tra amici non saranno più permesse. “Su tutto il territorio francese saranno possibili solo gli spostamenti necessari“, ha aggiunto Macron che ha osservato come negli ultimi giorni si sia vista “gente riunirsi nei parchi, mercati pieni, ristoranti che non rispettavano le disposizioni di chiusura. Come se la vita non fosse cambiata“.

(Il Faro online)