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Cisl Medici Lazio: “Gravi criticità nei servizi di Farmacia Ospedaliera e delle Asl”

" Denunciamo la carenza di dirigenti farmacisti e la gravissima difficoltà nel gestire l’approvvigionamento di Dpi e disinfettanti”

Regione Lazio – La pratica della centralizzazione degli ordini dei beni sanitari quali i Dispositivi Medici (e conseguentemente dei Dispositivi di Protezione Individuale) e i Disinfettanti, se da un lato ha permesso una razionalizzazione degli acquisti in una situazione ordinaria, ha però avuto un risvolto negativo nell’emergenza Covid-19, a causa del ritardo con cui sono avvenuti gli approvvigionamenti e la conseguente possibile esposizione degli operatori sanitari a un rischio aumentato di contagio e di diffusione del virus.

Ad oggi risulta che alcune Farmacie Ospedaliere – non coinvolte nella gestione emergenziale seppure fossero e sono strutture che sarebbero risultate cardine e volano del supporto capillare all’interno dei reparti – non hanno potuto usufruire di scorte adeguate, non solo per supportare in modo fattivo e tempestivo le improvvise carenze nei Reparti afferenti, ma anche per proteggere lo stesso personale impiegato nelle Farmacie (farmacisti dirigenti, personale del comparto amministrativo, personale addetto alla movimentazione merci).

Accesso non regolamentato dell’utenza presso le farmacie ospedaliere e territoriali delle Asl e delle Aziende Ospedaliere

A differenza di altri Servizi, non risulta che le Farmacie abbiano avuto spazio e riscontro nella tracciabilità dei percorsi legati all’utenza esterna, al fine di minimizzare l’accesso ed ottimizzare le poche risorse impiegate.

Infatti i Servizi di Farmacia – Ospedaliera e Territoriale – ad oggi esplicano una triplice funzione verso l’utenza esterna, ed in molte realtà di provincia tali funzioni coesistono con lo stesso personale in mancanza di personale dedicato e separato nelle funzioni Ospedaliere e Territoriali:

supporto alle Unità Operative interne all’Ospedale di pertinenza con accesso diretto del personale dei reparti o dei pazienti in dimissione/day hospital;

supporto alle Unità Operative Territoriali del proprio Distretto Sanitario, con accesso diretto del personale del Distretto;

allestimento, laddove esista un laboratorio di galenica clinica, di terapie personalizzate (oncologiche, ancillari, off-label) ed erogazione di terapie salvavita (compreso autorizzazioni ossigenoterapia, materiale per pazienti affetti da Fibrosi Cistica e Malattie Rare, farmaci H, farmaci oncologici, ecc.) per pazienti non solo del proprio distretto ma anche provenienti da altri comuni e Regioni con conseguente necessità di impegnare tempo e risorse straordinarie per gestire l’accesso alle cure, in base alle norme sempre più rigorose in merito alla mobilità dei pazienti domiciliati fuori dal Comune in cui si trova la Farmacia della ASL, ai fini del contenimento della diffusione del virus.

Si fa presente che questo ultimo tipo di accesso risulta avvenire in modo libero, senza cioè una prenotazione, e ciò a differenza di prestazioni ambulatoriali, in quanto tale attività non è soggetta a percorso di registrazione/prenotazione preliminare, come per le attività mediche.

Il paziente avente diritto, con regolare piano terapeutico specialistico, può recarsi in qualsiasi Servizio Farmaceutico SSN ed accedere senza prenotazioni preliminari alla propria prestazione farmacologica (Distribuzione Diretta del farmaco o una pratica autorizzativa diretta).

Anche l’accesso quotidiano dei vettori di ditte esterne di farmaci (molti provenienti da zone del Nord Italia) espone il personale del Servizio di Farmacia ad accessi continui e costanti, che non possono essere assolutamente interrotti ma che espongono tali professionisti, spesso in carenza del minimo indispensabile di DPI a disposizione, a possibili rischi aumentati di contagio.
Si chiede, al pari di altri Servizi, di poter quindi sottoporre al più presto tutto il personale in Servizio presso le Farmacie a test di valutazione legati al contagio da Covid, nonché di fornire, laddove mancanti, un adeguato numero di idonei DPI.

Mancanza di personale dirigente farmacista, amministrativo e di movimentazione merci e di magazzino

Tale situazione è ancor più critica oggi, allorquando a differenza di altre categorie sanitarie, ci si è ancora una volta dimenticati dei Farmacisti del Servizio Sanitario Nazionale e di tutto il lavoro, spesso oscuro ma indispensabile, di raccordo fra i tantissimi attori di ogni Azienda Sanitaria. Un lavoro tanto oscuro che, fra i professionisti sanitari non sono stato oggetto di valutazione a livello regionale al fine di incrementarne il numero negli organici già ridotti ai minimi termini in tutte le realtà.

Si chiede quindi a viva voce la possibilità di acquisire urgentemente personale farmacista ed amministrativo per supportare una situazione che, se già era un livello limite qualche mese fa in varie Aziende del Lazio (con molti concorsi ancora da espletare), ora rischia di esplodere potendo arrivare a determinare, non certo per responsabilità dei dirigenti farmacisti, la marcata riduzione dell’accesso alle cure farmacologiche ai pazienti ricoverati ed afferenti esterni anche per l’usura psico-fisica del pochissimo personale rimasto.

A differenza di altri servizi, il lavoro in Farmacia non solo non si è mai fermato o sospeso, ma si è ora incrementato notevolmente a causa della gestione burocratica/logistica legata all’approvvigionamento di farmaci non comunemente utilizzati, compresi quelli con indicazione off-label, e alla carenza ancor più marcata di molte classi di farmaci su tutto il territorio nazionale, con l’aggravio di dover reperire (ove possibile) tali farmaci all’estero, spesso dedicati alle terapie intensive, ai nuovi reparti Covid o ai pronto soccorso.

 

Le richieste inviate al Presidente e ai componenti della VII Commissione del Consiglio Regionale

1) ad attivarsi al fine di permettere alle Strutture e Servizi Farmaceutici delle ASL e delle Aziende Ospedaliere di poter accedere ai Dispositivi di Protezione Individuali nelle modalità già previste per la gestione del rischio legato ad un utenza esterna potenzialmente infetta, laddove non sia possibile avere contezza preliminare dello stato del paziente che accede alla Farmacia;

2) di consentire al più presto di sottoporre il personale dei Servizi Farmaceutici a test di valutazione legati al possibile contagio da Covid-19 al fine di prevenire quarantene e possibili scenari di chiusure di servizi di Farmacia, anche nei confronti e nel rispetto dell’utenza esterna;

3) a investire le Direzioni Aziendali di dare opportuna comunicazione all’utenza affinchè, ove possibile, venga differito fino a cessazione dell’emergenza l’accesso ai Servizi Territoriali attivando servizi di consegna domiciliare dei farmaci tramite vettori individuati anche tramite le associazioni presenti sul territorio, nonchè a implementare con personale ad hoc la possibilità di espletare pratiche autorizzative a distanza nel rispetto delle norme vigenti in materia di privacy;

4) a prevedere con estrema urgenza la possibilità per i Servizi Farmaceutici delle ASL e delle Aziende Ospedaliere di acquisire tramite, le forme contrattuali più idonee, personale ad hoc per poter fronteggiare l’incremento di attività riversatosi su tali strutture

5) di prevedere, laddove siano stati imposti blocchi ai congedi ordinari del personale dirigente e del comparto afferente ai servizi farmaceutici, di turnare potendo usufruire delle ferie pregresse maturate, ove possibile e non sussistano ipotesi concrete di interruzione dell’attività, al fine di preservare l’integrità psico-fisica già messa a dura prova.

Comunicato del segretario generale del Lazio Dott. Luciano Cifaldi, dell’organizzazione sindacale Cisl Medici Lazio.

(Il Faro online)