Seguici su

Cerca nel sito

Incredulità verso il Covid-19. Ancora si fa finta che il male colpirà solo gli altri

Pietro Zocconali (Giornalista e Sociologo): "L’Italia è in guerra contro un nemico invisibile. Seguiamo i consigli delle autorità preposte"

Quando qualche mese fa in TV venivano trasmesse le notizie dalla Cina riguardanti l’epidemia di Coronavirus, noi occidentali eravamo dispiaciuti per quella popolazione che, seppur lontana, è ormai legata a noi da un forte sentimento di amicizia e da un fiorente scambio commerciale. Da quest’ultimo punto di vista destava un po’ di preoccupazione l’eventuale carenza di prodotti e materiali dell’industria cinese che in questi anni sono per noi di grande consumo.

Con il passar dei giorni il virus, con il nuovo nome Covid-19, è approdato in Europa e soprattutto, come tanti stranieri, si è invaghito della nostra bella nazione. All’inizio si parlava tanto di una coppia di cinesi infetti e sotto controllo all’ospedale “Spallanzani” di Roma, specializzato in malattie infettive; poi di qualche italiano rientrato dalla Cina, ma non era il caso di preoccuparci, ci veniva detto dalle autorità che era tutto sotto controllo.

Il resto della storia lo conosciamo tutti: prima le due zone rosse in Lombardia e Veneto, poi tanti focolai che si accendevano in ogni parte d’Italia, agevolati da persone in fuga da quei due primi territori infettati, gente originaria di altre regioni, che più o meno coscientemente rientrando nel loro luogo di origine, senza sapere di essere positiva al virus e senza osservare le regole della quarantena, ha acceso altri focolai di infezione che stanno facendo morire tanta concittadini.

L’Italia è in guerra e sta combattendo contro un nemico invisibile

subdolo perché infinitamente piccolo ma potentissimo. Tra le vittime moltissimi anziani con patologie pregresse che, colpiti dal Covid-19 nelle proprie abitazioni, in case di cura o in ospedale, vengono isolati e muoiono senza il conforto dei propri cari e senza poter vedere in volto i vari medici ed infermieri che cercano di salvarli e che, a loro volta, nonostante le precauzioni prese, in tanti vengono contagiati e rischiano di morire.

Impressionante il reportage girato a Bergamo con diversi mezzi dell’Esercito Italiano che, dal cimitero ormai al collasso, trasportano decine di salme in altre regioni; scena trasmessa in TV e ripresa dai media di tutto il mondo.

Agli inizi della primavera 2020, siamo chiusi in casa un po’ impauriti e preoccupati per il nostro futuro.

Il mio pensiero va al grande vate Alessandro Manzoni

che, a proposito di ciò che ci sta succedendo, così si esprime ne “I promessi sposi”, un testo scritto quasi 200 anni fa; nel libro tratta dei problemi causati dalla peste che iniziava ad invadere la città di Milano, e della reazione della popolazione del capoluogo lombardo:

“Ma ciò che ….. maraviglia ….. è la condotta della popolazione medesima, di quella, voglio dire, che, non tocca ancora dal contagio, aveva tanta ragion di temerlo. All’arrivo di quelle nuove de’ paesi che n’erano così malamente imbrattati, di paesi che formano intorno alla città quasi un semicircolo, in alcuni punti distante da essa non più di diciotto o venti miglia; chi non crederebbe che vi si suscitasse un movimento generale, un desiderio di precauzioni bene o male intese, almeno una sterile inquietudine? Eppure, se in qualche cosa le memorie di quel tempo vanno d’accordo, è nell’attestare che non ne fu nulla. La penuria dell’anno antecedente, le angherie della soldatesca, le afflizioni d’animo, parvero più che bastanti a render ragione della mortalità: sulle piazze, nelle botteghe, nelle case, chi buttasse là una parola del pericolo, chi motivasse peste, veniva accolto con beffe incredule, con disprezzo iracondo. La medesima miscredenza, la medesima, per dir meglio, cecità e fissazione prevaleva nel senato, nel Consiglio de’ decurioni, in ogni magistrato”.

E allora, pensando alla teoria dei corsi e dei ricorsi storici di Giambattista Vico, filosofo napoletano vissuto a cavallo del ‘600 e del 700, un grande italiano, mi rivolgo ai milanesi e agli italiani tutti: continuate a costituire assembramenti, a giocare a pallone nei giardini pubblici (sia gli adulti che i bambini), a fare footing insieme agli amici, a girare senza mascherina, a riunirvi nei condomini per una partitina a carte, ad andare insieme a fare le gite in bicicletta, a organizzare festicciole per ricorrenze varie. Fate finta che il male colpirà solo gli altri, quelli che appaiono in TV.

Sempre riferendoci ai “Promessi sposi, vi state comportando come l’aristocratico Don Ferrante: la sua dipartita viene narrata alla fine del cap 37° e anche questa è un’occasione per mettere in ridicolo le presunte conoscenze “scientifiche” del gentiluomo e il carattere insulso della filosofia dell’epoca (si parla della peste del 1630) all’origine di tante errate credenze riguardanti la terribile epidemia.

Don Ferrante nega ostinatamente che il contagio possa propagarsi da un corpo all’altro e si esibisce in un complesso ragionamento che si appoggia sulla logica aristotelica, quindi attribuisce la peste agli influssi astrali e in particolare alla congiunzione di Giove e Saturno, origine a suo dire dell’epidemia e contro la quale è perfettamente inutile prendere precauzioni come quelle prescritte dai medici. Convinto di queste considerazioni, non prende alcuna misura per evitare il contagio e ovviamente si ammala di peste, andando a letto “a morire, come un eroe di Metastasio, prendendosela con le stelle”.

Così fanno oggi in tanti, e molti di questi, dopo aver letto sull’oroscopo (che ancora viene pubblicato sui giornali e in altri media!): “Notizie favorevoli per il lavoro e nuovi amori”, se ne escono di casa, salgono sui ridotti e affollati mezzi pubblici o si vanno ad intubare in metropolitana insieme a migliaia di incoscienti.

“La guerra dei mondi”

Il Covid-19 è un nuovo virus che qualcuno asserisce essere stato creato in laboratorio, un virus al quale il nostro fisico è impreparato e per chi di noi è indebolito da altre patologie può essere fatale.

A tal proposito ricordo un film di SF “La guerra dei mondi”, pellicola del 1953 diretto da Byron Haskin, ispirato al romanzo del visionario H. G. Wells del 1897. l’umanità è indifesa contro gli invasori Marziani, tutto ormai sembra perduto, gli alieni hanno armi potentissime, ma, alcuni giorni dopo l’inizio dell’invasione, in ogni continente della Terra, la gente vede con sorpresa che le macchine da guerra marziane stanno impattando al suolo, immobili. I potentissimi invasori stanno lentamente morendo; i Marziani sono caduti vittima dei virus e dei batteri ai quali gli umani sono immuni; i microscopici organismi hanno salvato la civiltà umana.

Vediamo ora di non fare la fine dei potenti Marziani; seguiamo i consigli delle autorità preposte.

di Pietro Zocconali, giornalista, presidente Associazione Nazionale Sociologi

(Il Faro online)