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La denuncia di Ugl Sanità Nazionale: “Tagli scellerati, risorse indirizzate altrove”

Il Segretario Nazionale Ugl: "Rispetto alla popolazione residente, il personale dipendente del Ssn è passato da 106,9 a 99,7 unità ogni 10.000 residenti"

“La denuncia che ormai da anni la Ugl Sanità lancia nei confronti dell’ impoverimento del Servizio Sanitario Nazionale è stata drammaticamente confermata oggi dai dati che l’Istat ha reso noti in una memoria consegnata alla commissione Bilancio del Senato, impegnata nell’esame del decreto legge che contiene le misure per contrastare gli effetti del coronavirus”. È quanto si legge in un comunicato diffuso dalla Ugl Sanità.

“Nell’arco di tempo – afferma il Segretario Nazionale Gianluca Giuliano – compreso tra il 2010 e il 2017 il personale del Ssn ha subito un calo del 6,7%. Si è ridotto del 5.9% quello medico mentre quello infermieristico è sceso del 3,9%. Rispetto alla popolazione residente, il personale dipendente del Ssn è passato da 106,9 a 99,7 unità ogni 10.000 residenti. Tagli scellerati, risorse indirizzate altrove: il risultato è ora evidente nei numeri che l’Istat fornisce e messo in luce dalla situazione d’emergenza che il paese sta vivendo con il contagio da Covid-19″.

“In tanti – continua il Segretario Nazionale -, sull’onda emotiva di questi giorni, chiedono, quando l’emergenza sarà finita, un rilancio del Servizio Sanitario Nazionale. Lo abbiamo sempre fatto e lo ribadiamo noi della Ugl Sanità ma sarà una strada che dovrà porre solide e inattaccabili fondamenta nella stabilizzazione dei precari, nello sblocco del turn-over con assunzioni di nuovi operatori dalla sanità, nella riapertura di Ospedali che oggi sarebbero stati a disposizione dei cittadini e che invece, chiusi e abbandonati a loro stessi, sembrano scheletri nel deserto”.

(Il Faro online)