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Acilia, coppia a passeggio per futili motivi denunciata dai carabinieri

Arrestati anche due uomini per violazione delle misure cautelari. Uno era evaso dagli arresti domiciliari disposti presso l’ospedale “G.B. Grassi”

Acilia – Erano a passeggio noncuranti del distanziamento sociale disposto per contrastare il contagio di covid-19. Hanno tentato di giustificare la loro uscita motivandola con l’acquisto di generi alimentari ma ormai, in quell’orario, tutti i negozi erano chiusi.

Ieri sera, ad Acilia, i Carabinieri hanno fermato e controllato una coppia che passeggiava a piedi in via Padre Antonio Cocchi, a Madonnetta. I due, nonostante in un primo momento abbiano dichiarato di essere usciti per andare ad acquistare dei generi di prima necessità, successivamente hanno ammesso di essersi spostati per banali motivi, in violazione delle misure di contenimento epidemiologico. Entrambi sono stati denunciati dai Carabinieri al Tribunale di Roma per attestazione mendace in autocertificazione: si sono traditi per il fatto che a quell’ora tutti i negozi erano ormai chiusi e sarebbe stato impossibile effettuare l’acquisto di generi alimentari.

Due persone, poi sono state arrestate per violazione delle misure cautelari. Ad Acilia, i Carabinieri hanno arrestato, su disposizione del Tribunale di Roma, un 40enne di origine filippina, già sottoposto all’obbligo di presentazione in caserma per reati inerenti gli stupefacenti per le numerose violazioni della misura. A seguito delle segnalazioni dei Carabinieri, l’Autorità Giudiziaria ha deciso di inasprire la misura con gli arresti domiciliari.

Era, invece, scappato dagli arresti domiciliari stabiliti in un reparto dell’ospedale “G.B. Grassi” di Ostia il 39enne arrestato per evasione. L’uomo è stato raggiunto a Casal Bernocchi dall’ordine di carcerazione della Corte d’Appello di Roma a seguito delle precedenti reiterate violazioni, puntualmente segnalate dai militari al giudice. Nella serata di ieri, quindi, i Carabinieri hanno dato esecuzione al provvedimento, arrestando l’uomo che è stato accompagnato presso il carcere romano di Rebibbia.