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Coronavirus ad Ardea, ridotti i controlli. Il Sindaco: “Non abbiamo abbastanza personale autorizzato”

Savarese: "Non abbiamo modo di controllare tutti i varchi. Il Ministero degli Interni non ci consente di utilizzare ausiliari del traffico, Protezione Civile o Associazioni."

Ardea – Diminuiscono i controlli ad Ardea. Nonostante l’Ordinanza firmata dal sindaco Mario Savarese in questi giorni, che prevedeva strade chiuse e divieti di transito, il Sindaco oggi ha dovuto rivedere l’Ordinanza e aggiornare la mappa dei varchi controllati e di quelli chiusi per mancanza del personale autorizzato ai controlli ma anche a causa di diverse lamentele da parte dei cittadini del territorio.

mappa varchi di accesso Ardea

“Ci scusiamo per i disagi – scrive il Sindaco in una nota -. Non abbiamo modo di controllare tutti i varchi. Pochi gli addetti della Polizia Locale che fa turni doppi. Il Ministero degli Interni non ci consente di utilizzare ausiliari del traffico, Protezione Civile o Associazioni. Ai varchi che non possiamo controllare siamo costretti a chiudere. Da e per Pomezia gli accessi aperti sono in via Castagnetta e in via delle Orchidee (Campo Iemini). Oppure tutte le entrate e uscite della Via Pontina. Da Est è aperto il varco di via Strampelli, Via Apriliana e via Campo di Carne. Abbiamo chiesto aiuto alla prefettura e siamo in attesa di risposte”.

“E’ stato un sindacalista della Polizia Locale di Pomezia – continua Savarese – a denunciare che stavamo operando ai varchi con l’ausilio della Protezione Civile i cui volontari avevano per l’occasione nominato Ausiliari del Traffico. Il Ministero si è trovato nell’obbligo di segnalarci che non potevamo usare per questo scopo personale che non fosse delle forze dell’ordine o della Ppll”.

Ridotti i varchi di accesso – conclude il Sindaco – perché non siamo abbastanza per controllarli tutti, sebbene ci aiutino i carabinieri, sono arrivate anche le perplessità della prefettura a cui i cittadini si sono rivolti per il disagio. Siamo in attesa che qualcuno ci dica come risolvere il problema. Da un lato il Dpcm parla chiaro, ma dall’altro non abbiamo i mezzi per ottemperare e non ci concedono soluzioni in deroga. Intanto il rischio di contagio (faticosamente contenuto fino ad oggi) aumenta“.

(Il Faro online)