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Coronavirus, D’Amato: “Pugno duro contro chi specula sui test”

L'assessore in commissione Sanità: "Test sierologici a tappeto e gratuiti appena avremo la validazione del metodo"

Regione Lazio – La commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, convocata in videoconferenza, ha fatto il punto sulla situazione dell’emergenza coronavirus insieme all’assessore Alessio D’Amato.

In particolare, come ha spiegato il presidente della commissione, Giuseppe Simeone, in apertura, sono state programmate una serie di sedute, “ognuna puntata su un focus specifico”. Oggi si è parlato della programmazione dei tamponi, dei test sierologici, della distribuzione dei dispositivi di protezione individuale (dpi) alle strutture ospedaliere e ai medici di famiglia e del sistema di sorveglianza attiva.

Aprendo la sua relazione, D’Amato ha voluto aggiornare i consiglieri sulla situazione dei contagiati: “Oggi – ha spiegato – abbiamo registrato 169 nuovi casi, i punti più bassi sono stati Latina e Viterbo, nel corso degli ultimi giorni il trend di crescita è passato dall’8 al 5,2 per cento. Attualmente abbiamo 181 pazienti in terapia intensiva sui 301 posti attualmente a disposizione, che saliranno a 434 nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda il tema di questa audizione, partiamo dai 1529 pazienti che stiamo curando a domicilio, per i quali stiamo attivando delle specifiche “covid unit”, ce ne saranno 300 in tutta la Regione, per non lasciarli soli. Stiamo consegnando loro i primi 500 kit per la telesorveglianza, attraverso i quali potranno comunicare non solo le rilevazioni della temperatura corporea ma anche l’ossimetria, un dato importante per valutare le condizioni del paziente”.

Tema centrale dell’audizione sono stati i tamponi e i test sierologici.

“Abbiamo aumentato la qualità dei tamponi che effettuiamo ogni giorno, aumentando i laboratori dedicati, siamo arrivati a 41.715, di cui oltre 8.000 sul personale sanitario. Dobbiamo coprire integralmente tutti gli operatori a rischio. Sul versante dei test sierologici, come è noto, sono state avviate due sperimentazioni dall’Università di Tor Vergata (sul personale sanitario) e dallo Spallanzani (sulla popolazione di Nerola e Contigliano).

Stiamo aspettando la validazione scientifica di questo tipo di analisi, che non dà notizie sulla malattia in sé (per quello serve il tampone), ma sul fatto che il soggetto sia venuto o meno a contatto con il virus e abbia sviluppato gli anticorpi. Quando avremo la conferma scientifica avvieremo una campagna a tappeto su tutto il Lazio, vogliamo arrivare a coprire tutta la popolazione”.

Infine la distribuzione a ospedali e medici dei dpi. “Abbiamo ricevuto 2 milioni di mascherine di livello Ffp2, comprate dalla Regione Lazio – ha precisato D’Amato – Abbiamo notevolmente incrementato la distribuzione di tutti i dispositivi, anche impiegando gli autisti della Regione e chiedendo ai carabinieri dei Nas di effettuare i controlli. Entro questa settimana completeremo la distribuzione dei kit ai medici di famiglia e ai pediatri.

L’assessore ha, infine, ricordato l’accordo con alcune strutture alberghiere per ospitare i pazienti non gravi che non possono stare presso il proprio domicilio.

Gli interventi dei consiglieri

Nei numerosi interventi i consiglieri hanno puntato l’attenzione su tre temi: le difficoltà ancora presenti nella distribuzione sul territorio dei dispositivi, la necessità di procedere rapidamente con la creazione delle covid unit, la necessità di usare tutti gli strumenti a disposizione non solo per circoscrivere la pandemia, ma anche per poter programmare la riapertura delle attività in sicurezza. Sono state poste domande su alcuni casi specifici come la situazione del Nomentana Hospital di Fonte Nuova.

Loreto Marcelli (M5s) ha ribadito che “nessuno deve essere lasciato da solo a casa”, mentre Antonio Aurigemma (FdI) ha parlato della necessità di circoscrivere i vari focolai, garantendo tutti gli operatori.

Stefano Parisi (Lazio 2018) ha puntato invece sulla “fase 2”: “I test sierologici – ha dichiarato – vanno fatti e nella maniera più estesa possibile, per permettere alle aziende di ripartire in sicurezza”.

Su questo tema anche Chiara Colosimo (FdI), che ha ribadito la differenza fra test e tamponi e ha puntato il dito sui “laboratori privati che già oggi, senza certezza sulla validità, propongono esami a pagamenti ai cittadini”.

Davide Barillari (M5s) ha parlato di una situazione confusa: “Nel Lazio manca un piano pandemico, l’unico esistente è del 2008 e quindi non si è fatta alcuna programmazione”.

Sulla distribuzione dei dispositivi ha puntato Orlando Tripodi (Lega): “Non vogliamo più vedere gli operatori con le buste ai piedi perché mancano i calzari”.

Mentre Massimiliano Maselli (FdI) ha ribadito la necessità della rete per l’assistenza domiciliare e della prevenzione, portando all’attenzione dell’assessore il caso “di una grossa partita di mascherine che sono bloccate alla dogana da una settimana”.

Apprezzamento per l’azione della Giunta e degli operatori sanitari è arrivato da Marietta Tidei (Iv) secondo la quale “stiamo recuperando il ritardo generale che c’è stato all’inizio, Marco Vincenzi (Pd) che ha ribadito la necessità della diagnosi precoce della malattia e ha ricordato il tasso di letalità: “Nel Lazio è circa la metà rispetto alla media nazionale”, Rodolfo Lena (Pd) che ha chiesto più condivisione con la commissione e più controlli sui presidi sanitari e Giuseppe Panunzi (Pd) che ha invitato l’assessore a “riflettere sulla possibilità di realizzare anche nelle province dei presidi covid completamente separati dagli ospedali dove si trattano le altre malattie”.

Su questo tema anche Valerio Novelli (M5s), che ha parlato del caso specifico del Nomentana Hospital. Infine Fabrizio Ghera (Fdi), che ha chiesto chiarimenti sull’attivazione delle covid unit.

La replica dell’assessore

D’Amato, rispondendo alle domande ha intanto voluto garantire che saranno perseguiti con durezza tutti i tentativi di speculazione sulla pelle dei cittadini: “I test sierologici, appena avremo la validazione, saranno a carico del servizio sanitario nazionale. Non devono costare neanche un euro ai cittadini”.

Per quanto riguarda la questione dei Dpi ha messo a disposizione un indirizzo mail specifico, che sarà in funzione da domani, per far entrare il personale sanitario direttamente in contatto con lo staff che si occupa della distribuzione, in modo da ridurre i tempi e, al tempo stesso, effettuare un controllo diretto sulla distribuzione stessa.

Per quanto riguarda i centri Covid separati, l’assessore ha spiegato che questo è il principio usato, dove è stato possibile, dove non lo è stato sono stati comunque assolutamente separati i percorsi”.

In conclusione il presidente Simeone ha concordato di tenere la prossima audizione giovedì 9 aprile alle 16:00.

(Il Faro online)

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