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Camilla Mancini: “Ristabiliamo priorità in giorni difficili. Le Olimpiadi? Un anno in più per provarci..”

Parla la campionessa mondiale di fioretto a squadre di Anzio. L’atleta delle Fiamme Gialle racconta la sua quotidianità in tempi di coronavirus. E non molla il sogno a Cinque Cerchi

Roma – Maschera sul viso e arma in mano. Camilla sale in pedana e va contro il suo avversario. Sembra esserci una similitudine tra lei, e i campioni della scherma, e gli eroi del sistema sanitario del 2020. Un avversario sempre da combattere. En guarde nello sport, come in corsia. Gli schermidori lo vedono in carne e ossa l’altro atleta da battere, mentre i medici non lo vedono il nemico Covid-19. Ma lottano per vincere.

Fa da metafora in questo caso la scherma. E la Mancini campionessa mondiale a squadre di fioretto a Lipsia 2017 e bronzo alle Universiadi di Napoli, la scorsa estate, rispetta le regole e attende che la tempesta passi. E’ a casa con la sua famiglia in questi giorni l’atleta delle Fiamme Gialle. Un tempo in cui Camilla ne approfitta per prendersi cura di se stessa e sognare le Olimpiadi. Lanciando il cuore fino a Los Angeles 2028.

Slittate le Olimpiadi. Un problema per un’atleta professionista. E Camilla vorrebbe che tutto finisse domani..

E’ stato un problema il prorogarsi di Tokyo 2020. E’ come una storia da riscrivere, la preparazione, la qualificazione. Lo sottolinea Camilla. Per un’atleta professionista che per mesi si prepara per i Giochi e fissa obiettivi fatti apposta per la competizione a Cinque Cerchi, è complicato poi vedersi slittare l’evento di un anno. Camilla vorrebbe che tutto finisse domani. Emergenza Coronavirus e allarme mondiale. Per poter sognare una Olimpiade del 2020 come era stata programmata. Vita e sport vanno insieme. Sarebbe bello se tutto cessasse all’improvviso. Se tante vite fossero salvate in un lampo e l’Italia Team della scherma potesse salire su di un aereo, nel tocco di una stoccata vincente. Ma non è così per il momento e bisogna avere pazienza e stringere i denti.

La riconquista della quotidianità e l’intesa con il suo allenatore Aspromonte

Aspettare significa pensare al benessere personale oggi. Lo dichiara Camilla Mancini. Riflettere. Su quelle priorità che mai magari, a causa della frenesìa della vita, stanno in fondo alla classifica della quotidianità. Bisogna prendere il positivo allora da questa situazione di emergenza sanitaria. Non è un momento facile per l’Italia. E’ necessario allora stringersi, soprattutto come comunità e sconfiggere l’avversario comune. Un colpo di fioretto ben assestato, per prendersi la medaglia d’oro della vita.

Camilla riceve consigli dal suo allenatore Valerio Aspromonte

Si allena a casa Camilla, seguendo le direttive della Federazione Italiana Scherma e quelle del suo allenatore Valerio Aspromonte. Anche lui atleta delle Fiamme Gialle. Campione olimpico a squadre di fioretto a Londra 2012 e ora maestro proprio di scherma. C’è sintonia tra loro, lo racconta con entusiasmo Camilla. Si capiscono. Sia come fiorettisti, che come persone. Simili nel carattere. E’ importante allora muoversi, soprattutto in questi giorni di grande stress. Lo sport fa bene e scarica. Fisicamente e mentalmente. E un’atleta professionista deve continuare a farlo, rispettando le regole del Governo. Tutti a casa gli atleti azzurri. E anche la Mancini tra le mura domestiche, tra un film preferito e un riposo forzato ma necessario, si gode il meglio del tempo italiano del coronavirus.

Concentrazione in pedana. Per la fiorettista Mancini, come per i medici in corsia. L’obiettivo è battere l’avversario..

Potrebbe  far perdere la testa la battaglia. Sia in pedana, che nella vita e in corsia negli ospedali, la cosa importante è restare attenti, freddi. Camilla cerca sempre di non farsi prendere dal panico in pedana per non perdere di vista l’obiettivo. Si affida allora a chi ne sa più di lei. Come fanno gli italiani. I medici sono gli esperti, i competenti del caso. Gli allenatori a bordo pedana sanno  come consigliare Camilla per tirare di fioretto. Per cogliere quel movimento falso dell’avversario e vincere. Anche sul finale. Una stoccata vincente quella di Camilla nel suo fioretto e quelle cinque medaglie internazionali vinte in carriera, tra Mondiali, Europei e Universiadi sono il risultato di un talento cresciuto. Affidato a mani competenti e forgiato, gara dopo  gara. Come contro il coronavirus. Ogni giorno i medici combattono in pedana per battere il nemico più terribile. Una stoccata di fioretto, anche da parte loro. E per il bene di tutti.

Il sogno di partecipare alle Olimpiadi. Quel posto in Nazionale a cui l’atleta azzurra punta..

Da bambina Camilla ha cominciato a tirare. Arma in mano e sempre e solo il fioretto. Mai lasciato. La prima specialità della scherma provata, che è restata per sempre con lei. Sogna le Olimpiadi allora Camilla. L’Italia femminile del fioretto è qualificata. E l’azzurra, con la medaglia d’argento di Coppa del Mondo al collo conquistata lo scorso mese di gennaio in Polonia contro la dea Deriglazova, sperava di farne parte. Mancava poco per la chiusura delle qualifiche e sarà il tecnico azzurro Andrea Cipressa poi a decidere le convocazioni. Spera Camilla che questo anno in più fino all’edizione slittata al 2021 dei Giochi di Tokyo, possa portarle quel tempo necessario per prendersi un posto in Nazionale e dedicare magari qualche medaglia importante alla sua Nazione del cuore, sotto al Monte Fuji. Quando tutto il mondo si prenderà per mano, senza avere paura del contagio.

Aspetta allora Camilla. E ringrazia le Fiamme Gialle per il supporto e l’aiuto che mai viene a mancare. Sale in pedana la Mancini. Maschera in viso e fioretto contro l’avversario. Per lo sport e per la vita.

Cara Camilla, l’Italia sta affrontando un momento difficile a causa dell’emergenza coronavirus. Cosa pensi di questa situazione ?

In momenti come questo ci rendiamo conto delle nostre fragilità, per molti di noi è routine avere una vita così frenetica da trascurare alle volte anche il benessere personale. Credo che questa situazione ci obblighi un po’ a ridimensionare le nostre priorità, facendoci fermare per rimetterci in sesto, sia come individui che come comunità”.

Come stai trascorrendo personalmente tu questi giorni di quarantena ?

Io sono a casa con la mia famiglia, cerco innanzitutto di riposarmi e di prendere un po’ di tempo per me stessa. Mi alleno tutti i giorni, senza strafare, leggo, guardo qualche film, non mi sono data grosse regole da seguire, voglio rompere un po’ di quella quotidianità che mi impone scadenze e obiettivi da marcare”.

La maggior parte degli atleti si sta allenando in casa. Lo stai facendo anche tu ? Cosa ti hanno indicato di fare i tecnici della Federscherma ?

Si, mi alleno in casa, in questo momento è molto importante più che altro per l’aspetto psicologico, sia per gli atleti stessi che per chi non si allena spesso o mai. Penso che in un momento prendersi cura di noi stessi sia bello, l’attività fisica ha molti vantaggi, ci attiva sia a livello fisico che a livello mentale, mette il buonumore e aiuta a scandire una piccola routine fatta di cose semplici. La Federazione Italia Scherma si sta muovendo e impegnando per far sì che una volta finita l’emergenza possiamo tornare ad allenarci, ripartendo gradualmente per raggiungere di nuovo la forma fisica e il ritmo che avevamo fino a un mese fa”.

Quanto è importante per un’atleta mantenersi in forma a livelli professionistici ?

Credo sia importante non lasciarsi troppo andare, altrimenti una volta finito il periodo di isolamento lo sforzo per riprendere sarebbe doppio. Ma io credo anche che non debba esserci la paura di prendere qualche chilo. È normale, muovendosi di meno, annoiandosi che un po’ si allenti la presa. Secondo me è una bella sfida provare a gestire il tutto, senza eccedere con eccessivo controllo o troppo rilassamento. Il benessere secondo me si trova proprio nel mezzo!”.

 Voi atleti siete il simbolo dei valori dello sport. Salite in pedana e affrontate l’avversario. Cosa ti senti di dire alle persone in questo momento difficile ? Come la scherma può insegnare ad affrontare l’emergenza ?

Sono contenta che qualcuno si possa ispirare a noi atleti, so bene che questa emergenza ha poco a che vedere con lo sport, che in fin dei conti non mette mai a repentaglio la nostra vita. Quando affronto un avversario, cerco sempre di non perdere il controllo, andare nel panico mi fa perdere di vista l’obiettivo principale, gestendo le problematiche o gli imprevisti di un assalto senza perdere la testa (almeno ci provo!). Ho anche chi mi aiuta dal fondo della pedana quando le cose si fanno più complicate. Per questo penso che ci può essere congiunzione tra l’affrontare un assalto e questa emergenza. Fidiamoci di chi ne sa più di noi. Cerchiamo di agire avendo prima pensato a una strategia, prendere decisioni con calma e non con fretta”.

Hai conquistato diverse medaglie importanti a livello internazionale. Qual è stata la più bella per te ?

Credo che la più bella sia stata la vittoria al Mondiale di Lipsia a squadre, essendo stato il mio primo Mondiale Assoluto è stata tutta la trasferta una esperienza indimenticabile, con la medaglia d’oro finale penso di aver vissuto uno dei giorni più belli della mia vita!”.

 La tua specialità è il fioretto. Come mai hai scelto quest’arma ? Ti allena Valerio Aspromonte. Un campione olimpico di grande esperienza. In che modo ti segue ? Quali sono i consigli che ti da ?

Quando ho scelto di fare fioretto avevo solo 5 anni, quando si inizia a fare scherma generalmente la prima arma che tocchiamo e che ci insegnano ad usare è il fioretto. Non me ne sono più voluta separare nonostante abbia provato tutte e tre le armi e mi avessero consigliato di cambiare! Valerio è stata una bellissima scoperta, credo che la nostra scherma si incastri alla perfezione, per questo mi sento di dire che il nostro lavoro sta andando molto bene. Lui è un maestro completo. È sempre presente, si impegna al massimo per trovare nuovi spunti lavorativi, è uno stacanovista, proprio come me. L’impegno e l’entusiasmo che ci mette sono al pari con il mio. Oltre a svariati consigli tecnici sta cercando di portarmi su una strada ben definita, cercando di limitare i miei errori caratteriali (sono un po’ una testa calda) proprio perché molti li ha commessi prima di me”.

Tu che tipo di atleta sei ? In che modo affronti la gara ?

Sono molto ansiosa, non posso definire un mio week end di fare una passeggiata, per me la posta in gioco è sempre stata molto alta, sia per lo sforzo che ci metto nell’allenarmi sia perché la scherma è la mia più grande passione. A 25 anni sicuramente sono cambiata, quando ero più piccola, ero più insicura ora sto lavorando affinché le mie insicurezze diventino dei punti di forza. Spero di riuscirci”.

Le Olimpiadi sono state rinviate. C’è una nuova data. Cosa pensi ?

Non nego che per me questa può essere una chance in più per tentare la qualificazione, anche se continua ad essere molto difficile visto il livello delle atlete forti che ci sono in Italia. Non faccio salti di gioia, perché preferirei che questa situazione finisse domani e le Olimpiadi non si posticipassero. In ogni caso non voglio pensarci, affronterò gara per gara e alla fine si tireranno le somme, proprio come stavo facendo prima”.

Qual è la tua situazione qualifica olimpica a squadre ? Quanto sogni di volare a Tokyo ?

L’Italia è già qualificata, la speranza di entrare in squadra c’era, mancavano tre gare, sarebbe stata una impresa molto difficile ma ero pronta a provarci. Il mio sogno ad oggi è di volare a Tokyo. Tra 4 anni sarà volare a Parigi e tra otto a Los Angeles. È davvero la cosa che desidero di più in questo momento”.

Quanto ha condizionato, a livello di preparazione mentale e fisica, lo spostamento dei Giochi ? Quanto incide per un’atleta che deve programmare gare e allenamenti ?

Penso che per un atleta già sicuramente qualificato sia un grande problema, la preparazione per i Giochi comincia anche un anno prima, a livello mentale deve essere molto dura reggere gli stessi ritmi per un altro anno. Comunque riprogrammare una stagione che era proprio nel bel mezzo sarà sicuramente dura, i ritmi sono importanti e noi dobbiamo riprendere tutto da come l’avevamo lasciato. Un po’ come riprendere un film dopo che l’hai stoppato, devi inquadrare nuovamente la storia, il protagonista, le problematiche e l’obiettivo”.

Sei una  campionessa delle Fiamme Gialle. Quanto è importante per te far parte di questo Gruppo Sportivo ?

“Sono entrata in questo Gruppo Sportivo che avevo 17 anni, non ero ancora adulta e sicuramente molto meno matura di adesso. Con gli anni e maturando ho avuto davvero modo da vedere e da toccare con mano la solidità che ha questa squadra, quanto è grande e forte la struttura che ci spalleggia, ci protegge e ci mette davvero nelle condizioni migliori per allenarci. Io sono davvero soddisfatta di farne parte, sento di avere un supporto reale che c’è sempre ed è sempre pronto a muoversi quando abbiamo bisogno. Ne sono davvero grata”.

(Il Faro on line)(foto@AugustoBizzi)