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Coronavirus, FdI: “Non risolte le questioni sulla cassa integrazione in deroga per artigiani e imprese”

I Consiglieri: "Molti artigiani sono impossibilitati a ricorrere alla cassa integrazione in deroga per i propri dipendenti"

Regione Lazio – “La riunione della Commissione Lavoro di ieri ha lasciato in sospeso alcune importanti questioni. Molti artigiani del territorio, per esempio, come denunciato anche dalla Confsal , sono impossibilitati a ricorrere alla cassa integrazione in deroga per i propri dipendenti in quanto non iscritti all’ente bilaterale.

Stiamo parlando di acconciatori, estetisti, barbieri e parrucchieri che hanno optato per il versamento di 25 euro ai dipendenti, invece che l’iscrizione all’Eblart, e che quindi come previsto dall’accordo quadro della Regione sono esclusi dalla CIG in deroga è non possono usufruire di nessun ammortizzatore sociale” – È quanto dichiara il gruppo di Fratelli d’Italia.

“Per questo motivo – continuano i consiglieri regionali – abbiamo presentato un’interrogazione urgente al presidente Zingaretti e all’assessore Di Berardino, prima firmataria Chiara Colosimo, affinché prevedano per queste aziende comunque la possibilità di inviare la domanda di Cig in deroga tramite la Regione Lazio, che le trasmetterà, poi, all’Inps per il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti.

In alternativa, ai fini dell’ottenimento della Cig in deroga, si può dare loro la possibilità di effettuare, in questi giorni, l’iscrizione all’Ente bilaterale senza nessun onere aggiuntivo per l’azienda e per il lavoratore. Se è vero che nessun verrà lasciato solo questo sarebbe un modo concreto per dimostrarlo.

“L’altra questione – conclude il gruppo di Fratelli d’Italia – sulla quale vorremmo un chiarimento riguarda le domande di Cig presentate dalle aziende. L’assessore Di Berardino ha annunciato che ne sono arrivate più di ventimila, ma ad oggi quelle inviate dalla Regione all’Inps sono state solo centocinquanta. Di questo passo rischiamo che passino svariati mesi prima di attivare la procedura per tutte le imprese. Un ritardo che non ci possiamo proprio permettere”.

(Il Faro online)

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